Whiteside
Durante la scorsa settimana, gli Heat hanno vinto 3 delle 4 partite disputate, portando il record sul 28-34, attualmente valevole per il nono posto nella Eastern Conference.
Risultati
Miami ha giocato lunedì contro i Suns alla Triple A. La partita si è rivelata durissima (sembrava di rivedere le ruvide serie contro i Pacers), probabilmente per attriti tra i giocatori dell’Arizona e Goran Dragic. Allo sloveno è stato riservato un trattamento particolarmente duro, ma lo scontro peggiore ha visto protagonisti Len e Whiteside. I due si sono scontrati più volte, fino a dar vita ad una vera e propria rissa dopo la quale sono stati entrambi espulsi. La partita è terminata con 7 falli tecnici, 2 flagrant e 3 espulsioni. Per quanto riguarda la parte tecnica, gli Heat hanno portato a casa la vittoria con il punteggio di 115-98, grazie ai 26 punti (con 10-13 dal campo, 3-3 da 3 e 4 recuperi) di uno stratosferico Tyler Johnson. Da sottolineare anche le prestazioni di Dragic (21 punti in 15 minuti, solamente il 4° a riuscirci durante le ultime 30 stagioni) e Whiteside (17 punti e 10 rimbalzi). Ancora sotto tono Wade (16 punti, 9 assists e 4 recuperi, ma con 7\19 al tiro e 4 perse), mentre convincente è stato l’apporto di Beasley (12 punti e 6 rimbalzi).
https://www.youtube.com/watch?v=bde5hPXhBPU
Mercoledì è stata la volta dei Lakers, ancora in quel di Miami. Gli Heat hanno giocato una buona partita, pur non riuscendo mai a fare il vuoto. La panchina non ha di certo aiutato (i plus\minus dei subentrati sono tutti negativi), al contrario dei titolari, autori di solide prestazioni. I migliori sono stati, di nuovo, Dragic (21 punti e 6 assists, con 6-10 al tiro e 8-8 ai liberi) e Whiteside (18 punti, 25 rimbalzi e 5 stoppate, con 6-10 dal campo e 6-13 ai liberi). L’ex giocatore di Marshall si è poi scusato per la sua prova ai liberi, sostenendo che i tifosi Heat meritano di meglio. È tornato a convincere anche Dwyane Wade (25 punti, 6 assists e 5 rimbalzi, con 7/17 dal campo e 11-12 ai liberi), che sembra trovarsi sempre meglio con Dragic come compagno di reparto.
Gli Heat hanno poi viaggiato fino a Washington per incontrare i Wizards nella prima gara di un back-to-back. Spoelstra ha dovuto rinunciare a 3 uomini chiave come Deng, Wade e Chalmers, tutti infortunati. Dopo un primo tempo da incubo (Heat sotto 67-39), Miami ha saputo incredibilmente alzare la testa, portandosi a -2 ad un secondo dalla fine. Senza i suoi migliori closer e con Dragic uscito per infortunio (come se non bastasse), l’ultimo tiro è stato affidato a Beasley, che ha però perso istanti decisivi e non è riuscito a rilasciare il pallone in tempo. Il migliore degli Heat è stato comunque lo sloveno (18 punti, 5 rimbalzi e 7 assists), seguito da un sorprendente Napier (16 punti e 4 assists, con 4/6 da 3). Hanno saputo dare una mano anche gli altri giovani a roster, James Ennis e Tyler Johnson, entrambi autori di 11 punti, con 5 rimbalzi. Seconda partita sbagliata da parte di Hassan Whiteside, tenuto in campo per soli 20 minuti e autore di 10 punti (con soli 2 rimbalzi).
Miami ha poi chiuso la propria settimana all’AAA, affrontando Sacramento. Forti del recupero di Wade, ma senza Deng, Dragic e Whiteside, gli Heat hanno trovato grandi difficoltà nei primi 2 quarti e mezzo di partita. Alla fine del 3° periodo, con i suoi in doppia cifra di svantaggio, Spoelstra si è inventato la mossa decisiva: una zona 2-3 (mantenuta fino alla fine della partita), con Michael Beasley da centro. A quel punto la partita è girata tatticamente e l’entusiasmo di Miami ha fatto il resto. Guidati da Wade (28 punti), gli Heat hanno vinto l’ultimo quarto 28-18, portanto la partita all’overtime, dopo due errori di Gay e Cousins. Alle spalle di Wade si sono fatti notare “il Whiteside delle guardie” Johnson (24 punti, 6 assists e 6 rimbalzi) e Beasley (18 punti e 7 rimbalzi, oltre alla sorprendente difesa a centro area), con Mario Chalmers autore di una solida prestazione da 12 punti, 7 assists, 5 rimbalzi e 4 recuperi, senza palle perse.
