Westbrook-MVP-Dwight Howard-rimonta OKC-Westbrook Paul George

Gli Oklahoma City Thunder sono attualmente la seconda forza ad Ovest con un record di 25-14. La squadra di Billy Donovan sta sorprendendo molti addetti ai lavori, non solo per la continuità che stanno mettendo in mostra vari giocatori di OKC, ma anche per un’inversione di marcia rispetto alla passata stagione nella quale Westbrook & co. hanno deluso di gran lunga le aspettative.

Quest’anno, a livello di performance non è più la guardia Russel Westbrook (che rimane pur sempre il leader emotivo) a guidare il team di The City. Fresco di un maxi contract da 137 milioni di dollari, Paul George avverte maggior fiducia attorno a lui e ciò si palesa nell’egregia pallacanestro che sta mettendo in mostra il californiano. Alzando l’intensità e migliorando le proprie prestazioni, il numero 13 sta trascinando in una spirale positiva l’intero team.

Paul George
Paul George & Russel Westbrook

“Penso che faticherete a trovare un giocatore che stia facendo meglio di lui al momento” ha di recente affermato l’head coach Billy Donovan. Non solo l’allenatore, ma bensì l’intera organizzazione sostiene il numero 13. Quella appena trascorsa è stata una stagione di ambientamento per PG: nuova piazza, nuovi compagni, nuova dirigenza, nuovo staff tecnico e medico. La decisione di rimanere ad OKC ha rafforzato il suo rapporto con questi agenti che lo attorniano. E’ felice e si sente apprezzato: quale miglior contesto per rendere al suo meglio?

PAUL GEORGE: CIFRE ALLA MANO

L’ala può attualmente vantare massimi in carriera su quasi ogni rilevazione di performance: punti (26.8), rimbalzi (8), recuperi (2.2), assist (4) e stoppate (0.6), nonché EFG (Effective Field Goal) (53.4%). “Per adesso penso sia la mia stagione migliore. L’esperienza e il non avere sulle spalle tutto il peso dell’attacco aiutano sicuramente”, dice PG in un’intervista rilasciata ad ESPN.

La fiducia che George sta sentendo si può facilmente accertare nella continua ricerca del tiro fuori dall’arco (8.7 tiri a partita, ben 1.1 tiri in più rispetto alla passata stagione). Nonostante egli stia tirando molto di più da tre punti, le sue percentuali rimangono quasi invariate (addirittura +1.2% mettendole a confronto con la sua intera carriera).

 Ultimo match contro i Blazers: primo tiro e primo regalo dai 7.25 per PG

Il peso dell’attacco è invece diviso tra lui e l’altra stella di OKC, Russel Westbrook. Lo USG% di Paul George si attesta a 28.5, mentre Russel è ancora in testa a 30.4. Tuttavia, quando entrambi sono in campo, su 36 minuti di gioco PG prende più tiri, addossandosi più responsabilità, pur per volontà dello stesso numero 0. Quest’ultimo è il compagno perfetto per una star del calibro di Paul George, d’altronde lo aveva già messo in mostra nelle stagioni in cui ha convissuto con il miglior attaccante della lega, Kevin Durant.

Anche prendendo in considerazione i tiri nel clutch time, risulta evidente che la partnership tra i due si stia sempre di più consolidando. Nella passata stagione, il play ha preso il 45% dei tiri durante gli ultimi 10 minuti , e PG il 16%. Adesso Westbrook prende il 36.7% e George il 29.4% di questa tipologia di tiri. La leadership ad OKC non appartiene più dunque a mister triple double, vi è bensì un nuovo duumvirato in Oklahoma in grado di sostenere ritmi sempre più elevati nell’arco dei 48 minuti.

It’s clutch time: Paul George time!

DIFESA

La National Basketball Association abbonda oggigiorno di small forward di livello disumano. Citando unicamente i nomi di Kevin Durant, LeBron James o Kawhi Leonard, ne raffrontiamo una palese testimonianza. Non si può escludere in questa élite di giocatori l’ex ala dei Pacers, che, in quanto two-way player, rappresenta una delle prime pedine che ogni GM vorrebbe avere nel proprio scacchiere. E’ un 3&D mascherato da star. Troviamo tra le prime voci del suo vasto repertorio, difatti, la versatilità difensiva. Paul George può vantare infatti del nono miglior defensive rating della lega, ciò che fa di lui un serio candidato per il Defensive Player Of The Year.

Paul George
Paul George in marcatura su Steph Curry

E come già detto, un leader si sente anche per la sua presenza. Fino alla passata stagione, Westbrook non aveva mai fatto parte del miglior quintetto difensivo. Quest’anno il copione può cambiare trama, grazie all’influenza e agli stimoli innestati da PG. Attualmente, nessuno recupera più palloni di questo duo: il play è primo (2.6 recuperi a partita), l’ala il secondo (2.2) tra i migliori stealers della Lega. Se alle due stelle vi si aggiunge l’atletismo e la capacità di difendere su ogni attaccante di Grant e Adams, l’equazione porta ad un unico risultato: OKC miglior difesa della lega. In una pallacanestro che vede hand-off e pick and roll come scelte primarie nei playbooks dei coach NBA, le armi a disposizione di coach Donovan sono di un’importanza sostanziale al fine di contenere le manovre offensive avversarie, ad oggi sempre più produttive.

ATTACCO

Mantenere una difesa di questo livello, con le sue capacità offensive, è peculiarità inconsueta nell’odierno scenario della pallacanestro americana. Effettivamente, non vi è qualità che il numero 13 non possa vantare nel proprio assortimento cestistico. Le sue incursioni sul pitturato sono lancinanti per le difese avversarie, in quanto egli dispone di una straordinaria tecnica che gli permette di districarsi facilmente dal suo diretto difensore. L’imponente fisicità gli consente invece di mettere a segno canestri sotto marcature asfissianti. Le conclusioni variano dunque da tiri dal midrange ad appoggi rocamboleschi nel pitturato avversario. Ciò lo rende un attaccante verosimilmente immarcabile.

 

Non bisogna omettere indubbiamente il suo eccelso atletismo: ha partecipato per ben 2 volte allo Slam Dunk Contest e in campo aperto i difensori preferiscono fermarsi piuttosto che venire posterizzati.

Dare un’occhiata a questa…

 

…o a quest’altra

Da aggiungere nel background di Paul George vi sono una sconfinata classe ed un’eminente capacità di saper giocare per e all’interno di un sistema, e non viceversa conformare una struttura attorno alla propria legacy (ogni riferimento a Lebron è puramente casuale). Questa è il movente primordiale che ha spinto il front office dei Thunder a puntare su di lui nella scorsa finestra estiva. Sam Presti ha creduto in PG e quest’ultimo ha sposato il loro progetto a lungo termine, incoraggiato da un roster elettrizzante che combina giovani promesse a giocatori solidi o in cerca di riscatto. Il matrimonio in Oklahoma sta avendo successo e se la fiducia andrà perfezionandosi progressivamente, The Cinderella City potrà ottenere molteplici soddisfazioni, persino nel breve periodo.

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