Sacramento Kings: avere (finalmente) un piano efficace

Sacramento Kings: avere (finalmente) un piano

Sacramento Kings: avere (finalmente) un piano

Errare humanum, perseverare autem diabolicum est

“Errare è umano, perseverare diabolico” diceva Sant’Agostino oltre 1600 anni fa. Su questa base, non si può che individuare i Sacramento Kings come il “demonio” delle ultime stagioni NBA. Hanno sbagliato, non hanno progettato (e, badate bene, non usiamo questo verbo fuori contesto), hanno preso decisioni fuori da ogni logica umanamente comprensibile. E hanno insistito a farlo per diverso tempo, tanto da rendersi lo zimbello della Lega. Tutti, dallo staff ai giocatori, fino alla dirigenza. Una confusione tale che aveva portato DeMarcus Cousins ad essere ceduto e che è andata avanti fino all’ultima infausta annata. Poi, l’estate della svolta, la scorsa. Anzi che fare uno slalom tra mille impervie strade, il front office ha deciso di percorrere una sola, per quanto lunga, via, la retta via avrebbe detto Agostino.

I Sacramento Kings hanno deciso: spazio alla gioventù

La scelta è stata chiara: nessun veterano a roster, con due sole eccezioni. Infatti, Iman Shumpert e Kosta Koufos, funzionali al gioco di coach Joerger, sono gli unici con più di 5 anni di esperienza professionistica. Lo stesso Zach Randolph, per quanto scudiero affidabilissimo dell’allenatore, è stato messo fuori rosa, in modo da diventare, con il suo importante contratto, carne da macello sullo spietato banco delle trade. Alle tante giovani promesse si affiancano giocatori di grande spessore europeo come Bogdan Bogdanovic e Nemanja Bjelica, capaci di essere chioccia grazie alla loro esperienza di finali e all’abitudine a giocare per vincere. Una bella idea, che soddisfa anche le tendenze “europeiste” di Vlade Divac.

Con la sua esperienza Bogdan Bogdanovic dovrà essere faro e maestro dei nuovi e giovani Sacramento Kings

Con la sua esperienza Bogdan Bogdanovic dovrà essere faro e maestro dei nuovi e giovani Sacramento Kings

E poi il Draft. Dopo tanto tanto tempo, a occhio dal 2010 con la scelta di Cousins, i Kings hanno pescato prospetti davvero interessanti. Primo fra tutti, ovviamente, Marvin Bagley da Duke. La seconda scelta assoluta ha già cominciato a mostrare di cosa sia capace (12.8 punti) e, nonostante sia ancora molto grezzo tecnicamente, il suo atletismo fuori dal comune non potrà che portarlo lontano nel futuro e renderlo un difensore molto credibile già nel presente. Insieme a lui ci sarebbe Harry Giles, che, se sano e con minuti di rilievo, è dotato di un talento puro davvero raro. Ma se c’è un posto in cui risolvere dubbi di questo genere quello è (finalmente) il campo dei Sacramento Kings, una squadra che lavora per il futuro.

La liberazione di David Joerger

Diciamoci la verità, fino a questa estate David Joerger a Sacramento è stato prigioniero, non di stesso, essendo allenatore di mente e idee straordinariamente flessibili, ma delle idee confuse della franchigia. Ora, sapendo quali siano gli obiettivi, uno dei coach più capaci della NBA può plasmare la propria squadra. Al momento i risultati sono già sorprendenti e magari caleranno, ma quel che conta è iniziare a dare un’impronta di gioco che rispecchi le idee del capo allenatore sul proprio roster e sul materiale umano a disposizione. I Kings potrebbero aver fatto un grosso colpo, liberando dalla prigionia un gran cervello come quello di Joerger.

Dave Joerger è un grande allenatore e ora può portare la sua impronta anche ai Sacramento Kings

Dave Joerger è un grande allenatore e ora può portare la sua impronta anche ai Sacramento Kings

Anche dal punto di vista tecnico-tattico la strada che Sacramento vuole percorrere si è ormai palesata: difendere e correre, correre il più possibile. La squadra, oltre a essere giovane, è estremamente atletica e ha leve mediamente lunghe. Gli uomini più esperti sono ottimi difensori e saranno esempio per gli apprendisti più giovani. In attacco poi la transizione sarà punto forte, almeno nei casi di difesa efficace. A metà campo, sarà l’intelligenza tattica di Bogdanovic e Bjelica a farla da padrona, in modo da incanalare l’atletismo, la voglia e l’energia del resto del roster. Forse possiamo dirlo davvero, i Sacramento Kings hanno deciso di restituirsi alla NBA, col cartello “work in progress” per il presente e con l’etichetta di protagonisti per il futuro.

Andrea Ranieri
andreranieri98@gmail.com

Studente di lettere presso l'Università Statale di Milano. Allenatore e appassionato di pallacanestro, americana ed europea. Redattore per NBAPassion.com

No Comments

Post A Comment