Rotazione
A causa di alcuni infortuni, molti giocatori hanno ricevuto nuovo spazio. Nel reparto guardie, complice anche l’invio di Zoran Dragic in D-League, è tornato di moda Tyler Johnson, autore di grandi prestazioni contro Suns e Kings. Lo stesso James Ennis ha avuto minuti importanti, come pure Napier, tornato titolare dopo l’infortunio di Dragic. La rotazione più lunga sembra aver dato i propri frutti, consentendo a Spoelstra di mantenere sempre alta l’intensità su entrambi i lati dal campo. Henry Walker, nonostante il calo di prestazioni, ha avuto tanti minuti, essendo uno dei pochi tiratori a roster. Miami dovrà decidere fra due giorni se tenerlo fino a fine Giugno o meno. Michael Beasley, resuscitato per l’ennesima volta, è stato rifirmato con un secondo decadale, al termine del quale il suo contratto verrà, probabilmente, esteso a tutta la stagione.
Classifica e prossima settimana
Nonostante una settimana positiva, Miami è uscita dalla zona Playoffs. Al settimo e ottavo posto troviamo Charlotte (28-33) e Indiana (28-34), entrambe con una striscia aperta di 5 W consecutive. Gli Heat, pur avendo lo stesso record dei Pacers, sono solamente noni, a causa degli scontri diretti (1-2 contro Indiana, con la quarta partita da giocare ad Indianapolis, e 1-2 contro gli Hornets, con l’ultimo incontro che si terrà a Miami). La franchigia della Florida ha comunque 2 partite e mezzo di vantaggio su Boston e Brooklyn, che affronterà durante la prossima settimana, entrambe a Miami. Per ora, le due serie stagionali dicono, rispettivamente, 2-0 e 3-0 per i vicempioni NBA. La settimana si concluderà con la partita in Canada contro i Raptors.
Le migliori foto da bordocampo della sfida tra Miami Heat e Los Angeles Lakers, giocata nella notte in Florida: bella vittoria per i padroni gli Heat, con il solito immenso Whiteside sotto canestro.
Ecco i migliori scatti dei giocatori dei Miami Heat e di quelli dei Lakers:
Si ringrazia per le foto Cipriana Canovi.
Le foto sono riutilizzabili a patto che si citi la fonte:
NBA Passion, Cipriana Canovi
Le migliori foto da bordocampo della sfida tra Miami Heat e Phoenix Suns, giocata nella notte in Florida: bella vittoria per i padroni di casa, che perdono Whiteside per una rissa insensata con Len (entrambi espulsi).
Finisce 98-115 in favore degli Heat, con l’ex Dragic che mette a referto 21 punti in nemmeno 15 minuti in campo: impressionante anche Johnson dalla panchina con 26 punti (10-13 complessivo dal campo e 3-3 da fuori l’arco dei tre punti).
Ecco tutte le foto della sfida:
Si ringrazia per le foto Cipriana Canovi.
Le foto sono riutilizzabili a patto che si citi la fonte:
NBA Passion, Cipriana Canovi
Durante la settimana appena conclusa, gli Heat hanno ottenuto 2 vittorie e altrettante sconfitte, assenstando il record sul 25-33, al settimo posto nella Eastern Conference.
Risultati
Miami è scesa in campo lunedì alla Triple A, affrontando i Sixers. Dopo due quarti davvero brutti (Heat avanti solamente di 1 all’intervallo), i ragazzi di Spoelstra hanno spaccato la partita del 3° periodo, vinto per 30-19. Superlativi Deng (29 punti con 11-14 al tiro) e Dragic, alla prima doppia-doppia in maglia Heat (23 punti e 10 assists, con 9-14 dal campo). Altra solida prestazione per Whiteside (12 punti e 14 rimbalzi), mentre Wade non è sembrato particolarmente brillante (18 punti, con 7-13). C’è stato anche l’esordio, più che positivo, di Henry Walker (ingaggiato con un decadale), autore 11 punti, con 3\4 dall’arco.
https://www.youtube.com/watch?v=uDx3cdeY6qo
Miami si è poi spostata ad Orlando per affrontare i Magic. Partita a lungo guidata dai padroni di casa, arrivati a +8 a 42 secondi dal termine. Con la partita che sembrava ormai persa, gli Heat hanno trovato la forza di rimontare, anche grazie a 2 turnovers di Vucevic e Oladipo. L’eroe della vittoria, maturata nell’overtime, è stato Walker, autore di due triple negli ultmi due possessi del quarto periodo. Ancora positivi Deng (21 punti e 7 rimbalzi) e Whiteside (15 punti e 13 rimbalzi), mentre Wade ha confermato il suo stato di forma non ottimale, tirando 6/19. Passo indietro anche per Dragic e Chalmers, che hanno combinato per 16 punti e 5\20 a tiro.
