Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsChicago BullsNBA Playoff 2015, lavagna tattica: Bulls @ Cavs gara 1 e 2

NBA Playoff 2015, lavagna tattica: Bulls @ Cavs gara 1 e 2

di Antonio Greco
In principio erano le due grandi favorite dell’Est, erano presso l’Est ed erano l’Est. Agli albori della stagione, con i Pacers praticamente fuori dai giochi senza Paul George, tutti auspicavano, o quanto meno pronosticavano ai playoff una ECF tra i Cavs del figliol prodigo LeBron James, determinato a portare il primo titolo al proprio territorio natio e a formare una nuova dinastia con Irving e Love e i Bulls di un ritrovato Derrick Rose, anche lui profeta in patria, finalmente tornato e risoluto nel porre fine a tutti i mugugni nei suoi confronti, in virtù anche di una attrezzatissima squadra alle spalle, la più forte dell’Illinois dai tempi di Michael Jordan.
 A poco più di sei mesi di distanza, dopo una regular season a dir poco travagliata per entambe le parti, alle finali di conference ci arriverà una e una sola di queste due compagini, con l’altra sfidante proveniente dalla serie tra Hawks e Wizards. Potrà piacere o non piacere, ma il tabellone, regalandoci questa sfida prima del previsto, non ha per niente sminuito il fascino della serie.
Almeno fino ad ora, le aspettative si sono rivelate più che fondate, con entrambe le gare estremamente interessanti e a dir poco sorprendenti. Perdonatemi un punto di vista fin troppo relativista, ma i due incontri disputati hanno dimostrato che nel basket non esiste una verità assoluta, che nel basket tutto è il contrario di tutto.
Già a partire dalla prima palla a due è sembrato chiaro che la serie sarebbe stata variegatissima dal punto di vista tattico, a partire dai matchup in entrambe le fasi di gioco. Nella metà campo di Chicago, in virtù dell’accoppiamento tra Butler e James, schierato in emergenza nel ruolo di PF, Noah si è ritrovato a dover marcare la SG avversaria, Iman Shumpert. Sebbene il sistema difensivo di coach Thibs sia stato esemplare nel corso della partita, tali matchup giustificano in parte la grande prestazione in attacco di Shump e a rimbalzo di LeBron. In particolare il duello tra il centro francese e l’ex Knicks ha avvantaggiato non poco la squadra in maglia bianca, poiché il figlio di Yannick ha spesso dovuto lasciare il proprio uomo, per andare ad aiutare a centro area e sopperire alle ormai solite amnesie di Pau Gasol.
Irving e Mozgov giocano un pick and rollGasol esce sul perimetroNoah aiuta su IrvingShumpert tira con spazio
Comunque a Thibodeau va dato il merito di aver organizzato ottimamente la propria difesa, praticando l’hedge in situazione di blocco tra esterni, l’ICE in caso di pick and roll laterale e il cambio quando a bloccare è stato l’uomo marcato da Noah.  Certamente le assenze dei Cavs, con J.R. Smith e Love su tutti, hanno agevolato il lavoro dei “Tori”, i quali sono spesso riusciti a proteggere come voluto il pitturato e annullare i penetra e scarica avversari, senza i due noti ad allargare il campo e tirare in catch and shoot.
Dall’altra parte del campo, James ha svolto un ottimo lavoro contro Noah, sopprimendo tutti i tentativi di hand-off grazie alla sua maggiore velocità di piedi. Nonostante ciò, coach Blatt avrà avuto sicuramente qualcosa da ridire sul rendimento difensivo dei suoi nei primi due quarti di gioco, poiché le dormite dei suoi giocatori non sono assolumante giustificabili.
Rose la passa a ButlerButler la passa a NoahDunleavy blocca per ButlerDunleavy viene lasciato soloDunleavy tira con spazio
Complice anche la grande prestazione offensiva dei Bulls, capaci di alternare e combinare motion, flex, shuffle e triangle offense, la squadra dell’Ohio ha sofferto molto fino all’ingresso della second unit. Il tandem Thompson-Mozgov ha svolto un egregio compito sul pick and roll avversario, riuscendo a contenere nel migliore dei modi sia le penetrazioni di Rose, sia i jump shot di Gasol.
Ma la rimonta del secondo quarto è passata molto anche per una fase offensiva finalmente degna di tale nome. Blatt non ha stravolto la squadra, ma semplicemente i suoi hanno iniziato a correre di più e meglio in transizione e hanno ritrovato le corrette spaziature, scardinando la retroguardia di Chicago, ribaltando più volte la palla da un lato all’altro del campo e costruendo buoni tiri con penetra e scarica e extra pass.
