Sembrava una ‘semplice’ storta quella rimediata da Rodney Stuckey nei primi minuti della partita contro i Suns, invece gli esami medici hanno evidenziato qualcosa di più serio: distorsione e contusione ossea del piede destro, due settimane di stop e poi verrà nuovamente rivalutato.
Brutta notizia per i Pacers, dovranno così fare a meno del loro sesto uomo che in questa stagione ha rivestito il ruolo di leader di una delle più pericolose second unit della Lega a suon di 9,8 punti, 3.4 rimbalzi e 2.6 assist.
Rodney Stuckey
Pacers-Free Agency Live: arriva l’accordo con Monta Ellis, si cerca una trade per Hibbert
Dopo l’apertura del mercato free agency gli Indiana Pacers cercheranno di costruire un assetto solido attorno a Paul George. Il front office guidato da Bird sta monitorando varie situazioni, aspettando il momento giusto per colpire. Il nome più gettonato in entrata è Monta Ellis, quello in uscita è David West.
Aggiornamento 21.48
DeAndre Jordan sta per accettare la proposta dei Mavs che di conseguenza perdono interesse per Roy Hibbert. Il front office di Indy dovrà cercare un altra squadra interessata ad tradare il lungo.
Aggiornamento 12.33
Lavoy Allen trova un accordo con la dirigenza per restare a Indy. Per lui un triennale da $12 milioni.
Giovedi 2 luglio
Aggiornamento 21.25
Adrian Wojnarowski twitta che i Dallas Mavericks, se non riuscissero a portare a casa Jordan, proveranno ad intavolare una sing-and-trade con Indiana che coinvolga Ellis e Hibbert.
In questo modo entrambe le parti otterrebbero il giocatore voluto.
Aggiotnamento 19.15
Gran colpo di Indiana! Monta Ellis ha accettato un quadriennale da $44mln con Player Option dopo 3 anni.
Aggiornamenti 18.59
Tim MacMahon fa sapere tramite il suo account di Twitter che i Dallas Mavericks sarebbero interessati a Roy Hibbert se non riuscissero a trovare un accordo con DeAndre Jordan.
Aggiornamenti 18.28
Nella corsa per Monta Ellis si inseriscono anche Kings, Knicks e Hawks. I Pacers restano comunque i favoriti per portarsi a casa la guardia che nella scorsa stagione ha viaggiato a 18.9 punti, 4.1 assist e 2.4 rimbalzi.
Noi tifosi aspettiamo con ansia delle conferme da Indianapolis
Aggiornamenti 15:10
Ieri sera coach Vogel e Larry Bird hanno cenato con Ellis. Nonostante le parti siano molto vicine ancora non si è raggiunto un accordo definitivo. In questa fase di stallo si è inserita la dirigenza dei Kings, che dopo aver imbastito una trade con i 76ers per liberare spazio salariale, si è fatta avanti per l’ex guardia dei Mavs.
Tramite twitter West ha annunciato il suo addio a tutti i fan dei Pacers. L’ala forte avrebbe rifiutato le avances dei Knicks perchè vuole giocare per una contender, Spurs o Warriors, ma entrambe non hanno le sufficienti risorse economiche per firmarlo.
La permanenza di Rodney Stuckey non appare così scontata. La guardia, che ha concluso con una delle sue migliori stagioni, vorrebbe firmare per una contender, strappando un contratto più alto. I Rockets sarebbero fortemente interessati e lo stesso Stuckey gradirebbe la destinazione.
Per NBA Passion,
Gabriele Timpanaro.
Free Agency 2015: Rodney Stuckey e il futuro, la palla passa ai Pacers
Rimanere ad Indianapolis? Perchè no: è questo l’interrogativo, con la relativa risposta, che balza nella mente di Rodney Stuckey, guardia in forza agli Indiana Pacers. Ma, come in questi casi si sa che i matrimoni si fanno in due e tutto dipenderà dalle intenzioni della franchigia.
