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Chi è DeMar DeRozan? Un supereroe poco super

di Daniele Guadagno
Chi è DeMar DeRozan

 Non importa quanto possiamo sembrare indistruttibili… siamo esseri umani, alla fine. Ma talvolta i sentimenti ci prendono la mano, ci affliggono specie quando tutto il mondo ci sta addosso.

Basterebbero queste parole per capire chi è DeMar DeRozan. Ilgiocatore dei San Antonio Spurs divenne celebre dopo aver rilasciato un’intervista – era il 2018 – in cui ha dichiarava di soffire di depressione e di lottare tutti i giorni con le sue emozioni. Le sue bellissime parole hanno incoraggiato nel tempo molti altri giocatori, che soffrono dello stesso male (tra cui Kevin Love), a manifestare pubblicamente le loro difficoltà. Non chiamateli supereroi. Per quanto infatti possano sembrare onnipotenti sul campo, in realtà sono esseri umani tali e quali a noi.

Chi è DeMar DeRozan? La storia personale

La storia di DeRozan ha inizio a Compton, una contea losangelina nota per lo spaccio e l’alto tasso di criminalità. La madre Diane viene colpita da una rara malattia che in pochissimo tempo le toglie la vita, lasciando cosi orfano il figlio di due anni. DeRozan non accetta il lutto, cresce schivo e introverso nei confronti degli altri, diffidente verso ogni relazione extra-familiare. Questo atteggiamento comporta l’alienazione dei suoi compagni e perfino dei suoi stessi professori.

L’unica valvola di sfogo è rappresentata da una palla a spicchi, l’unica amica, con cui trascorre tutti i pomeriggi al campetto vicino casa. Il ragazzo ha talento, lo sanno tutti, anche il padre che lo iscrive alla squadra liceale di Compton. DeRozan guida la sua compagine alla vittoria finale del torneo e inizia a farsi notare per le strade della contea: per tutti è diventato un beniamino, le gang addirittura non osano sfioralo in segno di rispetto. La fama lo ha reso un intoccabile.

Primo step: University of Southern California

La scelta collegiale ricade su USC, università che ha lanciato nella NBA gente del calibro di Taj Gibson e Nikola Vucevic. DeMar gioca tutte le 35 partite di regular season, chiude per 28 volte in doppia cifra e stabilisce un nuovo record di doppie-doppie realizzate nella storia dell’USC. I suoi Trojans si qualificano al torneo NCAA dove però vengono eliminati al secondo turno da Michigan State. Poco importa, perché DeRozan ha ormai preso consapevolezza dei propri mezzi tecnici e si sente pronto ad approdare nella lega dei grandi.

Chi è DeMar DeRozan?

Lo sbarco nella lega: il draft 2009

Si dichiara infatti eleggibile al draft 2009. I New York Knicks lo scartano preferendogli Jordan HIll, e cosi i Toronto Raptors lo selezionano alla nona scelta assoluta. Tra le All-Star di oggi scelte quella notte figurano anche Steph Curry, Blake Griffin (prima scelta assoluta), James Harden e Jrue Holiday. Unica pecca, la decisione dei Memphis Grizllies di sfruttare la seconda pick per chiamare Hasheem Thabeet, lungo tanto alto quanto carente sul piano tecnico-tattico.

Chi è DeMar DeRozan (per il momento) sul parquet

Gli inizi non sono dei migliori. DeMar fatica molto sul piano tecnico non essendo munito di un valido jumper, e l’unica fonte di notizia sono le sue mirabolanti schiacciate che riempiono gli highlights serali. La stagione 2012\13 segna però un punto di svolta: Il numero 10 dei Raptors inizia a segnare con maggiore frequenza e da diverse posizioni sul campo, anche se il tiro da 3 necessita ancora di molto lavoro. A gennaio realizza il suo primo quarantello contro i Dallas Mavericks e a febbraio ne rifila 36, con 12 assist, agli Utah Jazz. Guida Toronto ai playoffs per la prima volta dal 2008 e, malgrado l’eliminazione al primo turno contro i Nets, diventa il primo giocatore dai tempi di Vince Carter a segnare almeno 30 punti in più gare di post-season.

