Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State Warriors, un cammino (finora) perfetto senza parecchi pezzi pregiati…

Golden State Warriors, un cammino (finora) perfetto senza parecchi pezzi pregiati…

di Marco Tarantino
Kevin Durant

I playoffs NBA dei Golden State Warriors fino ad ora?

#Game1  Warriors – Blazers 121 – 109

#Game2  Warriors – Blazers 110 – 81

#Game3 Blazers – Warriors 113 – 119

#Game4 Blazers – Warriors 103 – 128

Stephen Curry e Klay Thomposn

Golden State archivia la pratica Blazers in quattro partite con un secco 4-0

L’entrata in questi playoff è stata affrontata con tanti dubbi e pochissime certezze dai ragazzi della baia, infatti le incognite erano tante, a partire da Kevin Durant, le percentuali di Curry e di Klay, la condizione mentale di Green, l’apporto dalla panchina… Insomma erano parecchi i punti interrogativi per Steve Kerr, come tante le attese per il team della Oracle.

Partiamo dal numero 35: Kevin Durant infortunato il 28 marzo in quel di Washington ha saltato, praticamente, tutto questo finale di stagione salvo rientrare per delle partite-rodaggio alla Oracle arena per poi continuare scendendo in campo per Gara 1. Si alza la palla a 2 di gara 1, Kd è al suo posto, Kerr è al suo posto, Green è tranquillo e motivato, la panchina pure, si inizia.

Portland parte forte , trainata dai suoi unici terminali offensivi, Lillard e C.J che sfornano una prestazione incredibile, dalla parte di Golden State basse percentuali al tiro degli Splash Brothers, ma grandissima coesione di squadra e capacità di superare gli ostacoli insieme. Importantissimi per l’andamento della partita i giovanissimi Ian Clark e Patrick McCaw che oltre alla fiducia dei tecnici hanno conquistato anche la fiducia dei giocatori “esperti”. La partita nonostante una tenace resistenza dei Blazers finisce con un divario abbastanza netto (12 punti).

Gara 2 inizia bene o male nello stesso modo, con i Blazers ancora ancorati ai loro terminali offensivi (Dame Lillard e CJ), i Warriors invece da gara 1 a gara 2 hanno apportato delle piccole modifiche difensive, queste modifiche gli hanno permesso di condurre una partita diversa dalla precedente. La parte più importante di Gara 2 la si ha nel secondo tempo, quando per un momento si vede inquadrato Kerr in piedi senza giacca, (ricordiamo che per un allenatore NBA è obbligatorio portare la giacca e non se la può levare per nessun motivo), a causa del dolore alla schiena che è tornato a tormentarlo. Tuttavia i Golden State Warriors archiviano anche questa partita con relativa facilità, rispettando il fattore campo e andando in Oregon con un confortante (2-0).

Fattore McGee

Mentre la serie si sposta in Oregon ci sembra doveroso spendere due parole per il fenomeno del momento Javale McGee ed il “Javale Effect”.  Javale è un giocatore che si sta rivelando sempre più importante nell’economia di questa squadra, la gestione è particolare (5-6 minuti) intervallati da  periodi in panchina. Gestione perfetta per il tipo di giocatore che è, perchè quando è in campo da il tutto per tutto da subito, come ha sempre fatto.  In quest’ultimo periodo però ha aggiunto al suo bagaglio ed alle sue prestazioni anche tanta, tanta concentrazione e determinazione che sono sempre stati i suoi punti deboli. Apporto difensivo con aiuti , rotazioni, stoppate. In attacco non è da meno dove riesce a mettere dentro tutto quello che gli viene alzato nei pressi del canestro . Solo il tempo ce lo dirà ma avrà sempre piu peso in questi playoff.

Golden State Warriors

L’assenza di Steve Kerr

Non possiamo parlare di gara 3 senza parlare dell’assenza importante del coach Steve Kerr , il quale per dei seri problemi alla schiena ha dovuto saltare la seconda partita di fila ed il suo ritorno a bordo campo è ancora piuttosto incerto. La serie si è spostata nell’Oregon ed i Blazers partono forte, veramente forte dominando nelle due metà campo. I ragazzi della baia a metà partita si trovano sotto anche di 17 punti e tutta l’inerzia sembra dalla parte dei padroni di casa, che già si gustano la riduzione del distacco , ma cosi non è stato. Da metà terzo i Golden State Warriors aumentando la concentrazione e giocando in maniera più intelligente riescono a ricucire lo strappo ed a completare la rimonta andando in vantagglio.  Fondamentali per la rimonta gli Splash Bros, mentre nella metà campo difensiva Iguodala e Green facevano la voce grossa. Questa partita è stata la prima vera e propria dimostrazione della reale forza dei Warriors come gruppo.

Arriviamo all’ultima, la tanto attesa gara 4 con un messaggio chiaro dei giocatori di GS rivolto Kerr , assente anche in questa partita: partenza razzo, quasi a voler dire “Coach ti aspettiamo , ma mentre te non ci sei portiamo avanti quello che abbiamo iniziato insieme, vinceremo per te”. Il primo quarto si vede protagonista di un nuovo record per Golden State, infatti siglato il record di punti in un quarto nei playoff (45 punti). In questa partita si è visto di nuovo l’assassino con la faccia da bambino, prova sontuosa di Steph che con 37 punti sigla gara4. Curry è ufficialmente entrato in questi playoff, ma è tornato anche KD, a minutaggio limitato (per lui solo 20 minuti in campo), ma con tanta voglia di fare bene.

I custodi dei Golden State Warriors

Infine per chiudere il discorso parliamo dell’anima della squadra e dei custodi delle chiavi di questo gruppo. Iguodala e Green. Insieme con la loro leadership, con il loro carisma e con la loro energia stanno guidando, letteralmente, i Golden State Warriors, anche se spesso il loro apporto sembra essere dimenticato… I due riescono a trasmettere energia a tutti i componenti della squadra mostrando loro la via, sono i primi che danno l’esempio e sono un faro sia per i giovani, che infatti stanno migliorando tutti, sia per i “TOP” che trovano in loro dei compagni di squadra pronti a sacrificarsi ed a dare tutto per la causa.

 

Di Luca Poggianti

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