Il classe 1986 era arrivato dopo la lunga esperienza coi Detroit Pistons avvolto da un alone di scetticismo: in molti non erano convinti sulle sue possibilità di sopperire all’infortunio di Paul George e alla partenza di Lance Stephenson, volato a Charlotte. Ma col tempo Stuckey si è messo al lavoro e ha conquistato la fiducia di coach Frank Vogel. Nell’ultima stagione regolare ha infatti disputato 71 partite (36 come starter) registrando una media di 12.6 punti, 3.5 rimbalzi e 3.1 assist, integrandosi perfettamente nel sistema di gioco. Il suo contributo non è però bastato a raggiungere l’accesso ai playoff, con i Pacers che si sono alla fine piazzati al nono posto della Eastern Conference con un record di 38-44. Il prossimo anno l’intero gruppo vorrà senz’altro ritornare competitivo e chissà se ci sarà anche il prodotto di Eastern Washington a servire la causa.
Qualche mese fa, Stuckey dichiarò apertamente: “Voglio rimanere qui.Quando sarà il momento spero proprio che riusciremo a trovare un accordo. Mi piace tutto qui, c’è un organizzazione fantastica, adoro la città e anche la mia famiglia si trova molto bene. Sicuramente voglio rimanere qui, assolutamente”. Le speranze di una possibile riconferma sono anche alimentate dal fatto che Vogel sia rimasto contento dell’apporto che ha dato al giocatore, unrestricted free agent in estate. Ora la palla passerà al front office che valuterà il da farsi.
Per NBA Passion,
Olivio Daniele Maggio (@daniele_maggio on Twitter)
Sembra una maledizione: gli Hornets non vogliono partecipare ai Playoffs 2015. Ogni qualvolta il team di Jordan si è trovato a ridosso della zona “calda”, sono arrivate sconfitte delicate e contro avversarie dirette a stroncare le aspettative dei tifosi.
Certo, nel 93-74 subito in casa dei Pacers pesa e molto l’infortunio al ginocchio dopo appena 12 minuti di Al Jefferson, ma l’1/9 di Walker non ha contribuito a migliorare le cose e nemmeno Mo Williams e Marvin Williams sono riusciti a incidere come loro solito. Negli ultimi 19 minuti di partita, poi, c’è stato il vero e proprio crollo: appena 20 punti messi a segno, ultimi 15 tiri sbagliati, e incapacità di opporsi alla verve offensiva di Rodney Stuckey, capace di metterne 15 e guidare una squadra concentrata e ora in fiducia. Le partite di distanza dall’ottava piazza della Eastern Conference sono solo 1.5 ora, mentre gli Hornets virtualmente hanno salutato anzitempo la stagione e le possibilità di disputare i playoffs.
Per carità, la distanza è appena superiore a quella di Indiana: solo 2 partite dagli Heat oggi ottavi, ma è lo stato di forma della squadra a preoccupare, con diversi giornalisti che tra l’altro tentano di focalizzare l’attenzione ormai sulla prossima stagione e sulle mosse che andranno fatte sul mercato.
La matematica ancora non condanna, ma la concorrenza di Boston, Indiana, Miami e Brooklyn per le ultime due piazze sta scaricando la squadra più che stimolarla. E se manca “fame” in questa fase dell’anno si rischia di fare brutte figure, come stanotte.
Per Nbapassion
Luca Mazzella
La lotta per l’ottavo posto della Eastern Conference si accende sempre di più. Nella notte di venerdì 3 aprile, i Pacers battono gli Hornets per 93-74 grazie a Rodney Stuckey che, entrando dalla panchina, toglie le castagne dal fuoco mettendo 15 punti fondamentali. Il primo quarto non è dei migliori per Indiana che, peccando di brillantezza, rimane sotto di 9 al primo stop.
