Al Jefferson, ex giocatore di Indiana Pacers, Charlotte Hornets, Boston Celtics, Minnesota Timberwolves e Utah Jazz, ha annunciato il proprio ritiro dal basket NBA.
Dopo 14 stagioni NBA, Jefferson si era trasferito nel luglio del 2018 in Cina, per giocare con la maglia degli Xinjiang Flying Tigers.
La sua avventura nella CBA era durata appena 10 partite, l’ex Pacers aveva fatto ritorno negli Stati Uniti nel novembre dello stesso anno.
Al Jefferson fu selezionato dai Boston Celtics con la 15esima scelta assolta al draft NBA 2004, in uscita da Prentiss High School, Mississippi. Nel luglio del 2007, Jefferson fu incluso nella maxi-trade che portò Kevin Garnett a Boston.
Just ran into "Big" Al Jefferson, who spent part this season in China. Said he's officially retired from the NBA. Will play in Big3 this summer but is done with NBA. "I was able to be home for Thanksgiving and Christmas for the first time since high school." #Celtics #Hornets30
— gary washburn (@GwashburnGlobe) March 23, 2019
Dopo sei solide stagioni tra Minnesota e Utah, Jefferson firmò nell’estate 2013 un accordo triennale da 40 milioni di dollari complessivi con gli allora Charlotte Bobcats di Kemba Walker, ed al termine della stagione 2013\14 fu incluso nel terzo miglior quintetto NBA dopo un’annata chiusa con 21.8 punti e 10.8 rimbalzi a partita.
Come riportato da Gary Washburn del Boston Globe, il veterano ha però precisato di non aver chiuso con la pallacanestro giocata. L’ex Twolves e Pacers giocherà in estate nella BIG3, lega estiva di 3 vs 3 fondata dal musicista Ice Cube nel 2017.



La faccia di chi sa di aver scritto la storia ed aver battuto un record che sembrava inarrivabile. Con la vittoria contro Memphis, i Warriors raggiungono quota 73 vittorie stagionali, superando il primato appartenuto ai Bulls di Jordan. A quella squadra apparteneva Steve Kerr, artefice di quest’altro successo. Però per Golden State la stagione non finì altrettanto bene.
uno dei migliori giocatori che abbiano calcato quel palcoscenico. L’immagine rappresenta il numero 24 gialloviola che saluta per un’ultima volta il pubblico che lo ha amato. Mamba out.
Draymond Green colpisce con un calcio nelle parti basse Steven Adams, mettendolo ko. Questo è solo uno dei quattro flagrant fouls che impediscono al numero 23 dei Warriors di disputare gara-5 delle Finali.
l’anno. La stoppata di LeBron James su Andre Iguodala è rimasta il simbolo del dominio del “Re” sia dal punto di vista fisico sia da quello tecnico e della vittoria dei Cavaliers.
LeBron James abbraccia il suo compagno Kevin Love e scoppia in lacrime sul parquet dell’Oracle Arena. È finalmente il titolo con la sua Cleveland, che desiderava fin da bambino e non era ancora mai arrivato.
(quasi) tutti gli appassionati. KD si schiera dalla parte dei vincenti e lascia da solo Russell Westbrook, che nel frattempo ha preso più saldamente le redini della squadra.
Dwyane Wade cambia aria. Flash approda a Chicago, dove i Bulls, insieme a Butler e all’altro neo-acquisto Rajon Rondo, hanno grandi ambizioni.
La squadra statunitense si mette in posa per quest’immagine dopo aver vinto il terzo oro olimpico consecutivo e il sesto su sette apparizioni dal 1992, l’anno del Dream Team. Sì scontato il trionfo (+30 in finale sulla Serbia), ma il meno scontato tra tutte le sei vittorie, anche a causa di un roster privato di molte stelle.
in una serata da brividi a Springfield. Julius Erving, Bill Russell, Alonzo Mourning e Isiah Thomas presentano i tre ex-giocatori che emozionano il pubblico con i loro
Nell’immagine Kevin Garnett con il pugno sul petto, uno dei suoi gesti tipici. Nel 2016, oltre a Kobe Bryant e Tim Duncan, si ritira anche KG, alla sua maniera, senza un farewell tour o una partita d’addio.
Craig Sager viene sconfitto dalla leucemia. È questa la terribile notizia che sconvolse il mondo dello sport il 15 dicembre. Una tra le icone sportive statunitensi abbandona la lotta iniziata nel 2014 e tutto il mondo si stringe a lui.
da tre punti di Kyrie Irving è diventato “The Shot”, un rifacimento di ciò che decise le Finals diciotto anni prima. Il tiro della guardia dei Cavs è ciò che decise la partita e portò nell’Ohio il titolo mai arrivato prima.

