Secondo David Aldridge di TNT i Washington Wizards e il free agent Alan Anderson avrebbero trovato un accordo per la firma di un nuovo contratto che porterà al giocatore la metà circa della MLE (Mid Level Exception). Questo spazio era stato tenuto dai Wizards nel tentativo di convincere David West ad approdare nella capitale. Quindi, dopo la firma di West con i San Antonio Spurs, la squadra ha potuto utilizzare la MLE con Alan Anderson. Adrian Wojnarowski riporta che il contratto sarà annuale, attorno ai 4 milioni di dollari.
Brooklyn si era posta come priorità durante la offseason la rifirma dell’ala, ma ciononostante il trentaduenne ha optato per i Wizards, sapendo benissimo le più ampie possibilità di lottare per vincere di Washington rispetto a Brooklyn. Così facendo Anderson ha rifiutato la player option da $1’333’484 presente sul suo contratto con i Nets e aumentato il proprio guadagno futuro di oltre $2,6MM ottenendo anche minuti nel suo ruolo dato l’addio di Paul Pierce.
Anderson ha giocato 74 partite con Brooklyn mantenendo medie di 7,4 punti, 2,8 rimbalzi e 1,1 assist a partita. Sicuramente un ottimo innesto per i Wizards, che ora più che mai, dovranno dimostrare a Kevin Durant di essere una valida contender per il futuro.
Per NBAPassion.com
Giulio Scopacasa
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e chiude il primo tempo in debito di 9 punti (52-61). Golden State gioca quasi senza sforzo, col quintetto base in campo per meno di tre quarti di gara e Steph Curry a ricacciare indietro i Grizzlies tutte la volte che Gasol o Z-Bo tentavano di accelerare. In ritardo di 17 punti ad inizio quarto quarto, Memphis prova a rifarsi sotto, ma l’ansia di far punto genera una serie di errori al tiro che facilitano ancor di più il lavoro di contenimento di Golden State, che gestisce e chiude i giochi qualche minuto sul 101-86.


Complice la sconfitta subita da Memphis in quel di San Antonio (occhio agli Spurs), Harden e compagni compiono un balzo importante assicurandosi la seconda piazza assoluta ad Ovest, seguendo gli ormai inarrivabili Warriors di Steph Curry. La gara di Washington non è certo stata spumeggiante, la posta in palio era alta; è stata una partita molto fisica, testimoniata da 2 numeri che fanno impressione (36 palle perse totali e 70 tiri liberi). Grazie al solito immenso apporto di James Harden (24 punti, 6 assists e 3 rimbalzi) e alla prestazione solida dei big men di riferimento (Howard e Smith), i Rockets hanno vinto uno scontro molto insidioso che però hanno amministrato bene, sembrando sempre in controllo nonostante l’assenza di uomini importanti per le loro rotazioni come Beverley, Motieijunas e T. Jones.







