Dopo l’infortunio, Kevin Durant scende in campo per la prima volta nella stagione 2014/2015 e fa registrare 27 punti e 3 rimbalzi.
Oklahoma city
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Thunder, fase di stallo sul contratto di Reggie Jackson
Scritto da Mario Tomaino
Continua ad essere parecchio intricata la situazione riguardante il futuro di Reggie Jackson con gli Oklahoma City Thunder. L’accordo sul possibile rinnovo non è stato ancora raggiunto e tra le parti, al momento, sembra esserci una fase di studio che si sta prolungando più del previsto.
Ricordiamo che, qualora al termine di questa stagione si arrivi ad un nulla di fatto, la guardia 24enne diventerà un restricted free agent. Un vero e proprio déjà vu per i tifosi di OKC, che tornano a rivivere sulla propria pelle i ricordi di qualche estate fa,
con una situazione simile che portò all’addio di James Harden. E invece no: onde evitare di incorrere negli stessi risultati ottenuti con il Barba, secondo fonti vicine ai Thunder, i dirigenti di Oklahoma City starebbero lavorando ad una soluzione che possa far contente sia la franchigia che la guardia, essendo convinti di riuscire a pareggiare qualsiasi offerta che dovesse pervenire in estate.
Ma il problema di Reggie Jackson non è tanto l’aspetto monetario, quanto la voglia di partire nel quintetto titolare. Dopo quattro stagioni passate in panchina a fare da comprimario, Jackson pensa di meritare un maggior minutaggio, come da lui stesso dichiarato apertamente in questi giorni alla stampa: “Quando ho detto di voler comandare il team, non intendevo essere
presente nel quintetto base solo temporaneamente o qualcosa di simile”. Situazione complicata, insomma: come si fa a promuoverlo nello starting five quando nel suo ruolo si è già ampiamente coperti da un All-Star come Russell Westbrook? Inoltre, si vocifera che, in casa Thunder, in molti non abbiamo preso benissimo queste esternazioni. Tra questi, coach Brooks pare non aver digerito le sue parole, prendendole come una mancanza di rispetto verso le sue decisioni. Ma Jackson punta deciso verso il suo obiettivo, vuole essere protagonista, lì o altrove, onorando, in ogni caso, il suo contratto fino alla scadenza. L’infortunio patito da Westbrook infatti, ha fatto sì che la giovane Point Guard ottenesse un largo minutaggio, proprio come desiderava, e i risultati non stanno di certo mancando. 20 punti di media nelle quattro partite disputate e career high riguardante gli assist, con ben 14 palloni consegnati nelle mani dei compagni contro i Toronto Raptors. Numeri di un ragazzo in crescita che ha voglia di stupire.
Senza dubbio la situazione è delicata e, da quanto trapelato all’esterno, Reggie Jackson non si farebbe troppi problemi a cambiare città a fine stagione pur di trovare maggiore spazio. Il ragazzo ha classe e le sue statistiche potrebbero far gola a parecchi roster quest’estate. Jackson ha fretta di sapere le reali intenzioni della franchigia. I Thunder farebbero bene, perciò, a trovare una soluzione tempestiva, onde evitare di creare una spiacevole situazione. I fantasmi del passato sono dietro l’angolo.
Per Nba Passion,
Mario Tomaino
Un Russell Westbrook devastante si è presentato al cospetto del Moda Center di Portland, ma i suoi 38 punti (26 nel 1° tempo) non sono bastati a battere i Trail Blazers.
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OKC, il prossimo è l’anno giusto?
