AD7

Utah Jazz, una stagione da rivelazione: 6 profili ideali per completare il roster

La franchigia di Salt Lake City esce a testa alta, altissima dopo aver eliminato i Thunder e perso nella serie contro gli Houston Rockets combattendo fino all'ultimo possesso nonostante gli infortuni

“Tiratevi su. Torneremo al 100%”, così ha parlato Donovan Mitchell, queste le sue parole a caldo dopo la sconfitta in gara 5, dopo il suo infortunio, dopo tutta la sfortuna che lo ha colpito e che ha colpito gli Utah Jazz, la squadra rivelazione dell’anno.

Rivelazione? Ma poi neanche troppo, sono ormai una sicurezza, con un sistema di gioco in cui si dannano l’anima in difesa per poi affidarsi ad un attacco corale, con un punto esclamativo, il numero 45, Donovan Mitchell. In questa ottica, l’addio di Hayward ha facilitato la sua esplosione, l’arrivo di Rubio ha dato maggiore coralità alla fase offensiva. Insomma gli Utah Jazz se possibile sono migliorati e non di poco rispetto alla passata stagione, hanno riscoperto un Dante Exum che dalla panchina è un vero e proprio fattore difensivo, ma non solo. Crowder rivalutato difensivamente dopo la parentesi negativa ai Cavaliers, sarà determinante se confermato.

NBA Risultati

Utah Jazz: chi lo avrebbe mai detto? 

Ci sono anche gli sconfitti di questo secondo turno di playoffs. In particolare se ad est abbiamo visto dei Raptors non all’altezza, ad ovest gli Utah Jazz meritano applausi per il loro cammino e per le avversità superate.

Chi lo avrebbe mai pensato che perso Gordon Hayward, con i vari infortuni di Exum, Rubio, Favors avrebbero:

  • avuto il nono miglior record della lega
  • staccato il quinto posto ad ovest
  • sarebbero arrivati sopra gli Spurs
  • avrebbero fatto fuori Westbrook Paul George e Melo al primo turno
  • scoperto un Mitchell pazzesco

Thanks Utah Jazz, thanks Donovan Mitchell

Solo applausi per una franchigia che ha dimostrato che senza fare follie in free agency ma con il lavoro con lungimiranza e con un grande coach si può costruire una squadra di assoluto livello

Take note

Utah Stand Up 🤐 We’ll Be Back 💯 #TakeNote

Un post condiviso da Donovan Mitchell (@spidadmitchell) in data:

Ma cosa manca ancora agli Utah Jazz?

Difficile dare una risposta, Mitchell il prossimo anno tornerà alla grande, potrà trovare nuove soluzioni offensive (come se ne avesse bisogno) non sarà facile visto che le difese lo studieranno più a fondo. Ma lui vuole stupire.

Con Mitchell ritroveremo finalmente Rubio, infortunato nella serie contro gli Houston Rockets, veramente sfortunato dopo aver vinto contro gli OKC Thunder. Dante Exum, da blindare, ed un Derrick Favors che andrà in scadenza di contratto e libererà ben 12 milioni a livello di salary cap.

83 milioni garantiti per il prossimo anno: la squadra c’è e se la tua stella prende appena 2 milioni di dollari, beh la strada per migliorare attraverso un colpo è tutta in discesa. Ecco quello serve alla franchigia di Salt Lake City, una ala forte di assoluto livello, un ultimo tassello dalla panchina. Un secondo violino che non vada ad incidere negativamente a livello difensivo.

I nomi più interessanti ma anche difficili?

  • Paul George, perfetto per il sistema degli Utah Jazz
  • Trevor Ariza, il vero colpo, esperienza, difesa e tiro da tre punti, una garanzia
  • Avery Bradley per allungare le rotazioni difensive con un 3andD super
  • Marcus Smart, come sopra, ma lui non sarà unrestricted ma restricted quindi difficilmente lascerà Boston in estate
  • Luc Mbah a Moute, un difensore eccellente, anche lui unrestricted, via Houston Rockets
  • Ersan Ilyasova, altro nome rivalutato dopo l’esperienza ai Sixers: veterano anche lui unrestricted può arrivare ad allungare le rotazioni

 

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.