Successivamente gli Heat sono andati a New Orleans per “girare” l’ennesimo episodio della serie TV “Rimonte”. Sopra di 10 punti nel 3° quarto, Miami ha subito la furiosa rimonta dei Pelicans nell’ultima frazione. Sconfitta beffarda (104-102), contro una squadra priva di Holiday, Davis e Anderson. Ancora sottotono Wade (11 punti e 8 assists, con 4/16 dal campo), che è sembrato ancora imballato dopo il rietro dall’infortunio. Ancora estremamente positivi Deng (22 punti) e Whiteside (16 punti, 7 rimbalzi e 4 stoppate), oltre a Dragic (20 punti e 5 assists con 9/13 al tiro). In evidenza anche Walker, autore di 16 punti, sempre più dentro le rotazioni di Spoelstra. La partita ha anche visto il ritorno di Beasley (altro ingaggio da 10 giorni), autore di 7 punti.
Gli Heat hanno poi concluso il back to back a Miami, nella partita contro Atlanta. Gli Hawks, nonostante abbiano messo a riposo, in pieno stile Spurs, Teague, Horford, Carroll e Antic, hanno giocato una partita difensivamente impeccabile, almeno per i primi tre quarti. I ragazzi di Coach Bud hanno tenuto gli Heat a 53 punti nei primi 36′, salvo poi concederne 38 nella frazione finale. Nonostante la presenza di Walker nel quintetto, Miami ha trovato enormi difficoltà nel trovare la via del canestro (finendo sotto il 40% dal campo, sotto il 27% da 3 e perdendo la bellezza di 23 palloni). Le uniche note positive sono state la difesa e i tiri liberi, che gli Heat hanno tirato al 95% (20-21). Buone prove di Wade (22 punti) e Whiteside (14, con 24 rimbalzi e 2 stoppate), in collaborazione con Chalmers (16 punti e 5 recuperi uscendo dalla panchina). Brutte (se non bruttissime) le prestazioni di Dragic (6 punti e 6 assists), Walker (3-16 al tiro) e Deng (8 puntu e 8 perse).
Rotazione
Anche a causa dei nuovi arrivi, la rotazione di Miami ha subito altre modifiche. L’affollatissimo reparto guardie ha visto l’esclusione di Tyler Johnson (7 minuti totali nelle ultime 5 partite), e il parziale accantonamento di Napier, mentre Zoran Dragic non ha ancora avuto una chance. Gli arrivi di Walker e Beasley hanno chiuso Ennis, mentre Haslem continua a trovare minuti, per mancanza di alternative. In ascesa anche i minutaggi di Whiteside e Deng, mentre è sempre tenuto sotto controllo quello di Wade, per i noti problemi fisici.
Classifica e prossima settimana
Delle 6 squadre in lotta per gli ultimi 2 posti a disposizione per i Playoffs, gli Heat sono quelli con il record migliore (25-33). Di certo, però, non sono quelli più in salute, considerando il grande ritorno dei Pacers (25-34), che hanno vinto 8 delle ultime 10 e sperano nel clamoroso ritorno di Paul George. A seguire troviamo Brooklyn, Charlotte (entrambe 24-33), Boston (23-34) e Detroit (23-36).
Anche la prossima sarà una settimana piuttosto piena per Miami, che giocherà in casa contro Suns (Dragic in dubbio per un problema fisico) e Lakers, prima di andare nella capitale per sfidare Wall e compagni, per poi chiudere all’AAA contro Sacramento. Ottenere 3 vittorie sarebbe un risultato eccellente.
Le migliori foto da bordocampo della sfida tra Miami Heat ed Atlanta Hawks giocata nella notte in Florida: sconfitta in una gara piuttosto strana per Miami, con Whiteside mattatore assoluto con 24 rimbalzi raccolti, 2 stoppate e 14 punti.
Punteggio finale 93-91 in favore degli Hawks, che si confermano in testa con grande distacco sulle inseguitrici. Per Miami invece comincia a farsi più complicata la questione playoffs, con molte squadre alle spalle.
Ecco tutte le foto partendo propri da Whiteside:
L’ultimo arrivato: B-Easy:
Wade-Dragic e Deng:
Alcune foto di sano agonismo sotto canestro a Miami:
Si ringrazia per le foto Cipriana Canovi.
Le foto sono riutilizzabili a patto che si citi la fonte:
NBA Passion, Cipriana Canovi
Andamento: 22 W 30 L (ottavi nella Eastern Confernece)
Nonostante siano già state giocate più della metà delle partite, l’evento che fa da vero spartiacque nella stagione NBA è l’All Star Weekend. Andiamo a vedere come ci sono arrivati gli Heat, vicecampioni NBA.