Alla ripresa, Charlotte non luccica come nei precedenti 12 minuti e con Mo e Marvin Williams sterili sotto canestro, i padroni di casa crescono fino ad arrivare ad un vantaggio di +11 alla fine della prima metà. Il secondo tempo è tutto Indiana: al terzo quarto Stunckey e la sua tripla portano a +21 gli ospiti che, nell’ultima frazione, controllano la partita in scioltezza lasciando l’amaro in bocca a Hornets e tifosi. Serataccia anche in chiave futura per Charlotte, che perde Al Jefferson per un infortunio al ginocchio; Big Al, molto probabilmente, salterà le ultime 7 gare della stagione. Il decimo posto è quindi ora occupato da Indiana, che spera di scalare ancora qualche posizione nelle ultime settimane a disposizione prima dei PO, dopo aver raggiunto un record di 33-43.
Ecco il video recap:
https://www.youtube.com/watch?v=iqfVk3zLbMs
Per NBA Passion,
Eugenio Cignatta
Stuckey su Paul George: “Chi non vorrebbe giocare con lui, lo aspettiamo presto”
Paul George, stella degli Indiana Pacers, ai box da questa estate dopo lo spaventoso infortunio che ha subito prima del Mondiale spagnolo (poi vinto dagli USA), è vicino al rientro: inizialmente si era parlato di un ritorno sul parquet già questa settimana, precisamente il 14 marzo, nella gara fondamentale per l’accesso ai playoffs contro una diretta concorrente come i Boston Celtics.
Il suo compagno di squadra, Rodney Stuckey, autentico trascinatore dopo la sosta per l’All Star Game, ha parlato dopo l’ennesima vittoria con i Bucks, che consente ai Pacers di blindare il settimo posto e puntare magari al sesto: “Amo stare qui, la mia famiglia anche è innamorata di questo posto. Voglio restare qui a lungo”.
Rodney ha parlato anche del suo compagno di squadra Paul George, con il quale non ha avuto ancora modo di giocare in stagione: “Avere un ragazzo ed un giocatore come Paul George qui è fantastico, io voglio giocare con lui, con un All-Star. A chi non piacerebbe? Spero torni presto”
Stats Corner: quintetto Cavs da record! Miglior team da Febbraio? I Pacers!
Nella notte che ha sancito la matematica esclusione dai Playoffs, per la seconda annata consecutiva, dei Los Angeles Lakers, vediamo quali altri record e numeri interessanti sono stati registrati nel nostro stats corner!
– I Cavaliers umiliano Dallas per 127-94, in trasferta. Grande prova di tutto il quintetto di Blatt che si conferma starting five più produttivo della Lega, con 5 partite con almeno 100 punti messi a segno dai titolari. Secondi, i Clippers con 2 partite;
– Lebron non ha dimenticato le Finals 2011, al punto da non essere più in grado di perdere contro chi gli diede una delle più cocenti delusioni della carriera. I Mavs stanotte hanno perso infatti la 7a di fila contro Lbj da quelle Finals (la prima gara contro Dallas non è stata giocata dal Prescelto);
– Per la seconda volta in stagione Cleveland vince di almeno 33 punti in trasferta. Prima di questa stagione era successo UNA sola volta nella storia della franchigia;
– Gli Spurs stanotte hanno colto la 6a vittoria di fila, confermandosi squadra del momento. Leonard si conferma barometro del team, 7-0 quando l’MVP delle passate Finals conclude con almeno 20 punti e 10 rimbalzi;
– Nella notte Lebron ha definitivamente superato Mark Price come miglior assist-man nella storia dei Cavs;
–Dal 1 Febbraio ad oggi il miglior team in NBA? I Pacers, ovviamente! 12-2 da allora, in attesa di reinserire Paul George nel motore, ovviamente nella miglior vetrina possibile, i Playoffs, che ora non sono più un sogno;
– Alla vittoria stanotte di Indiana ha contribuito molto Rodney Stuckey: 34 punti per lui, 25 nel solo primo tempo, suo massimo in carriera.
Per Nbapassion
Luca Mazzella
NBA Playoffs – La corsa all’ottavo posto della Eastern Conference
Siamo ormai in dirittura d’arrivo per quanto riguarda la regular season NBA, e nella Eastern Conference sono più che mai aperti i giochi per accaparrarsi l’ottavo posto, ultimo piazzamento utile per la qualificazione ai playoffs 2015. Le franchigie in lizza per l’ottava posizione sono: Charlotte Hornets, Indiana Pacers, Miami Heat e da ultima i Boston Celtics, franchigia con un giovane roster ma spesso molto combattivo.
