



Forse galvanizzati dalla vittoria precedente, forse stanchi dalla grande partita disputata o più probabilmente a causa di un altrettanto grande prestazione dei Cavs, Chicago è andata sotto di venti punti nel primo quarto di gara 2. Dove vanno ricercate le cause di quest’incredibile inizio di Cleveland?
Innanzitutto il quintetto rinnovato, con Thompson da titolare, ha ridotto il potenziale offensivo dei suoi, senza il matchup tra Noah e Shumpert e col campo chiaramente più stretto, ma ha dato nuova linfa alla fase difensiva. L’ottimo lavoro di TT ha ridotto l’attacco dei Bulls a soli 18 punti segnati nel primo quarto, ma soprattutto ha dato il via a quella transizione offensiva che ha letteralmente spezzato le gambe della Windy City.



Solamente nel secondo tempo sono arrivati i primi segnali di vita dalla squadra di coach Thibs, con un parziale di 14-0 nel segno di buone spaziature in attacco. Comunque nemmeno ciò è bastato a rimettere in piedi la partita e col ritorno in campo dei titolari, la squadra di casa è riuscita a ristabilire le distanze e pareggiare la serie sull’uno a uno.
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Per NBA Passion,
Antonio Greco



















































