La trade deadline si avvicina sempre di più (25 marzo, per chi lo avesse dimenticato) e il mercato degli scambi sta entrando nel vivo: molti punti interrogativi si aggirano ancora intorno ai Boston Celtics di Danny Ainge. Come si muoverà la franchigia del Massachusetts in questa finestra di mercato?
La parola d’ordine di Danny Ainge, presidente e GM dei biancoverdi, è stata “attendismo” negli ultimi anni. I Celtics si sono mossi molto poco nel mercato degli scambi nelle ultime tornate e, viste le difficoltà di questa stagione, sembrava che quest’anno fosse l’anno buono per sondare più convintamente il terreno. Anche in virtù del fatto che Ainge dispone di una davvero cospicua trade exception da 28.5 milioni di dollari derivante dall’addio di Gordon Hayward. Boston avrà un anno per esercitare per esercitare l’eccezione che poi scadrà.
E’ acclarato ormai che i Celtics stiano avendo delle difficoltà in questa stagione ed al momento stanno galleggiando appena sopra la superficie dell’acqua: sono ora a 19 vittorie e 18 sconfitte. Un po’ poco per una squadra che punta come minimo la finale di Conference dopo gli scorsi playoffs e da cui ci si aspettava di più. Però forse l’ultimo mercato non è stato il migliore degli ultimi anni: se n’è andato un All-Star come Hayward e sono arrivati due come Tristan Thompson e Jeff Teague che per ora non stanno soddisfacendo appieno le aspettative.
Ci si aspettava, quindi, che Ainge mettesse mano alla TE per portare a Boston qualche nome importante. Si era parlato di Nikola Vucevic (sempre più legato ad Orlando però), Jerami Grant (molto difficile), PJ Tucker (ma altre squadre sembrano fare più sul serio) e Harrison Barnes (forse il nome più caldo da poter acquisire con la trade exception).
Tuttavia, ancora una volta, a spegnere i bollori dei tifosi ci ha pensato Danny Ainge che tranchant ha rivelato che molto probabilmente utilizzerà la trade exception in estate al termine della stagione, come riporta il Boston Globe. Fatta questa constatazione, tolti gli intoccabili, il mercato dei Celtics si può dire fermo perché c’è ben poco da scambiare. Forse può arrivare qualcosa dai buyout, ma l’impressione è che i Celtics 2020/21 siano questi al momento.
La dichiarazione di Ainge sa un po’ di resa, sinceramente. E’ evidente a tutti che ai Celtics manchi ancora qualcosa per ambire al palcoscenico delle Finali NBA (prima di tutto allungare le rotazioni qualitativamente), ma l’aria che tira attorno alla squadra di coach Brad Stevens pare quella del “non è il nostro anno, ci riproveremo il prossimo”.


1 commento
Brutta notizia.
Dopo la sconfitta punto a punto con i Nets privi ancora di Durant, è parso evidente che i Celtics al completo sono una buona squadra, ma che hanno bisogno di almeno un paio di buoni/ottimi giocatori per colmare il gap con le prime 3 ad est.
Se Ainge ci ha rinunciato per quest’anno, allora è inutile far giocare Thompson titolare, dare troppi minuti a Teague, lasciare ancora seduti Robert Williams, Aaron Nesmith, Grant Williams, Carsen Edwards….
Se anche le finali di conference restano un obbiettivo poco realistico, allora è meglio guardare al futuro, dando più fiducia e minuti ai giovani. Tanto ai playoff ci si arriva lo stesso e magari si potrebbe trovare in casa quel che si pensa di non poter ottenere fuori..
Tyler Herro se fosse stato scelto da Boston avrebbe visto il campo col binocolo e non sarebbe già un giocatore di un certo livello in NBA. .
Oppure è tutta pretattica per abbassare le pretese per gli obbiettivi che Trader Danny ha identificato?