Nelle prime otto piazze ad Est, troviamo in ordine: Atlanta Hawks (49-13), Cleveland Cavaliers (40-25), Chicago Bulls (39-25), Toronto Raptors (38-25), Washington Wizards (35-28), Milwaukee Bucks (33-29), Charlotte Hornets (28-33), Indiana Pacers (28-34). Attualmente i Miami Heat sono al nono posto, con un record di 28-34 ma sotto negli scontri diretti con i Pacers, mentre i Boston Celtics, che si sono inseriti nella lotta grazie alle recenti prestazioni positive, sono pari con i Nets a quota 25 vittorie e 36 sconfitte.
Charlotte Hornets

Kemba Walker
Record: 28 – 33
Posizione: 7
Gli Hornets stanno vivendo una stagione ben al di sotto delle aspettative, visti i nomi dei giocatori a roster. L’acquisizione di Lance Stephenson, guardia ex Pacers, si è sinora rivelata un flop totale e Al Jefferson non può tenere in piedi da solo il reparto lunghi. Nel backcourt si è messo in luce Kemba Walker, che si è spesso reso protagonista assoluto delle vittorie dei suoi, confezionando prestazioni da 30 e più punti. A completare il quintetto, Gerald Henderson nel ruolo di SG sta disputando una discreta stagione, soprattutto dopo che è entrato nel quintetto base a discapito di Stephenson, mentre Kidd-Ghilchrist da SF mostra spiccate doti difensive in continuo miglioramento e Cody Zeller, nel ruolo di centro, sta vivendo un po’ all’ombra di Al Jefferson. Le prestazioni di Walker non sono sufficienti per garantire i playoff alla franchigia di Charlotte, alla luce soprattutto dell’ultimo infortunio che ha portato all’acquisizione, prima della deadline del 19 febbraio scorso, di Mo Williams, ex Timberwolves.
Indiana Pacers

George Hill
Record: 28-34
Posizione: 8
La franchigia allenata da Frank Vogel ha vissuto un’inizio difficile di stagione, alla luce dell’infortunio accorso a Paul George, stella indiscussa della franchigia di Indianapolis, durante lo scorso ritiro pre-mondiale della nazionale statunitense. George aveva preventivato di saltare l’intera stagione, e l’infortunio di George Hill ha complicato ulteriormente le cose. Nelle ultime gare invece, i Pacers si sono messi in luce come una delle franchigie più in forma della Eastern Conferece: a febbraio, con il recupero di Hill, coach Vogel ha potuto ottenere il meglio da Rodney Stuckey facendolo uscire dalla panchina. Nello stesso mese proprio l’head-coach dei Pacers ha vinto anche il riconoscimento di Coach of the Month per la Eastern Conference, a conferma dello stato di forma dei Pacers che sono risaliti sino all’ottavo posto della propria conference, operando il sorpasso ai danni dei Miami Heat. Hibbert, nel ruolo di centro, viaggia a correnti alterne, ma probabilmente la squadra è galvanizzata anche dalle notizie confortanti che arrivano continuamente dal fronte George, così sta disputando un ottima ultima parte di stagione.
