Chicago, conosciuta anche con l’appellativo di Windy City, una delle città più famose nel panorama mondiale del basket, la città che ha visto campioni come Michael Jordan e Scottie Pippen salire per ben 6 volte sul podio di Campioni NBA.
Le soddisfazioni di certo non sono mancate nel corso degli anni per i tori, ma proviamo ad analizzare un possibile quintetto formato solamente da giocatori nativi di Chi-Town, partiamo allora dal playmaker scegliendo naturalmente Derrick Rose, uno dei
giocatori più esplosivi e talentuosi di sempre, nel 2011 venne proclamato come il più giovane MVP della storia del gioco, distrusse ogni tipo di avversario che gli si pose davanti per tutta la regular-season, nonostante due gravi infortuni abbiano intaccato il suo potenziale resta sempre uno dei migliori nel suo ruolo, capace di attaccare il ferro quando vuole e di leggere benissimo i raddoppi, mano educata e resistenza fuori dal comune fanno di Rose un’arma letale da non sottovalutare mai.
Nel ruolo di Guardia scegliamo un giocatore che è diventato il simbolo di un’altra franchigia però, ovvero i Miami Heat, stiamo parlando di Dwyane Wade, campione NBA nel 2006 con il
grandissimo Shaquille O’Neal e nuovamente nel 2012 e 2013 insieme a LBJ e Bosh, Wade è stato almeno per un decennio una delle guardie più spettacolari in circolazione, solo 1.93 m di altezza ma esplosività e primo passo senza eguali, determinazione è la parola che mi viene da accostare a questo grande giocatore, uno che ha sempre lottato e ha dimostrato più e più volte di saper gestire anche situazioni di forte stress, al fianco di Rose formerebbe di certo una delle coppie più pericolose di tutta l’NBA.
Ala piccola un pò anomala, prendiamo Tony Allen, Campione NBA con i Boston Celtics nel 2008, giocatore che ha fatto della difesa la sua arma principale, non un mostro in attacco, nonostante sia
fisicamente una guardia non ha mai sviluppato doti realizzative degne di quel ruolo, come ala piccola potrebbe comunque dare il suo enorme contributo difensivamente parlando e piazzare qualche tiretto in fase offensiva su eventuali scarichi subiti da Rose e Wade, inserito nel quintetto dei Migliori Difensori della stagione appena passata è sicuramente un elemento valido da schierare in campo.
Nella posizione di ala grande ecco Jabari Parker, più propriamente un’ala piccola, ma in un quintetto basso e veloce come quello che stiamo analizzando potrebbe adattarsi bene anche a giocare da 4. Uno dei rookie più promettenti di questa stagione, scelto dai Bucks come 2^ scelta assoluta dietro ad Andrew Wiggins, buon tiro dalla media, ottima agilità e gioco aereo, capace di giocare con i compagni, magari subirebbe un pò sotto canestro in fase difensiva visto che non supera i 2.03 m, ma di certo è un’ottima pedina anche in prospettiva futura, deve ancora dimostrare di essere un grande di questo sport ma ha tutte le carte in regola per riuscirci.
Come centro in campo ci va Anthony Davis, il “monociglio” più amato dai cestisti, vincitore del Campionato NCAA nel 2012 con i
suoi Kentucky Wildcats, il ragazzo classe 1993, scelto come 1^ scelta assoluta del suo Draft, in appena 3 anni di NBA è diventato già uno dei migliori sulla pizza, si è guadagnato 1 oro olimpico a Londra nel 2012 e 1 oro ai Mondiali di Spagna 2014, atletismo, agilità, tiro, difesa, ha tutte le qualità per diventare uno dei migliori giocatori di sempre nella storia del basket, quest’anno ha trascinato i suoi Pelicans ai Playoffs e di certo negli anni a venire avrà ancora più intenzione di dimostrare dove può arrivare, giocatore che qualsiasi coach vorrebbe nella sua squadra.
A proposito di Coach, se dobbiamo sceglierne uno nativo di Chicago, il primo nome che mi viene in mente è quello di Doc Rivers, è considerato attualmente uno dei migliori allenatori in
circolazione, nel 2008 guidò i Celtics del fantastico trio Pierce-Allen-Garnett al Titolo NBA, nel 2000 venne nominato Miglior Allenatore dell’anno, dalla scorsa stagione si trova alla guida dei Los Angeles Clippers di Paul e Griffin e ha dimostrato ancora una volta il suo valore come coach, portando la squadra ai Playoffs. Di sicuro saprebbe come gestire i 5 giocatori che abbiamo elencato prima, dovrebbe puntare il gioco soprattutto sul contropiede in modo da far trovare nella loro situazione migliore sia i piccoli che il lungo molto mobile.
per NBAPassion,
@LucaNikoNicolao










