Jimmy Butler, sponda Sacramento Kings per la trade?

di Michele Gibin
Jimmy Butler

La soluzione del giallo sulla trade Butler non è ancora arrivata. Le posizioni del giocatore, del commander in chief Tom Thibodeau e del proprietario Glen Taylor non si sono mosse di una virgola. Neanche a Media Day compiuto nella giornata di lunedì.

Ai giornalisti riuniti ieri a Minneapolis, coach Thibodeau ha ribadito che la trade Butler si farà solamente alle condizioni dei Minnesota Timberwolves, esortando di fatto le squadre interessate a mostrare l’argenteria di lusso.

La posizione del capo allenatore e President of Basketball Operations dei T-Wolves rimane quella di tenere duro, ed ottenere comunque il massimo per la franchigia di cui è primo responsabile tecnico.

Adrian Wojnarowski di ESPN ha riportato lunedì di un incontro tra Butler e Thibodeau. Incontro nel quale l’ex coach dei Chicago Bulls avrebbe tentato una volta di più di convincere Jimmy a perlomeno unirsi ai suoi compagni di squadra per il training camp.

Butler non avrebbe accolto l’appello del suo allenatore, “pregando” Thibodeau e Taylor di trovare al più presto una squadra disposta alla trade.

Tom Thibodeau si trova dunque oggi nella scomoda posizione di dover garantire la competitività – in campo e nel roster – della squadra, ed al tempo stesso di dover soddisfare le esigenze del proprio datore di lavoro.

Trade Butler, la sponda dei Kings come possibile via d’uscita

Glen Taylor ha esortato il duo Thibodeau-Layden ha trovare al più presto una soluzione che eviti ai Timberwolves di perdere Butler per niente la prossima estate.

La trade Butler risulta difficoltosa per almeno due motivi differenti.

Sebbene le squadre interessate ad un giocatore tra i primi 10-15 nella NBA non manchino, l’incombente free agency di Butler scoraggia le stesse a sbilanciarsi troppo, a tutto danno dei Timberwolves. Per Butler, Thibodeau accetterebbe solo la giusta combinazione di buoni giocatori, contratti in scadenza ed asset futuri.

Gorgui Dieng verrà probabilmente incluso nella trade Butler

Come condizione sine qua non, Minnesota avrebbe preteso l’inclusione di Gorgui Dieng nell’affare. Il lungo senegalese è titolare di un contratto da 4 anni e 64 milioni di dollari complessivi, valido per ancora tre anni.

Trovare una squadra disposta ad assorbire un contratto tanto oneroso può non essere impresa facile.

La “situazione Dieng” rende quasi inevitabile l’inclusione nella trade Butler di una terza squadra.

Un team che funga da facilitatore ed accetti di accollarsi il contratto del lungo ex Louisville, in cambio di scelte e flessibilità salariale.

Al momento, come riportato da Adrian Wojnarowski e Zach Lowe di ESPN, c’è una sola squadra in grado ricoprire tale ruolo.

I Sacramento Kings sono l’unica squadra con spazio salariale (circa 11 milioni di dollari), e contratti in scadenza da includere in un’eventuale trade.

I Kings potrebbero “venire incontro” a Minnesota, offrendo alle controparti i contratti in prossima scadenza di Zach Randolph (11.6 milioni), Iman Shumpert (11 milioni) o Kosta Koufos (8.7 milioni).

Sacramento sarà senza prima scelta al prossimo draft NBA. Qualunque squadra che, in cambio di qualche contratto pesante da parcheggiare in California, offrisse la propria prima scelta, sarebbe per il front office dei Kings ben accetta.

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