Miami Heat

Hassan Whiteside
Record: 28-34
Posizione: 9
Dentro Goran Dragic, out Chris Bosh: queste sono le novità in casa Heat, che hanno acquisito il playmaker sloveno durante l’ultima giornata di scambi, il 19 febbraio scorso. Nello stesso periodo è arrivata però la triste notizia per Chris Bosh: il lungo ex Raptors è stato vittima di una crisi respiratoria, e gli accertamenti effettuati hanno rilevato la presenza di coaguli di sangue nei polmoni, che mettono a serio rischio la carriera del giocatore. Sfumato quindi il sogno dei Big Three (Dragic, Wade e Bosh) gli Heat si appoggiano alla soprendente stagione del centro pescato dalla D-League Hassan Whiteside, che sta disputando una stagione nettamente al di sopra delle aspettative su entrambi i lati del campo. A coadiuvare Whiteside, c’è il solito Dwayne Wade: Flash ha dimostrato d’essere un campione intramontabile e se gli Heat sono ancora lì a lottare per la postseason lo devono soprattutto a lui. La stagione degli Heat è stata compromessa nella prima parte della stagione, quando la franchigia di South Beach è stata falcidiata dagli infortuni, mettendo in crisi totale le rotazioni di coach Erik Spolestra. Sino all’arrivo di Dragic, inoltre, gli Heat potevano vantare a roster solamente la presenza di Chalmers e Cole nello spot di PG, il che li ha limitati molto nella fase di impostazione del gioco. Il nono posto dipende dal fatto che, pur avendo lo stesso record dei Pacers, i ragazzi di coach Spolestra sono sotto negli scontri diretti.
Boston Celtics

Isaih Thomas
Record: 25-36
Posizione: 10
I Boston Celtics stanno attraversando un’altra stagione di rebuilding, con un roster in continua evoluzione: in questa stagione abbiamo assistito all’addio di pezzi da novanta come Rajon Rondo, finito a Dallas, e Jeff Green, sbarcato ai Grizzlies di Marc Gasol.
Durante la giornata della deadline, 19 febbraio, le altre partenze sono state quella di Tayshaun Prince, arrivato da Memphis in cambio di Green, e Marcus Thornton, spedito da Ainge ai Suns. A Boston sono sbarcati Jae Crowder, che sta disputando una bella stagione nello spot di SF, Brandan Wright (finito poco dopo ai Suns) e Jameer Nelson, spedito a Denver. Altri arrivi sono stati quelli della deadline, che hanno visto approdare in canotta biancoverde Isaiah Thomas, PG ex Suns che sta letteralmente mettendo in crisi le difese avversarie con prestazioni da 20 e più punti, e Jonas Jerebko insieme a Gigi Datome in arrivo dai Pistons, che in cambio hanno ricevuto Prince. La stagioneha preso una piega positiva dopo l’addio di Rondo e Green, l’ambiente si è compattato e con un roster che ora è molto più stabile le rotazioni di coach Stevens si sono definite. E’ stato eliminato quasi del tutto il problema della gestione dei finali di gara, ma le lacune difensive (soprattutto nel pitturato) e la difficoltà a mettere su costantemente percentuali di tiro accettabili si fanno ancora sentire. I C’s sono la vera e propria outsider nella lotta ai playoff nella Eastern Conference.
Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)
Leggi anche: NBA Playoffs – La corsa all’ottavo posto della Western Conference
Il capo-allenatore degli Indiana Pacers, Frank Vogel, ha ricevuto il riconoscimento di Coach of the Month di febbraio, dopo aver guidato i suoi ragazzi al miglior record del mese della Eastern Conference: 7 vittorie e 2 sconfitte (.778).
La franchigia di Indianapolis ha sconfitto per due volte i Cleveland Cavaliers di LeBron James e una volta i Golden State Warriors di Steph Curry. I Pacers, ancora orfani di Paul George, hanno tirato con il 47% dal campo (miglior prestazione di squadra di tutta la NBA nel mese di febbraio) ed hanno tenuto gli avversari sotto ai 100 punti in 6 delle 9 gare giocate. Il rientro a pieno ritmo di George Hill e Ian Mahinmi hanno permesso a coach Vogel di stabilire al meglio le rotazioni in campo, che ha potuto ottenere così il massimo da Rodney Stuckey facendolo uscire dalla panchina.
“Il riconoscimento di Coach of the Month è sempre un premio di squadra” ha detto Vogel. “E ‘indice del successo di squadra. E’ un bel il riconoscimento per i nostri giocatori che non hanno smesso di lottare anche attraverso molte difficoltà. Abbiamo ancora un sacco di lavoro da fare, ma non vedo l’ora di vedere quello che questo gruppo può realizzare.”
