Sono state 8 le partite giocate nella notte, con le solite certezze e, come spesso accade, qualche colpo di scena. Potremmo definirla la notte dell’Eastern Conference, con i team dell’est capaci di imporre ben 5 membri su 6 nello Starting Five di giornata:
PG: Damian Lillard
Unico “superstite” della Western Conference in serata: Damian Lillard. Al cospetto delle aspettative, non ha vissuto un avvio di stagione sensazionale, come ci si aspetta invece da una PG capace di mettere a referto giocate incredibili. Nella notte, però, ecco il primo, vero squillo di tromba, contro i San Antonio Spurs, orfani di Tim Duncan e Manu Ginobili lasciati a riposo da Popovich. Lillard, in ogni caso, insieme al solito Aldridge, è protagonista di una convincente prova. Per il 24enne di Oakland, doppia-doppia da 24 punti e 10 rimbalzi grazie alla quale i Blazers spazzano via i campioni in carica.
SG: Rodney Stuckey
Lo vediamo con i nostri occhi. Non è la stagione che i tifosi dei Pacers si aspettavano, il team pare non riuscire a intravedere la luce fuori dal tunnel. C’è, però, Rodney Stuckey. La guardia, ex Pistons, è arrivato senza le luci dei riflettori, con poche pretese, ma con l’arduo compito di dover sostituire un pezzo da novanta come Lance Stephenson. Situazione non facile, che il 28enne sta portando a compimento con buoni risultati. Per Rodney, contro i Lakers, prestazione autorevole da 20 punti, 10 rimbalzi e 7 assist. Non avrà l’estro creativo, quasi folle, di Lance, ma sicuramente sta apportando concretezza ad un roster ormai smarrito, lontano parente di quello ammirato solo un anno fa.
SF: LeBron James
È sempre James’ Kingdom. Ammirare il suo talento è una delizia per gli occhi di chi lo vede giocare. Averlo al proprio fianco rende le partite più semplici, chiedere conferma ai compagni. Partita a senso unico quella giocata alla Quicken Loans Arena di Cleveland, con LBJ protagonista indiscusso della scena, autore di 27 punti e 13 assist nella sfida contro gli Hornets di Lance Stephenson. LeBron è come sempre super, segna con la continuità di un’ala piccola ma smista passaggi quasi fosse il Chris Paul o il Rajon Rondo della situazione. In stagione, sono 7.8 gli assist che in media James ha servito ai compagni. Numeri da fenomeno quale è.
PF: Kevin Love
Finalmente. Ecco il vero Love, quello che ha fatto esaltare per diversi anni la gente di Minneapolis e non solo. È stato un avvio di stagione molto al di sotto delle aspettative per K-Love, dovuto forse alla troppa pressione, forse alla differente interpretazione del suo ruolo. Ma non importa. I segnali di ripresa si erano già potuti osservare nelle ultime settimane e, nella notte, ecco la conferma della sua crescita. Riecco il Kevin Love che archivia doppie-doppie dalle cifre importanti. 22 punti e 18 rimbalzi. Contro gli Hornets, raccoglie tutto ciò che gli passa tra le mani e sigla punti dal pitturato all’arco. C’è ancora qualcosa da migliorare, specie in difesa, ma la strada intrapresa è quella giusta.
C: Kelly Olynyk
Uno dei giocatori meno pubblicizzati della lega, uno di quelli che difficilmente trovi davanti ai microfoni a recitare le solite frasi ad effetto. Eppure Kelly Olynyk è stata la piacevole sorpresa dello scorso anno per i Celtics. Sorpresa che man mano sta diventando certezza nelle gerarchie di coach Stevens. Il canedese, 13esima scelta al Draft 2013, non è il tipico pivot che ci si può aspettare, bensì il prototipo del centro moderno, mobile e con un buon rilascio, sia sotto canestro che dalla media distanza. Nella notte, convincente prova da 30 punti e 9 rimbalzi con un ottimo 12 su 17 al tiro, che consente ai Boston Celtics di sbrigare la pratica 76ers senza grosse difficoltà.
Sixth Man: Ty Gibson
Quest’oggi, la scelta del “posto d’onore” ricade, non a caso, su un sesto uomo molto importante per gli schemi di coach Thibodeau. Si parla ovviamente di Ty Gibson. L’ala grande dei Chicago Bulls è fondamentale per gli equilibri del team. Sempre utile dalla panca per il contributo che apporta alla causa, nella notte, Ty è riuscito a ritagliarsi un po’ di spazio da titolare, causa assenza di Noah, portando a casa una doppia-doppia da 15 punti e 17 rimbalzi che, purtroppo per Chicago, non è bastata per riuscire ad ottenere un’importante vittoria sul campo degli Atlanta Hawks che avrebbe permesso ai Bulls di agganciare il terzo posto ad Est.

