Ogni anno gli Houston Rockets scoprono nuovi talenti e giocatori che si rendono più che utili alla causa nonostante spesso e volentieri siano reduci da annate sottotono e complicate. Nella scorsa stagione toccò a Gerald Green, in quella attualmente in corso è il turno di Danuel House.
Classe ‘93 e nativo proprio di Houston, al pari del sopracitato Green, House è stato messo sotto contratto dai Rockets sul finire di novembre, dopo che in estate si era messo in bella mostra alla Summer League di Las Vegas con la maglia dei Razzi.
Nell’inizio di stagione tutt’altro che positivo dei Rockets, House ha avuto modo di ritagliarsi uno spazio importante in uscita dalla panchina, anche e soprattutto in virtù degli infortuni che hanno privato Houston di alcune pedine importanti, riuscendo a farsi valere e a dire la sua.
Una bella sorpresa per la franchigia texana e non solo, dato che House non era riuscito a imporsi nelle precedenti esperienze con Washington Wizards e Phoenix Suns. Nella sua città natale, il prodotto dei Texas Longhorns sta viaggiando a medie di 7.9 punti, 3.4 rimbalzi, 0.8 assist e 0.5 palle recuperate col 46% al tiro e il 32% da dietro l’arco in 22.4’ a gara in 17 presenze.
Nelle ultime quattro partite, inoltre, House è partito in quintetto, non sfigurando affatto. Per lui, infatti, 4 punti, 3 rimbalzi e un assist col 50% dal campo (2/4) nel derby con i San Antonio Spurs e 9 punti, 4 rimbalzi, 2 assist, una palla recuperata e una stoppata col 50% al tiro (3/6 dal campo e 2/4 da tre) nel Christmas Game contro gli Oklahoma City Thunder.
Da segnalare anche i 7 punti, 8 rimbalzi, 2 assist, un recupero e una stoppata col 60% dal campo (3/5) e il 33% da dietro l’arco (1/3) messi a referto contro i Boston Celtics e il season-high di 15 punti con 4 rimbalzi, un assist, una steal, il 62.5% al tiro (5/8) e il 60% dalla lunga distanza (3/5) contro i New Orleans Pelicans.
Danuel House, una scommessa vincente

Danuel House jr., da oggetto del mistero ad affidabile risorsa per gli Houston Rockets.
House dà un grande apporto alla causa su entrambi i lati del campo e si è inserito a meraviglia e, soprattutto, in pochissimo tempo in un sistema di gioco già collaudato, sfruttando alla grande le occasioni che via via D’Antoni gli ha concesso in questa prima parte di regular season.
Grazie a uno spirito di abnegazione e sacrificio da applausi, il 25enne ha trovato il modo di riottenere un contratto con gli Houston Rockets, i quali lo avevano tagliato a inizio dicembre, e di accumulare sempre più minuti, divenendo una presenza fissa nelle rotazioni di coach D’Antoni e una garanzia anche nel quintetto titolare.
Proprio Mike D’Antoni è l’uomo chiave nell’esplosione di House, colui che ha dato fiducia a un giocatore che non era riuscito a imporsi in NBA tra Wizards e Suns e non aveva convinto nemmeno i Golden State Warriors campioni in carica, con cui aveva strappato un accordo la scorsa estate, prima di tornare in quel di Houston.
Grazie all’ex allenatore di Phoenix Suns, New York Knicks e Los Angeles Lakers, infatti, House ha trovato la propria collocazione in una delle squadre più forti e competitive della lega e la sua carriera ha finalmente preso la svolta che tardava ad arrivare. Giovane, atletico, volenteroso e caparbio, il classe ‘93 ora non intende porre limiti alla sua emozionante ascesa.