Scott Brooks, head-coach dei Oklahoma City Thunder, è stato nominato, nella giornata di oggi come Voegel, Coach of the Month per la Western Conference. Vogel ha battuto Brad Stevens dei Celtics e David Blatt dei Cavaliers per la corsa al riconoscimento nella Eastern Conference.
Le Stats della notte: Westbrook riscrive la storia in soli 27 minuti!
7 partite nella notte appena trascorsa: vediamo quanti e quali record sono stati raggiunti dalle star NBA!
- Paul Millsap ha chiuso a 23 punti e 16 rimbalzi nella vittoria Hawks contro i Bucks. Atlanta è 11-1 quando l’ex Jazz realizza almeno 20 punti e prende almeno 15 rimbalzi.
- 21 punti, 17 assist (career high) e 8 rimbalzi: 2 giocatori nella storia hanno fatto numeri del genere in meno di 30 minuti. Uno è Magic Johnson, l’altro è Russell Westbrook, secondo di sempre a realizzare almeno 20 punti, 15 assist e 5 rimbalzi in così poco tempo;
- 8-3 è il parziale del solo Avery Bradley contro i Lakers negli ultimi 27 secondi di partita, valsi per i Celtics l’aggancio sul 106 pari prima di cadere nell’OT;
- Memphis vince per la terza volta in stagione una partita in cui era in svantaggio in doppia cifra a inizio ultimo quarto. Davanti ai Grizzlies in questa speciale classifica troviamo solo gli avversari di notte, i Blazers, capaci di rimontare uno svantaggio del genere ben 4 volte;
- Rodney Stuckey è il primo giocatore nella storia dei Pacers a realizzare due trentelli consecutivi partendo dalla panchina.
Per NbaPassion
Luca Mazzella
Sono state 8 le partite giocate nella notte, con le solite certezze e, come spesso accade, qualche colpo di scena. Potremmo definirla la notte dell’Eastern Conference, con i team dell’est capaci di imporre ben 5 membri su 6 nello Starting Five di giornata:
PG: Damian Lillard
Unico “superstite” della Western Conference in serata: Damian Lillard. Al cospetto delle aspettative, non ha vissuto un avvio di stagione sensazionale, come ci si aspetta invece da una PG capace di mettere a referto giocate incredibili. Nella notte, però, ecco il primo, vero squillo di tromba, contro i San Antonio Spurs, orfani di Tim Duncan e Manu Ginobili lasciati a riposo da Popovich. Lillard, in ogni caso, insieme al solito Aldridge, è protagonista di una convincente prova. Per il 24enne di Oakland, doppia-doppia da 24 punti e 10 rimbalzi grazie alla quale i Blazers spazzano via i campioni in carica.
SG: Rodney Stuckey
Lo vediamo con i nostri occhi. Non è la stagione che i tifosi dei Pacers si aspettavano, il team pare non riuscire a intravedere la luce fuori dal tunnel. C’è, però, Rodney Stuckey. La guardia, ex Pistons, è arrivato senza le luci dei riflettori, con poche pretese, ma con l’arduo compito di dover sostituire un pezzo da novanta come Lance Stephenson. Situazione non facile, che il 28enne sta portando a compimento con buoni risultati. Per Rodney, contro i Lakers, prestazione autorevole da 20 punti, 10 rimbalzi e 7 assist. Non avrà l’estro creativo, quasi folle, di Lance, ma sicuramente sta apportando concretezza ad un roster ormai smarrito, lontano parente di quello ammirato solo un anno fa.
SF: LeBron James
È sempre James’ Kingdom. Ammirare il suo talento è una delizia per gli occhi di chi lo vede giocare. Averlo al proprio fianco rende le partite più semplici, chiedere conferma ai compagni. Partita a senso unico quella giocata alla Quicken Loans Arena di Cleveland, con LBJ protagonista indiscusso della scena, autore di 27 punti e 13 assist nella sfida contro gli Hornets di Lance Stephenson. LeBron è come sempre super, segna con la continuità di un’ala piccola ma smista passaggi quasi fosse il Chris Paul o il Rajon Rondo della situazione. In stagione, sono 7.8 gli assist che in media James ha servito ai compagni. Numeri da fenomeno quale è.
