La gara 3 delle NBA Finals è ormai agli archivi e possiamo dunque stilare le pagelle dei Lakers visti in gara 3. La partita nonostante le assenze confermate di Goran Dragic e Bam Adebayo non è stata assolutamente facile per la franchigia di Los Angeles, anzi: all’intervallo i Miami Heat ci sono andati addirittura in vantaggio (58-54).
Nel secondo tempo la partita è proseguita sulla falsa riga del primo, visto che gli Heat dopo aver provato la fuga definitiva, hanno finito il terzo quarto avanti per 85-80. L’ultimo quarto è un incontro di boxe in cui i partecipanti si scambiano colpi (canestri) a ripetizione, in cui gli Heat ne escono vincitori e riaprono la serie. Andiamo a vedere le pagelle dei Lakers visti in gara 3.
Le pagelle Lakers gara 3
Kentavious Caldwell Pope, voto 4.5: Non riesce mai ad entrare in partita, salvo un paio di lampi nel secondo tempo. Conclude la sua partita con 5 punti, 3 rimbalzi ed 1 assist, tirando con un brutto 1/5 dal campo nonostante sia lì per tirare. Nell’altra metà campo soffre tremendamente quando Butler lo porta spalle a canestro e, più in generale, non fa una buona figura in questa metà campo. Serata no.
Anthony Davis, voto 5: Una partita assolutamente al di sotto dei suoi standard. Inizia la partita malissimo e sembra spaesato, poi iniziano i problemi di falli che lo costringeranno ad assistere dalla panchina per gran parte del primo tempo, in cui è difatti totalmente assente. Nel secondo tempo commette subito il quarto fallo, ma coach Vogel lo lascia in campo e lì inizia a far vedere ciò di cui è capace, almeno a tratti. Il suo tabellino a fine partita recita 15 punti, 5 rimbalzi, 3 assist e 2 palle rubate. Non può assolutamente permettersi di essere assente un tempo intero per problemi di falli, è troppo importante per i Lakers. Assente ingiustificato.
Dwight Howard, voto 5: Inizia bene la partita con due schiacciate su due assist di LeBron, ma per il resto non disputa per niente una buona partita, risultando un danno difensivamente e non concedendo vantaggi ai Lakers nella metà campo offensiva, infatti resta in campo solamente 14 minuti. Da rivedere.
La panchina, voto 6.5: La panchina dei Lakers funziona per davvero ed è parte del motivo per cui i Lakers se la giocano fino alla fine questa gara 3. Pur vedendo una versione di Rajon Rondo meno efficace rispetto a quanto ci ha abituati in questi NBA Playoffs (4 punti, 8 rimbalzi e 5 assist tirando con 2/8 dal campo), troviamo vari giocatori che hanno avuto un buonissimo impatto sul match. Infatti Markieff Morris segna ben 19 punti con 5 triple mandate a bersaglio, oltre a catturare 6 rimbalzi, giocando 25 minuti; Kyle Kuzma segna proprio come Morris 19 punti con 4 triple messe a segno in 22 minuti di gioco, essendo anche meno dannoso del solito nella metà campo difensiva (qualche difesa buona anche contro Butler la possiamo trovare). Inoltre Alex Caruso segna 8 punti, anche se è meno incisivo del solito, specialmente in termini di energia e difesa. Da segnalare invece dei minuti veri per JR Smith, che gioca 5 minuti nel secondo quarto segnando anche un tiro da tre punti.
Il migliore
LeBron James, voto 7: Il nativo di Akron è sicuramente l’unico elemento positivo del quintetto base dei Lakers visto in questa gara 3 ed è costretto anche a fare gli straordinari per via dei problemi di falli del suo braccio destro Anthony Davis. La sua partita non è chiaramente la migliore della sua carriera, ma il suo lo fa e chiude con 25 punti, 10 rimbalzi ed 8 assist (superato John Stockton per numero di assist nella storia dei playoffs), ma chiude con ben 8 palle perse, decisamente troppe anche se il gioco della sua squadra passa esclusivamente dalle sue mani. Incolpevole.
Il peggiore
Danny Green, voto 4: Sembra essere ormai il lontano parente del giocatore che abbiamo visto alla corte di coach Popovich con i San Antonio Spurs. Dopo gara 1 sembrava essersi sbloccato al tiro, invece è solo un fuoco di paglia. Chiude la sua partita con 2 punti (arrivati dalla lunetta) ed un orrendo 0/6 dal campo, ma la cosa peggiore è la mancanza di fiducia che fa vedere: infatti spesso in questa partita ha esitato prima di prendersi un tiro, o addirittura ha rinunciato a prendersi delle conclusioni che è lì per prendere. Coach Vogel lo tiene in campo appena 16 minuti. Non pervenuto.
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