Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiThe Unguardable Tour: il meglio della storica striscia di James Harden

The Unguardable Tour: il meglio della storica striscia di James Harden

di Dennis Izzo
Houston Rockets record

Due giorni fa gli Houston Rockets hanno ritrovato James Harden, out per infortunio nella sfida vinta per 118-112 in casa dei Golden State Warriors, e hanno sconfitto gli Atlanta Hawks al Toyota Center per 119-111. Il Barba ha vissuto una serata piuttosto difficile al tiro (7/21 dal campo e 0/10 da tre), ponendo così fine alla sua storica striscia di partite consecutive con almeno 30 punti a referto: per lui, infatti, “solo” 28 punti.

Il detentore dell’MVP si ferma a quota 32 gare di fila con 30 o più punti, risultando secondo nella graduatoria di tutti i tempi, alle spalle del solo Wilt Chamberlain, capace di far registrare ben 65 partite di questo tipo. Intervistato in merito, il classe ’89 si è detto felice di aver raggiunto un traguardo del genere, sottolineando però quanto esso sia stato necessario per permettere ai suoi Rockets di mantenersi a galla e sopperire alle assenze dei vari Chris Paul, Eric Gordon e Clint Capela.

In 32 partite, Harden ha riscritto innumerevoli record e vissuto serate da incorniciare, trascinando Houston a ben 21 vittorie, permettendo ai suoi di abbandonare il penultimo posto a Ovest di inizio dicembre (11-14) e salire nelle zone alte della Western Conference: attualmente, infatti, i Rockets sono quinti in classifica con 35 vittorie e 25 sconfitte, in piena corsa per il quarto posto occupato dai Portland Trail Blazers (37-23) e il terzo degli Oklahoma City Thunder (38-22).

James Harden é fuori controllo

 

Il Barba e i Rockets cominciano a dare una significativa svolta alla propria stagione a inizio dicembre: il 14, Harden conduce i suoi al successo per 126-111 contro i Los Angeles Lakers di LeBron James grazie a una tripla doppia da 50 punti, 10 rimbalzi, 11 assist e 2 palle recuperate, diventando il giocatore con più triple doppie da almeno 50 punti nella storia della NBA (4). Dopo un’altra tripla doppia (32 punti, 12 rimbalzi, 10 assist e 2 recuperi nel successo per 105-97 in casa dei Memphis Grizzlies), l’MVP sigla 47 punti, 6 rimbalzi, 5 assist e 5 palle recuperate contro gli Utah Jazz (vittoria per 102-97), quindi ne segna 35 – con 9 assist, 2 palle recuperate e 6/11 da tre – contro i Washington Wizards e altrettanti contro i Miami Heat (per lui anche 12 assist e 2 recuperi).

 

Nel match perso per 101-99 contro la franchigia della Florida, i Rockets perdono Chris Paul per infortunio, proprio quando le cose sembravano essersi sistemate. Il calendario, inoltre, non sorride a Houston: tuttavia, il prodotto di Arizona State sale ancora di livello e si mette in proprio, mettendo a referto, rispettivamente, 39 punti, 4 rimbalzi, 10 assist e 2 recuperi contro i San Antonio Spurs (108-101), 41 punti, 6 rimbalzi, 7 assist, 2 steals e una stoppata contro gli Oklahoma City Thunder nel Christmas Game (113-109), 45 punti, 2 rimbalzi, 6 assist e una stoppata con 9/18 da tre contro i Boston Celtics (127-113) e 41 punti, 9 rimbalzi, 6 assist, 3 recuperi e 2 stoppate contro i New Orleans Pelicans (108-104), gara in cui si infortuna Eric Gordon.

 

Quattro vittorie in altrettante gare per i Rockets nel mini tour de force, ma il bello deve ancora arrivare: dopo la tripla doppia da 43 punti, 10 rimbalzi, 12 assist e 2 palle recuperate contro i Memphis Grizzlies (113-101), Harden guida i suoi a un’impronosticabile vittoria per 135-134 all’overtime nella tana dei Golden State Warriors, facendo registrare un’altra sontuosa tripla doppia, stavolta da 44 punti, 10 rimbalzi, 15 assist, un recupero e 2 stoppate, con tanto di career high per triple segnate (10 su 23 tentativi), canestro del 119-119 per andare al supplementare e tripla della vittoria a 1” dalla fine dell’overtime.

 

La striscia di quarantelli consecutivi si ferma a 5, quella dei trentelli, invece, prosegue: l’ex OKC, infatti, si rende autore di altri 38 punti nel ko per 110-101 sul campo dei Portland Trail Blazers, quindi ne segna 32, con 14 assist, nella vittoria per 125-113 contro i Denver Nuggets e 42 nella sconfitta contro i Milwaukee Bucks (116-109), per poi punire i Cleveland Cavaliers (141-113) con la tripla doppia da 40 punti più veloce nella storia della NBA: appena 30′ per far registrare 43 punti, 10 rimbalzi, 12 assist, 2 recuperi e altrettante stoppate.

 

In occasione della gara contro gli Orlando Magic, persa per 116-109, si fa male anche Clint Capela, con Harden che chiude a quota 38 punti, per poi segnarne addirittura 57 nel 112-94 contro i Grizzlies e 58 nella partita successiva (ko per 145-142 all’overtime contro i Brooklyn Nets), risultando il primo giocatore a mettere a referto 50 o più punti in due partite consecutive da sé stesso (51 punti contro i Lakers e i Clippers nel 2017-2018), quindi ne arrivano 48 per abbattere i Lakers in rimonta (138-134 al supplementare).

