Sono stati sempre al centro dei rumors e delle varie discussioni riguardanti il mercato NBA e la trade deadline: parliamo ovviamente dei Suns. La franchigia di Phoenix, nell’ultimo giorno disponibile per imbastire trattative, ha ceduto 3 pezzi pregiati del team, andando a scambiare Miles Plumlee, Isaiah Thomas e Goran Dragic. In questo nuovo appuntamento con la rubrica #123Ragioni, andremo ad analizzare 3 validi motivi per cui i Suns si sono mossi male sul mercato:
1 – Errore commesso in estate
Per capire il motivo per cui i Suns hanno sbagliato strategia di mercato, dobbiamo fare un passo indietro ritornando all’11 luglio 2014 quando Phoenix firmò Isaiah Thomas tramite sign & trade. I Suns, convinti dell’ottima mossa effettuata, iniziarono a proclamare il proprio parco guardie come uno dei migliori della lega. E in effetti, numeri alla mano, nessuno poteva dargli torto. I Suns arrivavano da una stagione altamente convincente, grazie soprattutto alle inaspettate conferme ad alti livelli di Dragic e Bledsoe. Aggiungere un Isaiah Thomas da 20.3 punti, 6.3 assist e 2.9 rimbalzi per partita, anche lui esploso definitivamente nella passata stagione, sembrava essere un’ottima mossa.
Confermato nel ruolo di sesto uomo che lo aveva esaltato a Sacramento, Thomas avrebbe dovuto mantenere alti gli standard del backcourt grazie alla sua qualità. L’errore di valutazione che è stato commesso da Ryan McDonough e i suoi assistenti però, è stato quello di non riuscire ad immaginare come, dover gestire tre prime donne nello stesso reparto, avrebbe potuto significare un bel guaio. L’arrivo di Isaiah Thomas ha infatti causato problemi di rotazione a Jeff Hornacek, rivelandosi quindi una mossa alquanto controproducente: in questa stagione, infatti, Dragic è passato da 20.3 a 16.2 punti, da 5.9 a 4.1 assist, migliorando sensibilmente la media rimbalzi. Stesso discorso dicasi per Isaiah Thomas, passato da 20.3 a 15.2 punti, 6.3 a 3.7 assist e da 2.9 a 2.4 rimbalzi per partita.
2 – Cattiva gestione della situazione
Da qui pertanto, la giusta, giustissima decisione da parte dei dirigenti dei Suns di prendere provvedimenti entro la trade deadline. L’obiettivo fissato dal front office di Phoenix è stato chiaro: bisognava cedere uno dei due playmaker. La scelta è ricaduta sin dal primo momento su Isaiah Thomas e, sicuri ancora una volta di ciò che stavano per fare, i Suns hanno imbastito diversi tavoli di trattativa. Anche questa volta qualcosa è stato trascurato però. Convinti di riuscire a trattenere Dragic quantomeno fino alla fine della stagione in corso, nessuno s’è curato minimamente del fatto che lo sloveno potesse decidere di cambiare da subito aria a causa della situazione che s’era venuta a creare.
“Voglio andarmene perché non mi sento più a mio agio. Non ho più fiducia nel front office”. Queste le dichiarazioni rilasciate da Goran Dragic il 18 Febbraio. Una bella grana per i Suns, quindi, con un dilemma rimasto fino a poche ore dalla scadenza delle trade: Tenere Dragic o Thomas a questo punto? A rendere ancor più complicata la situazione, è stata la volontà del presidente della franchigia, Robert Sarver, fermamente intenzionato a mantenere la PG slovena anche contro la sua volontà, tentando di scambiare Thomas. Ma ormai era troppo tardi per tornare indietro. Con Isaiah Thomas pronto a fare le valigie e il malumore di Dragic venuto a galla, l’unica soluzione da attuare è stata quella di scambiare ambedue i playmaker, dimostrando quindi una pessima gestione della situazione venutasi a creare.
3 – Playoffs a rischio
Scambiati quindi Dragic e Thomas, il rischio nel quale incorrono attualmente i Suns è uno solo: i Playoffs sono ancora alla loro portata? Un bell’interrogativo arrivati a questo punto. Nonostante la situazione venutasi a creare all’interno dello spogliatoio con la cattiva convivenza tra Dragic e Thomas, la franchigia dell’Arizona stava in ogni caso mantenendo una marcia verso i Playoffs alquanto favorevole, con un record di 29 vittorie e 25 sconfitte, che permetteva ai Suns di presidiare l’ottavo posto ad ovest, prima della sconfitta rimediata questa notte contro i Timberwolves.
Smantellare il proprio roster, dando via 3 tra gli uomini più importanti nelle rotazioni di Hornacek (specialmente nel modo in cui si è generata tutta la questione) non è sicuramente segno di buoni presagi per i Suns. Certo, nonostante tutto sono arrivati giocatori importanti alla corte di Phoenix come Brandon Knight, che si è distinto in questa prima metà di stagione con i Bucks. I Suns hanno preso anche giocatori che possono dire la loro dalla panchina come Marcus Thornton, John Salmons e Kendall Marshall, nella speranza inoltre che Danny Granger ritrovi la forma e le prestazioni dei tempi di Indiana. Al momento però sono tutti o quasi, grossi punti di domanda, che dovranno trovare presto una risposta concreta. I Suns sono attualmente a mezza vittoria dai Thunder e se vogliono sperare di centrare i Playoffs per il secondo anno consecutivo, bisogna presto riorganizzarsi ritrovando idee e buon gioco.
Per Nba Passion,
Mario Tomaino




