Record: 20-62
I Sixers 2015-2016 sono all’ ennesima stagione di ricostruzione. Probabilmente i tifosi si staranno chiedendo se davvero proprietari e GM credono in questo salto di qualità, che sembra non arrivare mai.
L’ ultima annata si è conclusa con un record negativo di 18 vittorie e 64 sconfitte, grazie alle quali Philadelphia è riuscita ad aggiudicarsi la terza chiamata assoluta del draft 2015. I Sixers hanno deciso di puntare più sul talento individuale che sul bisogno che in quel momento il roster richiedeva, e così hanno scelto Jahlil Okafor, centro dominante dei Duke campioni Ncaa.
Scelta apparentemente senza senso considerando i compagni di reparto, giovani e di tutto rispetto, come Nerlens Noel e Joel Embiid (draftato alla #3 l’ anno precedente). Al fenomeno pescato dal draft hanno poi affiancato acquisti come Nik Stauskas e Carl Landry, entrambi da Sacramento. Ad essi si aggiunge Kendall Marshall, reduce da una stagione mediocre ai Bucks, influenzata dall’ infortunio al ginocchio, per il quale è in fase di recupero.
La squadra in questa fase di pre-season ha già riempito l’ infermeria: oltre a Embiid che presumibilmente salterà anche questa stagione per l’ infortunio al piede, abbiamo Stauskas che è fuori per 2-3 settimane, Landry per il quale si prevede un ritorno per novembre dopo l’ intervento chirurgico al polso dello scorso giugno, ed ancora non è previsto un ritorno per Tony Wroten, come Marshall infortunatosi al ginocchio.
I 76ers si presentano con un quintetto base azzardato ma pieno di talento. Coach Brown ha intenzione di schierare sin dall’ inizio Jahlil Okafor, scelta obbligata da un lato per l’ assenza di Embiid, e sperimentale dall’ altro, in coppia con Nerlens Noel in posizione di 4. La regia è affidata a Tony Wroten, che nella scorsa stagione ha fatto registrare la media punti più alta della squadra con 16.9 punti, presenza fondamentale sopratutto dopo la partenza di Michael Carter-Williams. I ruoli di ala saranno poi ricoperti da JaKarr Sampson e Robert Covington, in attesa del pieno recupero della new entry Stauskas.
- PG Tony Wroten
- SG JaKarr Sampson/Nik Stauskas
- SF Robert Covington
- PF Nerlens Noel
- C Jalhil Okafor
Ciò che manca ai 5 Sixers è un vero uomo squadra con esperienza. Robert Covington è il più vecchio e non ha ancora 25 anni. L’ età media dello starting five è una delle più basse della Lega: 21,6 anni.
Nerlens Noel è alla sua terza stagione, quella giusta per consacrarsi tra i più forti lunghi della NBA e togliersi l’ etichetta di ‘grande promessa”. Già lo scorso anno ha fatto registrare medie interessanti: il più alto minutaggio del roster con 30,8 minuti in cui mette a referto 8,1 rimbalzi, quasi 2 stoppate e 2 recuperi di media. E’ nella realizzazione che quest’ anno dovrà fare un ‘quasi-obbligato’
miglioramento. Non è in dubbio il suo talento, nè quello di tutto il roster, ma la scelta di Sam Hinkie e Coach Brown di puntare ancora sul valore assoluto del singolo giocatore e non su un possibile vero uomo chiave, costringe Jahlil Okafor, Tony Wroten e lo stesso Noel, a prendere da subito in mano le redini della squadra, nonostante siano giovanissimi. Le 20 vittorie pronosticate sono frutto proprio delle zero possibilità di errore che hanno i ‘nuovi’ Sixers.
Il rookie Okafor sarà rivestito da responsabilità che, se gestite nella giusta maniera, potrebbero far crescere fin da subito il giovane centro che potrebbe rivelarsi la sorpresa della stagione. Anche se ha solo 19 anni sa bene cosa significhi sentire la pressione, sopratutto della stampa che durante il campionato Ncaa gli attribuiva l
a prima piazza del Draft, poi assegnata a Karl-Anthony Towns. Okafor ha continuato a giocare al suo alto livello, risentendo di questa forte pressione, forse, soltanto in finale contro i Badgers di Kaminsky, ma comunque portando a casa il titolo.
A prescindere dal quintetto base, sarà fondamentale anche l’ impatto del veterano Carl Landry, l’ unico insieme al Coach a cui si può affidare il compito di amalgamare i talenti individuali per una causa comune. E’ un obiettivo che ha bisogno di molto tempo per portare risultati, ed è anche per questo motivo che la prossima stagione dei Sixers sarà di transizione.
Per NbaPassion.com,
Giacomo Mugnai