Scritto da Giulio Scopacasa
La situazione della squadra di Oklahoma City non è semplice. Si è forti, molto forti ma, a quanto pare, non abbastanza per raggiungere il titolo. L’MVP Kevin Durant, un gran difensore come Ibaka e l’estroversia di una PG come Westbrook, che fa dell’atletismo la sua arma principale non sono bastati ai Thunder per riuscire a battere quella macchina perfetta chiamata Spurs e approdare alle Finals. Probabilmente gli Spurs lo hanno voluto più di OKC ma è complice anche l’infortunio del numero 9 spagnolo dei Thunder a rendere difficile il gioco per RW0 e compagni. Il vero trascinatore della squadra nei playoffs non è l’MVP della RS ma proprio il Playmaker della squadra di Scott Brooks. Ma nonostante le notizie negative riguardo al futuro Thunder, ci sono anche buone novelle. Reggie jackson continua a migliorare facendo passi da gigante e viene da molti piazzato nel quintetto insieme a Westbrook per il 2014-2015. Secondo punto è il continuo sviluppo di uno che è gia tra i migliori giocatori della storia. KD si sta sempre più impersonando nel ruolo di trascinatore della squadra. Meglio ci riuscirà più possibilità avranno i Thunder di vincere l’anello. Per quanto riguarda il mercato si punta alla stella Pau Gasol da affiancare a Ibaka sotto canestro creando un quintetto di tutto rispetto (Westbrook, Jackson, Durant, Ibaka, Gasol). Per la panchina si cerca un tiratore efficace nonstante magari un minutaggio non troppo rilevante.
Per questo ruolo si pensa a Anthony Morrow ex-New Orleans Pelicans. Su di lui ci sono anche gli Heat. Passiamo a quello che molti ritengono il vero problema della squadra: l’allenatore. Il pensiero comune è la difficoltà di Scott Brooks di incanalare tutto il talento e il potenziale presenti nel roster in un sistema di gioco che possa valorizzare al meglio i giocatori e nascondere al meglio i difetti di essi. Questa frase può riassumere i Thunder. Sperando che il prossimo anno Durant possa condurre la squadra ad un concreto risultato dal draft arriva l’ala grande da Michigan, super-convincente in inizio Summer League, Mitch McGary. Lui potrebbe essere un innesto importante e essere sfruttato al miglior modo dall’allenator della prossima stagione.. Brooks? Beh.. Questo lo vedremo..
Per NBA Passion,
Giulio Scopacasa
E’ arrivata nella notte l’eliminazione per gli Oklahoma City Thunder, dopo la sconfitta casalinga contro i San Antonio Spurs. Ancora una volta Durant&soci sono caduti in overtime, come accaduto diverse volte in questi playoff.
Due volte è successo nel primo turno, contro i Memphis Grizzlies, sempre vincenti nelle gare oltre il 48° minuto. Vittoria invece contro i Clippers, ma, come detto, questa notte non è bastato.
NBA Playoffs Analysis&Grades, Thunder: Westbrook e Durant presenti, il contorno stecca
Scritto da Shedly Chebbi
All’AT&T Center di San Antonio i Thunder si trovano ad affrontare il ritorno di fiamma degli Spurs.
Questa volta non bastano Westbrook e Durant, uniti ad un buon Reggie Jackson, a trascinare la squadra verso la vittoria. Deludono in molti, soprattutto chi aveva fatto un lavoro egregio nelle ultime due uscite. Ecco come si sono comportati i Thunder:
Serge Ibaka: Dopo due turni stoici, fa vedere che l’infortunio c’è e si fa sentire. Stringe i denti, ma non è assolutamente il Serge Ibaka di gara 3 e gara 4. Chiude con 6 punti, 2 rimbalzi, 2 assist, una palla rubata e due stoppate. Tira con il 30% dal campo e gioca soltanto 27 minuti. Non una grande serata, ma l’infortunio, probabilmente, lo condiziona oltre misura. Voto 5.
Kevin Durant: Quando ha la palla in mano è imbarazzante, c’è poco da fare. Fa sentire sempre sotto minaccia il proprio marcatore, che comunque fa un gran lavoro difensivo facendogli prendere anche dei tiri difficili. Chiude la sua partita con 25 punti, 5 rimbalzi, 2 assist, una palla rubata e una stoppata. In fase difensiva potrebbe fare meglio e sfruttare il suo 0 nel tabellino dei falli, ma non ci riesce. Tira con il 52% dal campo (33% da tre punti) e 1 su 4 al tiro libero. Partita dai due volti. Voto 6.
