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NBA Playoffs – La corsa all’ottavo posto della Eastern Conference

di Gabriel Greotti

Siamo ormai in dirittura d’arrivo per quanto riguarda la regular season NBA, e nella Eastern Conference sono più che mai aperti i giochi per accaparrarsi l’ottavo posto, ultimo piazzamento utile per la qualificazione ai playoffs 2015. Le franchigie in lizza per l’ottava posizione sono: Charlotte Hornets, Indiana Pacers, Miami Heat e da ultima i Boston Celtics, franchigia con un giovane roster ma spesso molto combattivo.

Nelle prime otto piazze ad Est, troviamo in ordine: Atlanta Hawks (49-13), Cleveland Cavaliers (40-25), Chicago Bulls (39-25), Toronto Raptors (38-25), Washington Wizards (35-28), Milwaukee Bucks (33-29), Charlotte Hornets (28-33), Indiana Pacers (28-34). Attualmente i Miami Heat sono al nono posto, con un record di 28-34 ma sotto negli scontri diretti con i Pacers, mentre i Boston Celtics, che si sono inseriti nella lotta grazie alle recenti prestazioni positive, sono pari con i Nets a quota 25 vittorie e 36 sconfitte.

Charlotte Hornets

Kemba Walker

Kemba Walker

Record: 28  – 33
Posizione: 7

Gli Hornets stanno vivendo una stagione ben al di sotto delle aspettative, visti i nomi dei giocatori a roster. L’acquisizione di Lance Stephenson, guardia ex Pacers, si è sinora rivelata un flop totale e Al Jefferson non può tenere in piedi da solo il reparto lunghi. Nel backcourt si è messo in luce Kemba Walker, che si è spesso reso protagonista assoluto delle vittorie dei suoi, confezionando prestazioni da 30 e più punti. A completare il quintetto, Gerald Henderson nel ruolo di SG sta disputando una discreta stagione, soprattutto dopo che è entrato nel quintetto base a discapito di Stephenson, mentre Kidd-Ghilchrist da SF mostra spiccate doti difensive in continuo miglioramento e Cody Zeller, nel ruolo di centro, sta vivendo un po’ all’ombra di Al Jefferson. Le prestazioni di Walker non sono sufficienti per garantire i playoff alla franchigia di Charlotte, alla luce soprattutto dell’ultimo infortunio che ha portato all’acquisizione, prima della deadline del 19 febbraio scorso, di Mo Williams, ex Timberwolves.

Indiana Pacers

George Hill

George Hill

Record: 28-34
Posizione: 8

La franchigia allenata da Frank Vogel ha vissuto un’inizio difficile di stagione, alla luce dell’infortunio accorso a Paul George, stella indiscussa della franchigia di Indianapolis, durante lo scorso ritiro pre-mondiale della nazionale statunitense. George aveva preventivato di saltare l’intera stagione, e l’infortunio di George Hill ha complicato ulteriormente le cose. Nelle ultime gare invece, i Pacers si sono messi in luce come una delle franchigie più in forma della Eastern Conferece: a febbraio, con il recupero di Hill, coach Vogel ha potuto ottenere il meglio da Rodney Stuckey facendolo uscire dalla panchina. Nello stesso mese proprio l’head-coach dei Pacers ha vinto anche il riconoscimento di Coach of the Month per la Eastern Conference, a conferma dello stato di forma dei Pacers che sono risaliti sino all’ottavo posto della propria conference, operando il sorpasso ai danni dei Miami Heat. Hibbert, nel ruolo di centro, viaggia a correnti alterne, ma probabilmente la squadra è galvanizzata anche dalle notizie confortanti che arrivano continuamente dal fronte George, così sta disputando un ottima ultima parte di stagione.

 

Miami Heat

Hassan Whiteside

Hassan Whiteside

Record: 28-34
Posizione: 9

Dentro Goran Dragic, out Chris Bosh: queste sono le novità in casa Heat, che hanno acquisito il playmaker sloveno durante l’ultima giornata di scambi, il 19 febbraio scorso. Nello stesso periodo è arrivata però la triste notizia per Chris Bosh: il lungo ex Raptors è stato vittima di una crisi respiratoria, e gli accertamenti effettuati hanno rilevato la presenza di coaguli di sangue nei polmoni, che mettono a serio rischio la carriera del giocatore. Sfumato quindi il sogno dei Big Three (Dragic, Wade e Bosh) gli Heat si appoggiano alla soprendente stagione del centro pescato dalla D-League Hassan Whiteside, che sta disputando una stagione nettamente al di sopra delle aspettative su entrambi i lati del campo. A coadiuvare Whiteside, c’è il solito Dwayne Wade: Flash ha dimostrato d’essere un campione intramontabile e se gli Heat sono ancora lì a lottare per la postseason lo devono soprattutto a lui. La stagione degli Heat è stata compromessa nella prima parte della stagione, quando la franchigia di South Beach è stata falcidiata dagli infortuni, mettendo in crisi totale le rotazioni di coach Erik Spolestra. Sino all’arrivo di Dragic, inoltre, gli Heat potevano vantare a roster solamente la presenza di Chalmers e Cole nello spot di PG, il che li ha limitati molto nella fase di impostazione del gioco. Il nono posto dipende dal fatto che, pur avendo lo stesso record dei Pacers, i ragazzi di coach Spolestra sono sotto negli scontri diretti.

 

Boston Celtics

Isaih Thomas

Isaih Thomas

Record: 25-36
Posizione: 10

I Boston Celtics stanno attraversando un’altra stagione di rebuilding, con un roster in continua evoluzione: in questa stagione abbiamo assistito all’addio di pezzi da novanta come Rajon Rondo, finito a Dallas, e Jeff Green, sbarcato ai Grizzlies di Marc Gasol.
Durante la giornata della deadline, 19 febbraio, le altre partenze sono state quella di Tayshaun Prince, arrivato da Memphis in cambio di Green, e Marcus Thornton, spedito da Ainge ai Suns. A Boston sono sbarcati Jae Crowder, che sta disputando una bella stagione nello spot di SF, Brandan Wright (finito poco dopo ai Suns) e Jameer Nelson, spedito a Denver. Altri arrivi sono stati quelli della deadline, che hanno visto approdare in canotta biancoverde Isaiah Thomas, PG ex Suns che sta letteralmente mettendo in crisi le difese avversarie con prestazioni da 20 e più punti, e Jonas Jerebko insieme a Gigi Datome in arrivo dai Pistons, che in cambio hanno ricevuto Prince. La stagioneha preso una piega positiva dopo l’addio di Rondo e Green, l’ambiente si è compattato e con un roster che ora è molto più stabile le rotazioni di coach Stevens si sono definite. E’ stato eliminato quasi del tutto il problema della gestione dei finali di gara, ma le lacune difensive (soprattutto nel pitturato) e la difficoltà a mettere su costantemente percentuali di tiro accettabili si fanno ancora sentire. I C’s sono la vera e propria outsider nella lotta ai playoff nella Eastern Conference.

Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)

 

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