PF: Kevin Love
Finalmente. Ecco il vero Love, quello che ha fatto esaltare per diversi anni la gente di Minneapolis e non solo. È stato un avvio di stagione molto al di sotto delle aspettative per K-Love, dovuto forse alla troppa pressione, forse alla differente interpretazione del suo ruolo. Ma non importa. I segnali di ripresa si erano già potuti osservare nelle ultime settimane e, nella notte, ecco la conferma della sua crescita. Riecco il Kevin Love che archivia doppie-doppie dalle cifre importanti. 22 punti e 18 rimbalzi. Contro gli Hornets, raccoglie tutto ciò che gli passa tra le mani e sigla punti dal pitturato all’arco. C’è ancora qualcosa da migliorare, specie in difesa, ma la strada intrapresa è quella giusta.
C: Kelly Olynyk
Uno dei giocatori meno pubblicizzati della lega, uno di quelli che difficilmente trovi davanti ai microfoni a recitare le solite frasi ad effetto. Eppure Kelly Olynyk è stata la piacevole sorpresa dello scorso anno per i Celtics. Sorpresa che man mano sta diventando certezza nelle gerarchie di coach Stevens. Il canedese, 13esima scelta al Draft 2013, non è il tipico pivot che ci si può aspettare, bensì il prototipo del centro moderno, mobile e con un buon rilascio, sia sotto canestro che dalla media distanza. Nella notte, convincente prova da 30 punti e 9 rimbalzi con un ottimo 12 su 17 al tiro, che consente ai Boston Celtics di sbrigare la pratica 76ers senza grosse difficoltà.
Sixth Man: Ty Gibson
Quest’oggi, la scelta del “posto d’onore” ricade, non a caso, su un sesto uomo molto importante per gli schemi di coach Thibodeau. Si parla ovviamente di Ty Gibson. L’ala grande dei Chicago Bulls è fondamentale per gli equilibri del team. Sempre utile dalla panca per il contributo che apporta alla causa, nella notte, Ty è riuscito a ritagliarsi un po’ di spazio da titolare, causa assenza di Noah, portando a casa una doppia-doppia da 15 punti e 17 rimbalzi che, purtroppo per Chicago, non è bastata per riuscire ad ottenere un’importante vittoria sul campo degli Atlanta Hawks che avrebbe permesso ai Bulls di agganciare il terzo posto ad Est.
In questo avvio di stagione, i Pacers si ritrovano con un record ad oggi negativo, con 6 vinte e 9 perse si piazzano per
ora in ottava posizione nella Eastern Conference, subito dietro ai Cavs di LeBron e compagni.
Reduci da un’estate non propriamente idilliaca, con il grave infortunio e la conseguente perdita stagionale di Paul
George, con la partenza di Lance “Born Ready” Stephenson, i giallo-blu si sono dovuti rimboccare le maniche e hanno dovuto cercare di tappare quei buchi lasciati vuoti da due pedine molto importanti.
L’arrivo di Stuckey (ex Pistons) e Cj Miles (ex Cavs) in estate avevano dato nuove speranze ai tifosi di Indiana, ma i risultati stanno tardando ad arrivare. Sicuramente la stagione è ancora agli inizi e ci sarà molto da dover dimostrare anche in chiave Playoffs dove i Pacers purtroppo non riescono a convincere ormai da diversi anni. Unica nota veramente positiva mi viene da dedicarla ad un giovane che lo scorso anno è rimasto quasi esclusivamente relegato in panchina e quest’anno invece, anche grazie all’assenza di due star, sta dimostrando il suo vero valore.
Sto parlando di Solomon Hill, giovane di Arizona, che quest’anno sta viaggiando a buone cifre con 12.1 punti a partita, 5.9 rimbalzi e 1.6 assist, che non diventi una delle pedine fondamentali di questa squadra formando magari un bel duo con George. I Playoffs non sono un’utopia quest’anno, ma i Pacers dovranno darsi seriamente da fare se vogliono sperare di impensierire le contender ad Est e tornare a fare la voce grossa.