Kendrick Perkins: Senza dubbio il peggiore in campo dei suoi, nonostante il minutaggio molto basso. Si fa notare per i 6 rimbalzi raccolti, distribuiti equamente tra offensivi e difensivi, e per due assist. Ma soprattutto si nota per le difficoltà che ha in fase difensiva, dove è costretto a spendere 4 falli in 16 minuti. Può fare senza dubbio meglio. Voto 4,5.
Russel Westbrook: Insieme a Durant, ha il grande merito di provarci. Dopo la grande prova dell’ultima partita, conferma il suo stato di forma, che però non basta ad garantire la vittoria ai suoi. Chiude la gara con 21 punti, 4 rimbalzi, 7 assist e 3 palle rubate. Tira con il 50% dal campo (2 su 6 da tre punti) e con il 78% dalla lunetta. Una luce in una serata buia. Voto 6,5.
Reggie Jackson: Vederlo tirare p una cosa meravigliosa, la sua fase difensiva, invece, ha fatto due passi indietro rispetto a quella delle ultime due partite. Chiude con 11 punti, 3 rimbalzi e 2 assist, tirando con il 50% dal campo (1 su 2 da tre punti). Insieme a Durant e Westbrook è l’unico a salvarsi in una notte molto, molto negativa.
Dalla panchina non arrivano gli aiuti sperati. In una sera in cui i titolari non riescono ad attaccare e difendere come vorrebbero, nessuno riesce ad entrare e spaccare in due la partita. Una serata no per tutti, anche per chi è abituato a partire da fuori e rimettere le cose in ordine. Voto alla panchina: 5.
NBA Playoffs grades&analysis, Thunder: Il solito Durant, il solito Westbrook, la insolita OKC
Scritto da Marco Tarantino
Brutta prova degli Oklahoma City Thunder, che riescono a chiudere la partita sotto di 17 punti soltanto grazie all’ultimo quarto, che i Clippers si prendono di pausa.
Brutta prova per Durant e compagni, che si fanno schiacciare dalla difesa degli avversari. Ecco come si sono comportati i Thunder:
Serge Ibaka: Uno dei pochi a salvarsi dal disastro. Tutto sommato è la sua classica prestazione, fatta da tanta intensità. Segna 12 punti, prende 6 rimbalzi, ruba un pallone e effettua due stoppate. Tira benissimo, 6 su 9 dal campo, e non ha particolari responsabilità sul risultato finale. Voto 6,5.
Kevin Durant: A volte sembra essere in pieno controllo, altre, come in questa partita, è costretto a prendersi dei tiri impossibili anche per lui. Questa volta Doc Rivers lo intrappola, limitandolo -si fa per dire- a 25 punti. Conclude con 25 punti, 4 rimbalzi, 4 assist, una palla rubata ed una stoppata. Tira con il 47% dal campo ed il 65.5% dalla lunetta. Non è il Kevin Durant che conosciamo, ma la prestazione non è brutta. Voto 6.
Kendrick Perkins: Deludente. Gioca 14 minuti ed è sempre in difficoltà in difesa. 3 punti, 3 rimbalzi, 1 assist e una palla persa. Sulla sua prova c’è poco da dire; e non sono proprio cose belle. Voto 5.
Russel Westbrook: Solitamente ad un giocatore da 29 punti non si può dire niente, ma non stasera. Testardo all’inverosimile. Perde 6 palloni e vuole palla anche quando sarebbe meglio favorire i compagni. Tira con il 64% dal campo e 90% dalla lunetta, evidenziando, però, una certa attitudine a voler essere il protagonista, anche a costo di perdere 6 palloni in una partita che non ammette errori. Voto 6.
Thabo Sefolosha: Gioca soltanto 16 minuti, abbastanza, però, per prendere 2 rimbalzi, rubare un pallone e segnare 5 punti, tirando con 2 su 3 dal campo (1 su 2 dai tre punti). Una prova non giudicabile.