“Siamo una contender”
Così si pronunciò il padre-padrone di Miami, Pat RIley, ad inizio stagione. Le prime 52 partite, però, non gli hanno dato ragione, con gli Heat che sono riusciti ad ottenere solamente 22 vittorie, a fronte di 30 sconfitte. Molto, moltissimo, è da imputare agli infortuni, che hanno falcidiato la franchigia della Florida. Josh McRoberts (l’acquisto più importante dopo Deng), ha cominciato la preparazione circa un mese dopo rispetto al resto della squadra, per poi salutare la stagione dopo appena 17 match, a causa della rottura del menisco; Chris Andersen ha saltato 16 partite e Dwyane Wade, il miglior giocatore a roster, ha subito vari infortuni ad entrambe le ginocchia, che lo hanno tenuto seduto in 17 occasioni. Queste (ed altre) assenze hanno costretto Spoelstra a cambiare tante volte la rotazione e la dirigenza ad effettuare qualche movimento sul mercato. Dallo sballottamento di Napier (prima 6° uomo, poi in D-League, poi in squadra come dodicesimo ed infine titolare), alle acquisizioni di Hassan Whiteside e Tyler Johnson, sono stati tanti gli avvicendamenti in casa Miami. Un’altra ragione che può spiegare il record degli Heat è stato il rendimento, sotto le aspettative, di alcuni giocatori chiave, come Mario Chalmers e Danny Granger. Andiamo con ordine.
I bocciati
Mario Chalmers, voto: 5+. La decisione di Spoelstra di utilizzarlo come 6° uomo pareva sensata ad inizio anno, ma non gli ha giovato più di tanto. Giocatore da sempre molto discontinuo, non si è tradito nemmeno in questa prima parte di stagione, nella quale ha migliorato le sue cifre, ma non le sue prestazioni. Comunque sorprendenti (in positivo) alcune partite i in assenza di Wade (due volte sopra i 20 punti e 10 assists e una da 23+8).
Norris Cole, voto: 5. Partito in quintetto al posto di Chalmers, aveva stupito tutti con i 23 punti dell’Opening Night contro John Wall, per poi calare a picco in un’escalation di prestazioni abbastanza preoccupante. Le sue cifre non mentono: 6,3 punti e 3,4 assists, tirando sotto il 39% dal campo e al 26,5% da 3 punti.
Danny Granger, voto 5. A Miami nessuno si aspettava il giocatore capace di segnare quasi 26 punti di media nella stagione 2008/2009, ma nemmeno il Granger visto in questi primi mesi. 6,3 punti con il 40% dal campo e il 35% da 3, sono il (magro) bottino dell’ex Pacers. A sua parziale discolpa, i problemi fisici che lo tormentano ormai da 3 anni.
I promossi
Chris Bosh, voto 7-. Partito fortissimo, ha poi risentito fisicamente del peso offensivo che gravava tutto sulle spalle. I suoi numeri restano comunque ottimi (21 punti e 7 rimbalzi di media), e gli sono valsi la decima convocazione consecutiva per l’All Star Game. È vero, la percentuale al tiro non è al livello degli anni passati (46%), ma non è giustificata dalla quantità di tiri che DEVE prendere, spesso raddoppiato o triplicato dai difensori. Eccellente, invece, il 37,5% nel tiro da 3 punti.
Dwyane Wade, voto 7+. Come al solito, ha risposto sul campo alle critiche di chi lo vedeva come un giocatore finito e buono solo per fare da spalla ad LBJ. I suoi 21,4 punti (conditi da 5,4 assists) dimostrano che questo ragazzo ha ancora qualcosa da dire in questa Lega. Nonostante i numerosi problemi fisici, ha risposto sempre presente. Immortale.
Chris Andersen, voto 7. Giocatore energico, fondamentale per gli Heat dalla panchina. Arrivato a 37 anni, è ancora un centro di riserva di tutto rispetto. Birdman!
Hassan Whiteside, voto 7,5. La sorpresa della stagione NBA. Da oggetto misterioso a giocatore indispensabile per Miami, in pochi giorni. Entrato piano piano nelle rotazioni, ha fatto registrare grandi prestazioni in sequenza, guadagnandosi il posto in quintetto. Dopo gli 11+10+5 contro i Nets, sono arrivati i 23+16 a Los Angeles, la tripla doppia contro i Bulls, i 14 rimbalzi in un quarto (!) contro i Mavs e i 24+20 a Minnesota. Le sue medie parlano di 10 punti(64% al tiro), 8,6 rimbalzi e 2,4 stoppate in meno di 20 minuti a partita. Attenzione a questo ragazzo.
I rimandati
Josh McRoberts, voto NG. Giocatore potenzialmente fondamentale per questi Heat, si è infortunato proprio nel momento di forma migliore. Arrivederci alla prossima stagione.
Luol Deng, voto 6. L’ex Bulls è stato il free agent più importante portato a South Beach da lungo tempo, con il difficile compito di sostituire LeBron James. Le sue prestazioni sono state, tutto sommato, sufficienti, con buona presenza in entrambe le metacampo. Inserito nei rimandati poichè sembra poter crescere ancora.
Erik Spoelstra, voto 5,5. Anche quest’anno il delfino di Riley è stato spesso e volentieri attaccanto dai critici ad ogni piè sospinto. Ma mettetevi nei suoi panni: ha perso il miglior giocatore del pianeta, gli hanno smontato la panchina (via Allen, Battier, Lewis, Beasley, Oden, Jones e Douglas) e la squadra ha subito infortuni in ogni reparto. Diamogli tempo.
