Germania-Spagna, scontro decisivo per il passaggio del turno agli ottavi di finale di questo EuroBasket 2015, si è appena concluso, con un epilogo thrilling che ha consegnato agli iberici il pass per la fase finale di Lille. Il pubblico di casa (si giocava a Berlino), è inevitabilmente scosso per l’uscita prematura della propria Nazionale, ma non è questa la cosa più importante che cattura la loro attenzione. Il loro idolo di sempre, il giocatore simbolo di tutta la Germania, colui che ha portato la propria Nazione a traguardi che sembravano solo utopia, ha giocato la sua ultima partita con la casacca teutonica. Dirk Nowitzki prende il centro del parquet, visibilmente emozionato, mentre il suo pubblico gli tributa la più classica delle standing ovation, ringraziandolo per tutto quello che ha fatto e vinto con la maglia della Germania.
L’Europeo dell’allievo di Geschwinder non è stato di certo entusiasmante, sia a livello personale che soprattutto per il risultato della squadra, considerando che l’obiettivo dei tedeschi era superare il difficile girone B di Berlino. Alla veneranda età di 37 anni, Nowitzki era chiamato al difficile compito di guidare una Germania con poco talento (eccezion fatta per Schroeder), cercando di tirare fuori il meglio dai propri compagni e di buttare il cuore oltre l’ostacolo, cosa che non è bastata per andare a giocarsi le proprie carte a Lille. Proprio Schroeder, autentico trascinatore dei tedeschi durante tutta la manifestazione, ha sbagliato il tiro libero decisivo per portare la Spagna di coach Scariolo ai supplementari, dopo la prepotente rimonta che non si è però concretizzata fino alla fine. Il basket è anche questo.
Nowitzki chiude una carriera fatta di successi e vittorie, mettendo sempre la Germania davanti a tutto e tutti, cosa che lo ha portato spesso ad avere degli attriti con il proprietario dei Mavericks Mark Cuban, non sempre d’accordo sulle partecipazioni di WunderDirk alle varie competizioni internazionali. La carriera del 41 dei Mavs con la propria nazionale parla da sé; il bronzo conquistato ai Mondiali del 2002 negli Stati Uniti è forse la ciliegina sulla torta nella stratosferica cavalcata del nativo di Wurzburg, dove peraltro è stato nominato MVP. L’altro grande exploit di Nowitzki con la sua Germania è l’argento europeo del 2005, dove i teutonici si sono dovuti arrendere alla Grecia; manco a dirlo anche in Serbia e Montenegro il fenomeno dei Mavs è stato eletto MVP, vincendo anche la classifica marcatori, mantenendo medie strabilianti oltre i 26 punti.
La Germania perde il suo miglior giocatore di sempre, colui che nello scetticismo generale ha conquistato il mondo Nba e che è considerato come uno degli europei più forti della storia Nba (Drazen permettendo). Nel 2011 ha finalmente coronato la sua fenomenale carriera con la conquista dell’anello e, se in nazionale non lo vedremo più, potremo ancora gustarcelo sui parquet Nba nella prossima stagione, dove cercherà di portare ai Playoff i suoi Mavericks. In questi casi c’è solo da onorare un campione di così tale caratura, lasciando perdere qualsiasi gusto personale.Danke Dirk.
Per nbapassion.com
Andrea Cosner

