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A che punto sono i nuovi Cleveland Cavaliers?

Pronti o no, stanno arrivando i playoff e i Cavs dovranno velocizzare il processo di crescita.

A che punto sono i nuovi Cleveland Cavaliers? Dopo la rivoluzione compiuta il giorno della trade deadline sembrava mettersi tutto per il verso giusto a Cleveland, le vittorie contro Thunder e Celtics erano però soltanto l’inizio di un nuovo corso che attualmente vede un record di 6 vinte e 4 perse. L’attacco continua a macinare numeri interessanti (110.0 quinto miglior offensive rating della lega) mentre la difesa non è migliorata poi tanto, 109.5 defensive rating 28esimo in NBA. Coach Tyronn Lue sta lavorando sulla difesa di squadra, sulle rotazioni e su nuovi schemi di gioco, il tutto tenendo conto del rientro futuro di Kevin Love.

Cleveland Cavaliers una nuova era alle porte?

Inizialmente il quintetto post deadline era: George Hill, J.R. Smith, Cedi Osman, LeBron James, e Tristan Thompson, salvo poi preferire il seguente: Hill, JR, Hood, LBJ e Larry Nance. La scelta di puntare sull’ex Laker come titolare deriva da molteplici fattori: Thompson in questa stagione è stato l’ombra di se stesso e Nance è un giocatore migliore a rimbalzo, nessuno dei due è un rim protector notevole e dunque il diverso peso offensivo fa la differenza. In attacco sa passare meglio la palla di TT, tira dal mid-range solidamente, ha molto più dinamismo, può anche condurre transizioni e si trova bene con il Re. Nei 127 minuti giocati insieme il net rating recita +22.

 

Tra Osman e Hood non cambia molto invece, giustamente Lue sta facendo delle prove per capire chi dei due può avere più minuti in ottica playoff. Comunque Hood è un ottimo passatore verso i taglianti, sa giocare di squadra e può mettere in ritmo compagni sia dello starting five sia della second unit. L’ex Jazz nelle prime 9 uscite in maglia Cavs, viaggia a 10.8 punti, 3 rimbalzi, 1.7 assist e 0.7 rubate in 27 minuti di media a partita. Jordan Clarkson dalla panchina può ritagliarsi un ruolo determinante nonostante tenga ancora troppo ferma la palla e tiri poco da 3 punti. Come ball handler secondario è il più credibile del roster, sa crearsi tiri dal palleggio e dal niente, in catch and shoot sta crescendo e con i metri di spazio che sa regalare il prescelto può davvero dire la sua. In più nella nuova generazione di Lakers era uno dei preferiti del Black Mamba, il quale ne riconosceva doti mentali importanti, questo aspetto potrebbe condividirlo il King e averlo dalla sua parte mi sembra di poter dire sia utile (chiedere a Thomas per conferme).

 

Cleveland Cavalies: Lue o LeBron chi è l’allenatore?

Coach Lue spesso viene visto come uno scagnozzo al giogo di LeBron senza arte nè parte, quando in realtà molto spesso si è rivelato come un ottimo allenatore. Non è un maestro di tattica cestistica, però è uno stratega notevole, in grado di fare del “problem solving” di alto livello. Nel 2015 da assistant coach alle Finals fu importantissimo nel creare una squadra con un minimo di senso da consegnare al 23 per provare a scombinare i piani degli Warriors; nelle finals 2016 ha fatto fronte all’infortunio di Love aiutando i suoi a conquistare l’anello con le stesse armi di Golden State, accettare cambi su tutto, aprire il campo e giocare small ball. Nelle prime uscite dei nuovi Cavs si sono visti schemi interessanti come quello mostrato qui sotto contro i Celtics.

Kevin Love Cavaliers
Che posto avrà Love nei nuovi Cleveland Cavaliers?

Nei 3 schemi consecutivi contro i Celtics si può notare l’abilità nell’eseguire dei Cavs in attacco, l’intelligenza nel perseguire una giusta chiamata e la sintonia Nance-James, il figlio d’arte gioca per la squadra e risulta concreto ai fini del risultato.

Il ritorno di Love è il vero punto di domanda pendente su Cleveland attualmente. L’ex UCLA ha recentemente scritto per The Players Tribune un articolo dove racconta le sue problematiche extra cestistiche, molto interessante. Difficilmente lo rivedremo in quintetto come “centro”, avere lui come protezione ultima sotto al ferro insieme a difensori di basso livello non è gestibile.

Una stagione fatta di alti e bassi, con i playoff che incombono e tante incertezze sul suo ruolo. JR dovrà dimostrare di essere ancora un grande giocatore, altrimenti ci sarà tanta panchina per lui.

La sfida per coach Lue sarà quella di reinserire Kevin in un contesto nuovo e fortemente diverso; ad esempio la coabitazione con Nance sembra possibile, ma significherebbe vedere uno tra Hood e JR fuori e un Thompson relegato sempre di più ai margini.

Cleveland lotterà fino alla fine della regular per entrare nelle prime 4 posizioni e avere il fattore campo al primo turno, per poi lottarsi la Eastern Conference, e chissà se anche le Finals, con pochissimo tempo a disposizione per trovare la quadra delle rotazioni e della chemistry. James sta disputando l’ennesima stagione da MVP ed è pronto a sobbarcarsi tutto il peso della squadra sulle sue spalle, un po’ come nel 2015 dove giocarono con un roster non così competitivo (per usare un eufemismo) e se ciò basterà questa volta, ce lo dirà soltanto il tempo. Intanto LBJ ha buttato acqua sul fuoco dicendo: “Non siamo ancora al meglio, non ci siamo. Non solo i ragazzi che sono arrivati alla trade deadline devono amalgamarsi bene con i vecchi compagni, finita la fase di euforia generale, ma tutti noi possiamo e dobbiamo fare meglio. Stiamo ancora lavorando per questo, stiamo ancora lavorando per trovare una soluzione vincente.”

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