Ancora 30
Tante sono le partite che i Miami Heat dovranno ancora giocare da qui al termine della stagione regolare. Attualmente in ottava posizione, gli Heat devono difendersi da Nets, Celtics e Pacers (che sperano nel rietro di Paul George). L’assalto alla piazza numero 7 è tutt’altro che proibitivo, con gli Hornets che vantano un record identico, ma con il vantaggio degli scontri diretti (2-1, con l’ultima partita da giocare alla Triple A di Miami). In ogni caso, sembra impossibile un passaggio al secondo turno dei Playoffs, vista la netta differenza tecnica con le prime della classe. Si punta dunque a finire dignitosamente la stagione, per poi recuperare le forze in vista dell’annata 2015\2016. La testa di Riley, però, è già alla Free Agency 2016, quella in cui Miami avrà lo spazio salariale per inaggiare uno dei tanti Big che si libereranno.
Per NBAPassion.com,
Leonardo Zeppieri
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NBA, Most Improved Player: chi dopo Dragic potrebbe ricevere il premio?
Scritto da Marco Vassallo
La stagione NBA iniziata il 28 ottobre 2014, arrivata alla 69esima edizione è quasi arrivata al giro di boa, a breve gli All Star game e poi ancora una manciata di mesi per arrivare alle Finals.
Sono 15 settimane, precisamente 105 giorni vissuti tra punti, assist, rimbalzi, tiri, vittorie e sconfitte assieme alla lega più seguita al mondo.
Oltre alle superstar già affermate, come James, Durant, Harden (perdonatemi Dei del basket se non cito tutti gli altri) questa prima parte di regular season ha posto sotto lente di ingrandimento alcuni personaggi, capaci di impressionare per giocate e numeri.
Stiamo parlando dei giocatori che potrebbero diventare il nuovo Most Improved Player(MIP) della stagione 2014/15, premio che sarà assegnato al giocatore che nell’anno in corso ha saputo migliorare le sue doti rispetto alla stagione passata.
Abbiamo selezionato 4 possibili candidati. Questi andranno a comporre la nostra classifica basata su numeri, prestazioni e quel pizzico di preveggenza.

4° posto: Draymond Green.
Il ragazzo sotto la buona influenza degli “Splash Brother” ha migliorato il tiro e il passaggio, importante l’aiuto difensivo con meno falli per minuti giocati.
Le statistiche parlano di un miglioramento rilevante anche sotto canestro, grazie anche al metodo di gioco di coach Steve Kerr.
2013-14: 21.9 MPG, 6.2 PPG, 5.0 RPG, 1.9 APG, 41% FG, 33% 3PT, 0.7 3PM
2014-15: 31.7 MPG, 11.4 PPG, 7.9 RPG, 3.5 APG, 43% FG, 34% 3PT, 1.4 3PM

3°posto: Klay Thompson.
Accendendo la tv troviamo il numero 11 di Golden State con un’accresciuta capacità di tiro e di carisma in squadra e nella partita. Come il suo compagno Green è riuscito ad abbassare i falli in difesa.
2013-14: 35.4 MPG, 18.4 PPG, 3.1 RPG, 2.2 APG, 44% FG, 42% 3PT, 1.8 FTM
2014-15: 32.4 MPG, 22.5 PPG, 3.5 RPG, 2.9 APG, 48% FG, 45% 3PT, 3.2 FTM

2°posto: Jimmy Butler.
Classe 89’, è un giocatore nuovo, completamente. Tiro, passaggio e capacità di palla sono le sue armi, le stesse che lo hanno portato dritto al All Star Game 2015.
Ha sviluppato un capacità di ball-handling più fluida, sicura e decisa.
“Butler is a player transformed” queste le parole usate da Sport illustrated, punto di riferimento dell’editoria sportiva americana, niente da aggiungere direi.
2013-14: 38.7 MPG, 13.1 PPG, 4.9 RPG, 2.6 APG, 40% FG, 29% 3PT, 3.9 FTM
2014-15: 39.8 MPG, 20.5 PPG, 6.0 RPG, 3.2 APG, 46% FG, 33% 3PT, 6.3 FTM

1°posto: Anthony Davis.
In questa classifica potrebbe stare anche all’ultimo posto, i suoi dati non sono migliorati così tanto rispetto a quelli degli avversati. Mi prendo la responsabilità di questo primo posto, è una star che non ha bisogno di presentazione, già trascinatore, stella Nba e prossimo MVP. Un fisico che lo rende il prototipo di giocatore del domani, una sorta di Kevin Durant in formato 2.0.
Ha saputo implementare la parte difensiva e il tiro dalla media lunga distanza, il resto ci ha pensato madre natura a darglielo: da notare anche la tripla decisiva contro OKC, il ragazzo comincia a dire la sua per la corsa MVP?