Irving e James giocano un pick and rollButler è in ritardo su LeBronJames penetra e scarica per ShumpertJones tira con spazio
 Tutto quanto di buono nostrato dai Cavs nel corso della seconda frazione di gioco, non si è neppure intravisto nel terzo quarto.
Lo staff tecnico della squadra di casa ha deciso, durante l’intervallo, di accoppiare nella propria metà campo il più atletico Thompson con Pau Gasol, per limitare l’efficacia del pick and roll col catalano da bloccante. Tuttavia i risultati per LeBron e compagni sono stati tutt’altro che positivi, con TT autore di una prestazione difensiva a dir poco indisciplinata. Più di una volta, infatti, è capitato che il n. 13 aiutasse dal lato sbagliato sui blocchi avversari e concedesse alla squadra rivale una chiara situazione di vantaggio. Come se non bastasse, l’ex Grizzlies e Lakers ha tirato con una precisione surreale dal mid-range e insieme ai suoi compagni, ha aumentato l’intensità difensiva sul pick and roll di Cleveland, dando il via al parziale nel terzo quarto che ha praticamente deciso il match.
Gasol e Rose giocano un pick and rollLa difesa dei Cavs collassaButler tira una tripla con spazio
Difatti la bench unit dei Cavs è riuscita a ricucire parte dello svantaggio nel quarto quarto, ma con il ritorno in campo dei titolari, l’armata di Thibodeau ha ristabilito le distanze. Con il passare dei minuti, entrambe le compagini si sono affidate alle loro armi più efficaci, da una parte il pick and roll tra Irving e James, dall’altra quello tra Rose e Gasol. Se i primi due non hanno fatto benissimo a causa di pessime scelte di tiro, gli altri hanno legittimato la vittoria dei Bulls, grazie a ottime percentuali dal campo e spaziature praticamente perfette. L’MVP del 2011 è stato esemplare nell’attirare su di sé le attenzioni della difesa, temporeggiare e mettere a proprio agio il bloccante nelle ricezioni.
Gasol e Rose giocano un pick and popRose accentra le attenzioni della difesaShumpert aiuta su GasolButler tira con spazio
Forse galvanizzati dalla vittoria precedente, forse stanchi dalla grande partita disputata o più probabilmente a causa di un altrettanto grande prestazione dei Cavs, Chicago è andata sotto di venti punti nel primo quarto di gara 2. Dove vanno ricercate le cause di quest’incredibile inizio di Cleveland?
Innanzitutto il quintetto rinnovato, con Thompson da titolare, ha ridotto il potenziale offensivo dei suoi, senza il matchup tra Noah e Shumpert e col campo chiaramente più stretto, ma ha dato nuova linfa alla fase difensiva. L’ottimo lavoro di TT ha ridotto l’attacco dei Bulls a soli 18 punti segnati nel primo quarto, ma soprattutto ha dato il via a quella transizione offensiva che ha letteralmente spezzato le gambe della Windy City.
Transizione offensiva orchestrata nella maggior parte dei casi da LBJ, autore di un incredibile primo quarto su entrambi i lati del campo. Finalmente schierato nel ruolo di SF e sciolto dai vincoli della posizione di ala grande, James è stato spesso libero di cambiare sui blocchi di Chicago, mettendo in luce la sua straordinaria duttilità difensiva. Allo stesso tempo il quattro volte MVP ha lavorato magistralmente gli isolamenti in attacco contro Butler, il quale ha concesso decisamente troppo a un avversario così temibile.
Sostanzialmente i Cavs sono riusciti a mantenere il vantaggio costruito nel primo quarto per tutto il resto della partita, rischiando anche di dilagare, visto il crollo psicologico al quale è andata incontro la squadra dell’Illinois. Infatti i Bulls, chiamati a ricucire uno svantaggio tanto ampio, hanno alternato momenti di sbandamento dettati dalla fretta di recuperare palla ad attimi di intensità bassissima causata da un morale basso.
Irving la passa a PerkinsRose prova l'anticipoIrving penetra e scaricaJones mette la tripla
Dellavedova e James giocano un pick and rolldellavedova scarica per ShumpertShumper mette la tripla con spazio
Solamente nel secondo tempo sono arrivati i primi segnali di vita dalla squadra di coach Thibs, con un parziale di 14-0 nel segno di buone spaziature in attacco. Comunque nemmeno ciò è bastato a rimettere in piedi la partita e col ritorno in campo dei titolari, la squadra di casa è riuscita a ristabilire le distanze e pareggiare la serie sull’uno a uno.
Continuate a seguire NBAPassion.com per ulteriori breakdown su questa serie e tanto altro ancora.
Per NBA Passion,
Antonio Greco

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