La lotta per l’ultimo lotto disponibile per entrare ai playoffs ad Ovest, resta ancora in sospeso: gli Oklahoma City Thunder di Russell Westbrook, i Phoenix Suns di Eric Bledsoe, ed i New Orleans Pelicans di Anthony Davis, queste le tre contendenti rimaste in ballo.
La favorita numero 1 ovviamente è la franchigia di OKC: i Thunder sono attualmente con l’ottavo posto blindato, visto che si trovano a +3 sui Suns e a +3.5 sui Pelicans. Difficile immaginare che Westbrook e Kanter, nonostante i molti infortuni che non smettono di tormentare Brooks, possano lasciarsi sfuggire la qualificazione, anche perché dall’altra parte, Suns e Pelicans sembrano balbettare molto, ed andare a corrente alternata.
Attualmente OKC non avrebbe assolutamente un primo turno easy, anzi…Da ottavi arriverebbero i Golden State Warriors di Steve Kerr, che stanno giocando la migliore pallacanestro di questa stagione e stanno già ricaricando le batterie in vista dei playoffs.
Per Suns e Pelicans invece come detto servirà probabilmente un miracolo sportivo per raggiungere e superare OKC: i Suns vivranno ancora una volta una stagione alle porte dei playoffs, come successo la scorsa stagione nella sfida con Memphis e Dallas.
I Pelicans invece mostrano segni di crescita, ma anche per loro, come per OKC, troppi infortuni nei momenti chiave stanno facendo la differenza in negativo. Anthony Davis non riesce da solo a trascinare i compagni, che spesso faticano a stare al suo passo. La prossima stagione sarà quella buona per le due outsider?
Ecco la situazione:






















“E’ frustrante dire che ho dovuto sempre guardare dalla tv i Playoffs negli ultimi sei anni”. A chi invece gli chiede cosa si aspetta in primis da se stesso, ecco che Love afferma: “Mentirei se dicessi di non dovermi sacrificare per il team. Non so ancora bene in che modo dovrò sacrificarmi, ma sono pronto a farlo per il bene dei Cleveland Cavaliers. Sono disposto a fare qualsiasi cosa per vincere”. La fame di vittoria in casa Love non sembra mancare a quanto pare, lo sa bene il diretto interessato che, come lascia intuire, sa che questa è l’occasione della sua vita per poter rompere con un passato che ha sempre detto male con i T-wolves. Lo sapeva bene anche LeBron James evidentemente, quando, non senza critiche, suggerì ai dirigenti della franchigia di imbastire una trade per portare il ragazzo di Santa Monica in quel dell’Ohio, sacrificando uno dei possibili campioni futuri come Wiggins.
Non c’è dubbio che i due si adorassero da tempi non sospetti, precisamente da Londra 2012, quando giocarono e vinsero insieme l’oro olimpico con il Team Usa. Ora sta a loro, con l’aiuto di Irving e l’esperienza di campioni come Marion e Miller, trovare il bandolo della matassa e creare quella giusta alchimia che possa rendere un roster creato in soli due mesi, un’armata che riesca a competere per il titolo già da quest’anno.