2013-14: 35.2 MPG, 20.8 PPG, 10.0 RPG, 2.8 BPG, 52% FG, 79% FT, 26.5 PER
2014-15: 36.0 MPG, 24.6 PPG, 10.5 RPG, 2.8 BPG, 55% FG, 82% FT, 32.0 PER
Per NBA Passion,
Marco Vassallo
Le migliori foto della sfida tra New York Knicks e Miami Heat direttamente dall’AmericanAirlines Arena, casa della franchigia della Florida: dopo un periodo alquanto negativo, la squadra di Spoelstra è riuscita ad invertire la tendenza contro Melo e compagni.
Ecco gli scatti migliori della sfida:
La sfida tra #1: Stoudemire vs Chris Bosh, il lungo degli Heat metterà a referto 32 punti nel duello con l’ex Phoenix Suns. 
Stoudemire vs Bosh
(Fonte foto NBA Passion, Cipriana Canovi)
Si ringrazia per le foto Cipriana Canovi,
vietata la riproduzione senza la citazione della fonte.
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Heat, quando Whiteside fu vicino ai Timberwolves…
Scritto da Mario Tomaino
“With the 33rd pick in the 2010 NBA draft, the Sacramento Kings select Hassan Whiteside”.
È iniziata così l’avventura di Hassan Whiteside nella NBA, una storia nata non proprio nel migliore dei modi. Whiteside giocò solamente 2 minuti, durante la partita d’esordio con i Kings, salvo poi avere diversi problemi fisici che gli fecero perdere buona parte della stagione, vedendo spedito quindi in D-League. Nella stagione 2011-12, giocata sempre con i Kings, riuscì a giocare con più frequenza ma sempre con un minutaggio molto basso. Il resto è storia nota, Whiteside passa diversi anni nella D-League, migliorando alcuni aspetti del suo gioco, maturando inoltre un’esperienza in Cina giocando per i Jiangsu Tongxi, prima dell’occasione della vita: la chiamata dei Miami Heat vice-campioni NBA con la firma del contratto il 14 Novembre 2014.
Ciò che però in pochi sanno è che Hassan Whiteside fu molto vicino a vestire la casacca dei Minnesota Timberwolves, precisamente nel 2012, quando, dopo essere stato rilasciato dai Kings, era rimasto senza un team per cui giocare. Dopo due anni passati nell’anonimato di Sacramento, ecco che i T-wolves sarebbero potuti essere una buona svolta per la sua carriera, potendo crescere accanto a nomi quali Love e Kirilenko, sotto l’esperta supervisione di coach Rick Adelman. E invece no, la firma non arrivò. “Doveva maturare” – Ha recentemente affermato il presidente dei Minnesota Timberwolves, Flip Saunders – “Spesso i giovani ragazzi, quando come nel suo caso riescono a crescere così velocemente come a Marshall, accade che non siano pronti per l’NBA e tutto ciò che è attorno ad essa, pensando che una volta arrivati (in NBA n.d.r.) nulla possa andare storto. Quindi penso che prima di tutto lui sia maturato e che abbia pagato il suo debito.”
Un Hassan Whiteside quindi affascinato da tutte le distrazioni che l’NBA offre fuori dal campo, un ragazzo poco propenso alla vita da professionista sembra di capire dalle parole di Saunders. Un giovane ancora poco maturo e non capace di gestire il grande palcoscenico che l’NBA offre, insieme a tutto ciò che questo comporta.
Dello stesso parere sembra essere Joseph Goodman del ‘The Miami Herald’, che scrive: “Alcune persone lo hanno fatto ragionare sulla sua etica lavorativa, sui suoi comportamenti fuori dal campo in alcune situazioni, ponendo perplessità anche sulla sua disciplina. Solo così poteva maturare”. Insomma, è facile intuire come l’Hassan Whiteside ritrovato dai Miami Heat, sia una versione completamente rinnovata del giovane ragazzo poco professionale che era approdato in NBA.
Whiteside attualmente sta vivendo la migliore stagione della sua carriera, mostrandosi come una delle migliori rivelazioni della stagione quest’anno. La PF dei Miami Heat sta viaggiando di media a 9.8 punti, 8.3 rimbalzi e 2.5 stoppate per partita, senza dimenticare un impatto sui match calcolato ad un ottimo 19.2% secondo i criteri PIE.
Per Nba Passion,
Mario Tomaino
Durante la settimana appena conclusa, gli Heat hanno ottenuto una vittoria a fronte di due sconfitte; il record della franchigia della Florida è ora di 21-26.
