Non è la prima volta che essere eletti per primi al Draft NBA comporti quasi che una maledizione si abbatta su chi è investito di tale privilegio. È ormai da mesi che parliamo di un vero caso Markelle Fultz, il 19enne reduce da grandi imprese con Washington al college, poi draftato come prima scelta 2017-18 dai Philadelphia 76ers. Ma per chi si aspettava di vedere Fultz in azione a ravvivare il frontcourt dei Sixers, la delusione e l’amarezza hanno fatto finora da padrone, per via di un davvero fastidioso (e misterioso) infortunio alla spalla che il povero Fultz e la dirigenza di Philly non sempre hanno saputo prendere come dovevano.
Sì, perché se parliamo proprio di “caso Markelle Fultz”, probabilmente la colpa è in primis dei Sixers. Il ragazzo ha un dolore alla spalla che si porta dietro da prima del draft stesso, che gli comporta una difficile sopportazione di questa condizione fisica specialmente in occasione dell’esecuzione del suo jump shot. Dettaglio non da poco, dato che Fultz è approdato in NBA proprio come un ottimo tiratore. Ma lo staff dei 76ers ha appoggiato (o consigliato?) il giocatore nella scelta di lavorare su una nuova tecnica di tiro che gli evitasse di sentire dolore, con risultati però prevedibilmente insoddisfacenti: una meccanica davvero inguardabile e percentuali di successo irrisorie.
Il caso Markelle Fultz ha preso allora un’altra piega, con il rookie mandato allo Shoulder Center della Lexington Clinic in Kentucky, per essere esaminato e curato con tecniche riabilitative specialistiche. Adesso, Fultz è tornato a Philadelphia, si è già allenato con la squadra ma è ancora considerato indisponibile. “Siamo semplicemente contenti di riaverlo”, ha risposto telegrafico coach Brett Brown a Jessica Camerato di NBC. Siamo forse alla soluzione del caso, con l’ultimo comunicato dei Sixers, risalente al 19 novembre, che recita “rivalutazione entro 2-3 settimane”, ovvero proprio nel periodo in cui stiamo scrivendo. Markelle Fultz sta scalpitando, noi per vederlo giocare al suo meglio anche.