 

L’Unguardable Tour di James Harden: un viaggio da sogno per il Barba

 

 

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32 partite consecutive con almeno 30 punti per James Harden: un record destinato a rimanere nella storia della NBA.

 

 

 

 

 

 

 

Dopo i 37 punti nel ko in casa dei Philadelphia Sixers (121-93), il Barba offre la sua miglior prestazione nella storica cornice del Madison Square Garden al cospetto dei padroni di casa dei New York Knicks, rifilando loro ben 61 punti (career-high), 15 rimbalzi (season-high), 4 assist e 5 recuperi: oltre a essere l’unico giocatore ad aver toccato quota 61 in questa stagione, Harden risulta essere il primo a far registrare almeno 60 punti e 15 rimbalzi nella stessa partita dal 2000, quando vi riuscì Shaquille O’Neal in un derby tra Lakers e Clippers (61 punti e 23 rimbalzi per Shaq).

 

All’MVP bastano poi 35 punti e la giocata decisiva in difesa su Kawhi Leonard per superare i Toronto Raptors (121-119). Dopo il rientro di Eric Gordon contro i canadesi, torna a disposizione anche Chris Paul contro gli Orlando Magic (40 punti, 11 rimbalzi, 6 assist, un recupero e 3 stoppate per Harden nella vittoria per 103-98), che rinforzano i Rockets assieme ai nuovi arrivati Austin Rivers e Kenneth Faried, adattatisi in brevissimo tempo al nuovo contesto. Il numero 13 mette poi a referto 37 punti contro i New Orleans Pelicans, che però si impongono per 121-116 al Toyota Center.

 

Non va meglio sul campo dei Denver Nuggets (136-122 per i padroni di casa), con Harden che si rende comunque autore di 30 punti, 6 rimbalzi, 9 assist, 2 recuperi e una stoppata. Il Barba tiene dunque viva la sua storica striscia e la allunga di ulteriori sei partite prima dell’All-Star Break, portandosi a quota 31 gare di fila con 30 o più punti ed eguagliando Wilt Chamberlain al secondo posto nella classifica all-time: dopo la super prova da 43 punti, 12 rimbalzi, 5 assist, 6 recuperi e 4 stoppate nel largo successo per 125-98 in casa degli Utah Jazz, infatti, Harden contribuisce al 118-110 contro i Phoenix Suns con 44 punti, 8 rimbalzi, 6 assist, 3 steals e una stoppata.

 

Il Barba risulta implacabile anche nella vittoria per 127-101 contro i Sacramento Kings (36 punti con appena due tiri liberi e 8/13 dalla lunga distanza), nel ko per 117-112 con gli Oklahoma City Thunder (42 punti), nel primo derby texano vinto in stagione contro i Dallas Mavericks (31 punti, 8 rimbalzi, 7 assist e 5 recuperi nel 120-104 per i suoi) e nella sconfitta per 121-111 sul campo dei Minnesota Timberwolves (42 punti, 5 rimbalzi, 6 assist e soli 4 tiri liberi), ultima gara prima dell’All-Star Weekend di Charlotte.

 

Al rientro dalla pausa, Harden dà seguito alla striscia di partite consecutive con 30 o più punti in occasione del ko riportato in casa dei Lakers (111-106), gara in cui sigla 30 punti, 6 rimbalzi, 6 assist, un recupero e una stoppata, per poi saltare la trasferta della Oracle Arena contro i Golden State Warriors e rientrare nel match interno vinto per 119-111 contro gli Atlanta Hawks, in cui si è ufficialmente conclusa la sua storica serie, durata dallo scorso 14 dicembre al 26 febbraio.

 

In quest’arco di tempo, Harden ha riscritto la storia, totalizzando 1316 punti, 242 rimbalzi, 234 assist e 92 palle recuperate e medie di 41.1 punti, 7.6 rimbalzi, 7.3 assist e 2.8 palle recuperate per partita col 44% al tiro (384/871), il 37% da dietro l’arco (18/488) e l’89% dalla lunetta (367/411) e collezionando ben 5 triple doppie e 4 partite da 50 o più punti. Grazie al suo devastante periodo di forma, il Barba è tornato pienamente in corsa per l’MVP, che contende al leader dei Milwaukee Bucks Giannis Antetokounmpo e al trascinatore degli Oklahoma City Thunder Paul George, ed ha riportato in alto i suoi Rockets, oltre a scomodare fuoriclasse che hanno fatto la storia del gioco, tra cui Michael Jordan, Kobe Bryant, Tracy McGrady e, appunto, Wilt Chamberlain.

 

Ora che i Razzi sono tornati ad avere il roster al completo, con Chris Paul, Eric Gordon e Clint Capela pienamente recuperati dai rispettivi infortuni, Kenneth Faried e Austin Rivers già indispensabili e Danuel House pronto a rifirmare, la striscia da capogiro di Harden – che sta viaggiando a medie di 36.3 punti, 6.6 rimbalzi, 7.6 assist e 2.1 palle recuperate col 44% al tiro, il 37% da dietro l’arco e l’87% dalla lunetta – si conclude, ma la sua stagione da sogno è ancora in corso.

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