Risultati
Reduce dall’esaltate gara di Chicago, Miami ha giocato una partita molto importante alla Triple A contro i Bucks. Gli Heat hanno offerto un’ottima prova nella metà campo offensiva, tirando con il 51% , ma non sono riusciti in nessun modo a fermare l’attacco di Milwaukee. La sconfitta (109-102), ha definitivamente chiuso ogni possibilità di sesto posto, con i Bucks che hanno ora 4 gare di vantaggio su Miami (oltre al 3-0 negli scontri diretti). Come se non bastasse, gli Heat dovranno rinunciare a Wade per qualche settimana, per un infortunio al ginocchio (Spoelstra ha dovuto fare a meno anche di Deng e Andersen). Citando una delle Leggi di Murphy: “Quando piove, diluvia“. Al di là di questo, buone prove per Bosh (26 punti, 10/19 al tiro), Chalmers (21 punti e 8 assists, con 6/9 dal campo e 8/12 ai liberi) e, come al solito ormai, Whiteside (16 punti e 16 rimbalzi).
Venerdì Miami ha affrontato (ancora all’AAA) i Dallas Mavericks, ancora (ovviamente) senza Wade e Deng. Dopo un primo tempo clamoroso (Heat avanti 45-33, dominando difensivamente), i ragazzi di Spoelstra non hanno retto lo sforzo nella seconda frazione dove i Mavs si sono imposti con un parziale di 60-27 (!). Il punteggio finale (93-72), sembra comunque troppo punitivo. Ancora grande la prova di Whiteside (16 punti e 24 rimbalzi in appena 29 minuti), che ha stabilito anche il record di franchigia per rimbalzi in un quarto (13 quelli raccolti nella prima frazione). Il secondo scorer è stato un sorprendentemente James Ennis, che ha realizzato 15 punti, partendo dalla panchina. In grandissima difficoltà, invece, Bosh (12 punti con 5/18 al tiro) e Granger, partito ancora in quintetto (0 punti con 0/6 dal campo).
Ieri, nella giornata che ha regalato il Super Bowl ai Patriors, gli Heat hanno fatto visita ai Celtics, vincendo per 83-75, ancora una volta grazie alla loro difesa. Nonostante l’immane fatica in attacco, infatti, Miami ha portato a casa la partita, costringendo i ragazzi di Stevens al 37% al tiro. Prestazione ancora sontuosa di Whiteside (20 punti, 9 rimbalzi e 3 stoppate), che ha messo in mostra anche le sue qualità offensive. Con Bosh (18 punti e 7 rimbalzi, ma con 6/19 al tiro), Chalmers (4 punti) e Napier (5 punti, 2/8 dal campo) ancora in difficoltà, è stato Tyler Johnson (al suo secondo decadale) la rivelazione della partita, segnando 13 punti, con 9 rimbalzi e 4 assists. Considerando anche l’infortunio di Wade, è quasi certo che gli verrà offerto un contratto fino a fine stagione.
Rotazione
A causa delle assenza di Deng e Wade, Spoelstra ha dovuto ridisegnare (per l’ennesima volta) la rotazione; Napier e Granger sono entrati nello starting five, ma non hanno risposto bene (eccezion fatta per la partita contro i Bucks, dove l’ex Pacers ha realizzato 14 punti, con 6 rimbalzi). Ha rivisto il campo con continuità Norris Cole (con risultati rivedibili, diciamo), mentre James Ennis continua ad alternare prove convincenti a partite opache. Come detto, Tyler Johnson ha trovato spazio e mostrato il suo valore: giocatore energico, può certamente far comodo nel ruolo di guardia. Mario Chalmers, a causa del suo stato di forma non eccezionale, gioca solamente per mancanza di valide alternative.Per quanto riguarda i lunghi, sempre sotto controllo il minutaggio di Whiteside, con Andersen tornato al suo ruolo in uscita dalla panchina. Qualche minuto, a seconda delle situazioni, per Shawne Williams e Udonis Haslem.
Classifica e prossima settimana
Già detto dell’impossibilità di raggiungere il 6° posto, gli Heat devono ora difendersi dagli Hornets (20-27, ad una partita di ritardo ma con il vantaggio di 2-1 nella serie stagionale) ed, eventualmente, dai Nets, finiti fuori dalle prime 8 a causa di 8 sconfitte nelle ultime 10 partite. Durante la prossima settimana, Miami avrà 3 trasferte, sui campi di Detroit, Minnesota e San Antonio. In assenza di Wade, ma con il probabile rientro di Deng, uscire con 2 vittorie sarebbe un buonissimo risultato per gli Heat.
Per NBAPassion.com,
Leonardo Zeppieri (@TOPlayer3)
NBA Weekly Review, Heat: Spoelstra ha trovato la quadratura del cerchio con questo Whiteside?
Scritto da Leonardo Zeppieri
Settimana piena, la scorsa, per i Miami Heat, che sono scesi in campo in quattro occasioni ottenendo tante vittorie quante sconfitte. Il record dei vicecampioni NBA è ora di 20-24.