La panchina, come spesso capita ai Thunder, non da un grande apporto. Anche Fisher, che di solito il suo contibuto lo fornisce sempre, non sembra girare. A sorpresa brillano Lamb, autore di 8 punti, 6 rimbalzi, 2 assist, una palla rubata e una stoppata in 12 minuti, e Perry Jones, che in 11 minuti segna 8 punti e prende 3 rimbalzi. Voto alla panchina 5.
Per Dunk NBA
Shedly Chebbi
(@shedly7)
NBA Playoffs grades&analysis, Clippers: Chris Paul fenomenale, DeAndre Jordan sotto tono
Scritto da Marco Tarantino
Alla Chesapeake Energy Arena i Los Angeles Clippers portano a casa la vittoria, concedendosi un po’ di riposo nell’ultimo quarto.
Grande prestazione degli uomini di Doc Rivers. Ecco come si sono comportati i Clippers: Blake Griffin: Solita prestazione fatta da tanta sostanza. Non bellissimo da vedere, ma spaventosamente efficacie. Conclude la sua partita con 23 punti, 5 rimbalzi e 5 assist. Mette a segno 7 tiri su 16 tentati dal campo, e 9 su 12 dalla lunetta. Sempre più decisivo. Voto 6,5. Matt Barnes: Ha dimostrato di poter fare di più e meglio, ma la sua prestazione non è comunque da buttare. Si fa trovare pronto in fase difensiva ed è un solido elemento quando si tratta di muoversi senza palla. Chiude con 10 punti, 2 rimbalzi, 1 assist e una palla rubata, senza perdere alcun pallone. Tira con il 40% dal campo, tirando principalmente da tre punti (2 su 7 dall’arco). Potrebbe fare di più a livello personale, ma a livello di squadra è stata una prestazione ottima. Voto 6,5. DeAndre Jordan: L’unico dei suoi a deludere le aspettative. Tira con il 100% dal campo, su 3 tentativi, e, invece, è disastroso dalla lunetta, dalla quale segna soltanto un tentativo su 8. Finisce con 7 punti, 5 rimbalzi -e per lui è una notizia negativa- e 4 palle rubate. Che si sia semplicemente concesso un turno di riposo? Voto 5,5. Chris Paul: Questo Chris Paul dovrebbe essere bandito da qualsiasi campo da gioco. Un giocatore così può giocare, da solo, soltanto contro il Dream Team, per tutte le altre squadre è sprecato. Va in doppia doppia con 32 punti e 10 assist, tirando dal campo con percentuali non umane: 12 su 14 dal campo, di cui 8 su 9 da tre punti. Aggiungere qualsiasi altra parola sarebbe di troppo. Voto 8,5. J.J. Redick: Bravissimo a farsi trovare pronto quando Paul decide di non affondare il colpo. Segna 12 punti, prende 3 rimbalzi e serve 3 assist, rubando anche un pallone. Prestazione al tiro buonissima, chiude infatti con 5 su 8 dal campo (1 su 2 da tre punti) e 1 su 1 dalla lunetta. Con Paul forma una coppia veramente ottima. Voto 6,5. Dalla panchina l’aiuto più grande viene dalle mani di Jamal Crawford, autore di 17 punti (6 su 11 da campo, 3 su 6 da tre punti, 2 su 3 dalla lunetta). Un po’ deludente la prova al tiro di Granger, 1 su 5 dalle sue mani (3 su 4 dalla lunetta), che però prende 5 rimbalzi e ruba un pallone, nei 16 minuti a sua disposizione. Buona la prova della second line.Voto alla panchina 6,5. Per Dunk NBA Shedly Chebbi (@shedly7)
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Dopo 27 gare d’attesa, come da pronostico, il play titolare degli Oklahoma City Thunder tornerà stanotte in campo contro i Miami Heat. E’ stato Sam Presti, General Manager della franchigia di Oklahoma City, ad annunciare il ritorno di Russell Westbrook dopo il problema al menisco:
“Siamo tutti molti contenti per il ritorno di Westbrook in campo. Ha lavorato sodo durante la riabilitazione e il suo ritorno non può che essere una cosa positiva per noi”.
@sanfi_fm



