Era il 7 Maggio del 2013 quando il proprietario dei Suns, Robert Sarver scelse, tra un pò di scetticismo, Ryan McDonough come nuovo General Manager della franchigia dell’Arizona. Con l’ingresso del giovane dirigente, temprato nientedimeno che da Danny Ainge, e del nuovo Head Coach Jeff Hornacek si è voluto iniziare il restyling della franchigia sia dal punto di vista tecnico che del marketing.
Il restyling societario dei Suns iniziò a fare il suo corso, quello tecnico un pò meno tant’è che lo stesso McDonough finì nell’occhio del ciclone per la gestione di alcune spinose situazioni come il tardivo rinnovo di Eric Bledsoe, il malumore dei fratelli Dragic, Isaiah Thomas che chiedeva più spazio e la mancanza di esperienza e alternative sotto la plance.
L’appeal mediatico della franchigia dell’Arizona lo conosciamo, non è di certo la meta più ambita per i Free Agents di primissima fascia ma imparando dai propri errori il front office decise di tentare di raddrizzare il tiro alimentando le ultime frenetiche ore prima della trade deadline dello scorso febbraio.
Ai Suns arrivarono, tra gli altri, Brandon Knight e il suo contratto in scadenza, Danny Granger e l’utopica speranza di farlo tornare il giocatore che era ed infine Brandan Wright per dare man forte al reparto lunghi rimasto orfane anche di Miles Plumlee e con il solo Alex Len in rampa di lancio ma costretto a convivere sempre con degli infortuni dopo l’anno da rookie praticamente da dimenticare.
Pronti….. Via! Nuove contestazioni rivolte al front office dei Suns con McDonough chiamato al banco degli imputati dopo aver definitivamente abbandonato il progetto del “Triplo Play” e parallelamente anche la Regular Season dopo che la squadra, tra alti e bassi, orbitava in zona ottavo posto, onestamente più per gli infortuni patiti dalle altre franchigie (Pelicans e Thunder) che per meriti in sè dei Suns.
Morale della favola, stagione chiusa con un deludente 39W-43L che tradotto significa decimo posto nella Western Conference e ovviamente niente PlayOffs per il quinto anno consecutivo.
Ricatapultati nuovamente in Lottery i Suns otterranno la tredicesima scelta assoluta da spendere presumibilmente per un lungo o per il miglior giocatore disponibile. Sfumati gli obiettivi Kaminsky e Turner il roster dei Suns ha visto l’upgrade di Devin Booker, giovanissima shooting guard (il più giovane giocatore a rendersi eleggibile nell’ ultimo Draft) in uscita da Kentucky.
Arriviamo a circa una settimana fa e, con l’imminente apertura del mercato, McDonough ha detto che la franchigia sarebbe stata molto attiva e aggressiva. Dopo quasi due anni di adattamento al nuovo ruolo filnalmente il GM dei Suns non ha deluso le aspettative e in men che non si dica ha rifirmato Brandon Knight con un quinquennale da 70 milioni complessivi, contratto onestissimo dato l’aumento del cap nei prossimi anni.
Un fulmine a ciel sereno, una trattativa-lampo ed ecco pronto il quadriennale da 52 milioni per Tyson Chandler a cui viene affidato il compito di portare energia ma soprattutto esperienza e malizia nel pitturato e fare da mentore al giovane Alex Len senza caricare di troppe responsabilità il big man ucraino.
Ma le soprese non finiscono di certo qui perchè l’obiettivo numero uno dichiarato dalla dirigenza è LaMarcus Aldridge, in uscita da Portland dopo nove anni nei Blazers. La dirigenza ha fatto di tutto per cercare di accaparrarsi le prestazioni di una delle ali grandi più forti della lega attualmente, iniziando con il presentarsi al meeting con il neo-acquisto Chandler, oltre che Bledsoe, Knight, GM, Head Coach e anche Earl Watson (neo assistente di casa Suns e grande amico di Aldridge) e finendo con il tradare Marcus Morris, Danny Granger e Reggie Bullock con Detroit in cambio di una seconda scelta del Draft 2020 per liberare lo spazio salariale necessario. Nonostante tutti questi sforzi, l’esito purtroppo è stato negativo in quanto Aldridge, pur prendendo in seria considerazione l’offerta dei Suns ha deciso di firmare un quadriennale con gli Spurs di Gregg Popovich.
Secondo quanto riportato da Paul Coro di AZCentral la dirigenza non si è lasciata abbattere da queste ultime vicissitudini negative anzi è alla ricerca di giocatori in grado di portare un upgrade sia nel tiro che nel pitturato, esperienza e anche un terzo play di riserva.
Come Ala Grande si fanno i nomi di Jordan Hill, Darrel Arthur o la suggestiva ipotesi di un rilancio del nostro italianissimo Andrea Bargnagni che andrebbe a rilevare lo stesso ruolo che ebbe Channing Frye qualche anno fa.
Sempre secondo Coro, i Suns stanno anche monitorando la situazione di Rasual Butler, Dorell Wright e Luc Richard Mbah a Moute mentre come play di riserva il ritorno di Ish Smith o un giocatore europeo.
Attualmente il roster è ben bilanciato con 11 giocatori sotto contratto:
- PLAYMAKER: Eric Bledsoe – Brandon Knight
- GUARDIA: Archie Goodwin – Devin Booker – Jarel McNeal (contratto non garantito)
- ALA PICCOLA: P.J. Tucker – T.J. Warren
- ALA GRANDE: Markieff Morris – Jon Leuer
- CENTRO: Tyson Chandler – Alex Len
Molto probabilmente qualcuno dei giocatori già citati sposerà la causa Suns anche se McDonough, che si è fatto perdonare le ultime contestabili scelte dei mesi scorsi, dovrà gestire anche il malumore di Markieff Morris che non ha per niente preso bene la scelta societaria di tradare il gemello e, secondo Jordan Schultz, la dirigenza sta seriamente prendendo in considerazione l’idea di cederlo anche per divergenze tecniche con Hornacek. Ricordiamo che Morris ha firmato lo scorso anno un’estensione contrattuale da 8 milioni a stagione e potrebbe avere tanto mercato.
Vedremo come si evolverà anche quest’ulteriore situazione ma l’importante è che la dirigenza, dopo cinque anni di limbo, vuole riemergere con un nuovo progetto tecnico per riportare i Suns al posto che meritano.
Per NBA Passion,
Antonio Cannizzaro (AntonioCan22 )