Risultati
Il ritorno a casa, dopo la trasferta a Ovest, non è stato dei migliori per gli Heat, sconfitti dai Thunder 86-94 dopo aver perso Whiteside per un infortunio alla caviglia. L’ex Kings è infatti ricaduto male all’inzio del secondo quarto e da lì non è più rientrato. Nonostante questo, gli Heat sono rimasti in partita fino alla fine, anche grazie alla difesa super di Luol Deng su Durant (per KD 19 punti con 9-24 al tiro). Deng che, tra l’altro era influenzato e non sarebbe dovuto essere della partita.
Mercoledì Miami è andata a Charlotte per concludere il back-to-back, giocando una partita per certi versi miracolosa. La squadra di Spoelstra, infatti, priva di Deng e Whiteside, ha giocato un match a punteggio bassissimo, perdendo solamente nel finale (78-76), con gli Hornets che non hanno segnato nemmeno un canestro dal campo negli ultimi 5 minuti di partita. Ovviamente sono venuti ancora fuori gli enormi problemi in attacco (Heat che hanno tirato il 34,5% dal campo e 5-18 da 3) e a rimbalzo (la battaglia sotto i tabelloni è stata vinta da Charlotte per 56-41).
Tornati sul parquet della “Triple A”, i ragazzi di Spoesltra hanno raccolto una vittoria tanto importante quanto sofferta contro i gli Indiana Pacers. Ancora una volta, la difesa degli Heat ha avuto buon gioco sugli avversari, tenuti al 41% al tiro (3-15 da 3) e costretti a 18 palle perse. Vittoria importante, si diceva, poiché i Pacers (almeno teoricamente) sono ancora in corsa per i Playoffs.
L’ultima partita della settimana, gli Heat l’hanno giocata allo United Center di Chicago, offrendo una delle prove più convincenti della stagione (seppur contro dei Bulls troppo brutti per essere veri). La vittoria per 96-84 è stata frutto, ancora una volta, dell’ottima difesa di Miami, capace di tenere gli avversari al 35% al tiro. Tante le prestazioni individuali confortanti; Dwyane Wade è tornato a tirare sopra il 50% dopo 11 partite (per lui 26 punti, di cui 12 nell’ultimo periodo), Chris Bosh ha chiuso con 20 punti e 7 rimbalzi, l’ex Luol Deng ha terminato con 15 punti, 10 rimbalzi e 4 assists e persino Chalmers ha fatto vedere di poter ancora dire la sua (15 punti, 5 assists e 4 rimbalzi). Addirittura incredibile è stata la prova di Hassan Whiteside al rietro dall’infortunio; il centro da Marshall, partendo dalla panchina e giocando appena 25 minuti, ha registrato una tripla doppia da 14 punti, 13 rimbalzi e 12 stoppate (record stagionale NBA e record di franchigia). Ancora una volta si è visto come gli Heat siano totalemente un’altra squadra con lui in campo.
https://www.youtube.com/watch?v=1-WNx10vIHk
Delle sue 12 stoppate, 5 sono arrivate nei primi 7 minuti sul parquet e addirittura 4 nell’ultimo minuto e mezzo di partita.
Rotazione
Tra infortuni e rientri, ci sono stati vari avvicendamenti all’interno della rotazione. Danny Granger ha giocato 25 minuti contro OKC, 20 (partendo da titolare) contro Charlotte, 13 nella gara da ex contro i Pacers e si è beccato un bel DNP in quel di Chicago. Situazione in continua evoluzione (o involuzione? Non ricordo mai…). Sempre nello spot di 3, anche James Ennis è rimasto a guardare i compagni nelle ultime due vittorie, dopo aver giocato 28 minuti contro gli Hornets. Spoelstra ha infatti deciso di dare tanti minuti ad un quintetto con Napier-Chalmers-Wade e due lunghi, con Norris Cole che ormai è solamente un tizio di un metro e ottantacinque con i capelli strani e la scritta “TRADE” sulla fronte. Come detto, ancora fiducia (a tempo) per Napier, che comunque non sta facendo vedere grandi cose e può essere spedito in D-League da un momento all’altro. Andersen ha avuto ancora minuti da titolare rispondendo molto bene e consentendo a Whiteside di uscire dalla panchina (situazione ideale a mio modo di vedere). Riley ha dichiarato che non si muoverà fino alla trade deadline, quindi per qualche rinforzo bisognerà, in ogni caso, aspettare.
Classifica e settimana prossima
Grazie al record di 20-24, Miami è ancora settima nella Eastern Conference, a 2 partite di distanza dai Bucks (22-22) e 2 di vantaggio sul nono posto dei Nets (18-26). Ancora più dietro troviamo Detroit, ormai priva di speranza dopo il season ending injury di Jennings. Durante la prossima settimana gli Heat avranno due partite casalinghe contro Milwaukee e Dallas e una partita esterna (la prima di 4 consecutive lontano dalla Florida) a Boston. Portare a casa almeno due vittorie contro Bucks e Celtics sarebbe un buon bottino.
Per NBAPassion.com,
Leonardo Zeppieri












