La stagione successiva si rivela la fotocopia di quella precedente: discreta regular season, approdo ai playoffs ed eliminazione al primo turno, stavolta contro gli Washigton Wizards con un perentorio 4-0. I Raptors sono stanchi di perdere e DeRozan più di tutti. Dopo un’estate trascorsa in piena crisi d’identità, Toronto torna sul campo più agguerrita che mai. 12-2 nel primo mese, miglior partenza nella storia della franchigia. Demar DeRozan e Kyle Lowry per la prima volta in carriera giocano con e per la squadra, contribuendo sia nella metà campo offensiva sia su quella difensiva. In post-season, dopo aver superato la maledizione del primo turno, approdano alle finali di conference dove però non possono nulla contro i Cleveland Cavaliers di LeBron James. notevole fu la prestazione di DeRozan da 32 punti in gara 4 che riportò per l’ultima volta in parità la serie. La dirigenza decide di nominarlo franchise player offrendogli un ricco contratto da 139 milioni di dollari dalla durata quinquiennale. DeRozan dimostra la sua gratitudine sul campo, diventando il primo giocatore NBA dai tempi di Micheal Jordan a mettere a referto almeno 30 punti nelle prime 5 gare di una regular season e il miglior realizzatore nella storia della franchigia davanti a Chris Bosh.

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DeMar DeRozan sui social

Ancora una volta però il destino di Toronto si scontra con quello di LeBron e, ancora una volta, “The Chosen One” ha la meglio; i Cavs “sweppano” i canadesi alle semifinali di conference. Durante la off-season DeRozan lavora duramente sul tiro da tre punti apportando notevoli migliorie. Nelle prime gare di stagione segna in media 2 triple a partita e il 21 dicembre registra il suo carrer-high con 6 triple su 9 tentativi. Viaggia in regular season a 23 punti, 3.9 rimbalzi e 5.5 assist, tirando con il 48% dal campo. Toronto chiude al primo posto della Eastern Conference, ma dopo aver surclassato gli Wizards incontra ancora LeBron. Cambiano gli addenti ma non il risultato; 4-0 per i Cavaliers, i Raptors per l’ennesima volta fuori dalla corsa al titolo. La recente free agency ha portato in dote il trasferimento di James a Los Angeles per la gioia di tutti i tifosi Raptors. Ma proprio quando il suo fantasma sembrava essersi dileguato, le strade di DeMar e di Toronto si separano. Il numero 10 viene ceduto ai San Antonio Spurs nell’affare Kawhi Leonard.

Agli Spurs DeRozan fa “coppia” con un altro All-Star, LaMarcus Aldridge, e assieme riescono nell’impresa di accompagnare la transizione di San Antonio tenendo la squadra competitiva. Al suo primo anno, il 2018\19, arrivano i playoffs e una gara 7 persa a Denver contro i Nuggets al primo turno, DeRozan chiude l’ennesima stagione solida in una squadra da playoffs. Le cose vanno meno bene nel 2019\20, gli Spurs sono meno competitivi e la striscia di 22 apparizioni consecutive ai playoffs NBA si chiude. DeMar non fa certo mancare il suo contributo di qualità con una stagione da oltre 20 punti, 5 assist e 5 rimbalzi nonostante le voci di mercato che tornano ad alzarsi sul suo conto. Non si concretizzeranno.

Oltre ad essere un talentuoso cestista, DeMar DeRozan è padre di due figli, Diar (nato nel 2015) e Mari (nata nel 2016), avuti con ‘ex compagna Kiara Morrison. La tragedia della madre lo ha segnato al punto da renderlo oggi il più grande esponente della campagna contro le malattie rare, contribuendo con cospicue donazioni annuali ad associazioni cme Lupus Canada.

Caratteristiche tecniche

Un tempo DeRozan era considerato un ottimo atleta caparbio in difesa ma discontinuo in attacco. Nelle prime 7 stagioni NBA non ha mai superato il 33% da oltre l’arco e si è sempre limitato ad attaccare il ferro, schiacciando, ad onor del vero, spesso in testa ai suoi avversari. Ma nella lega moderna, dove il tiro è diventato un must per i centri, (figuriamoci per gli esterni) non basta saper saltare per finire nell’olimpo del basket.

DeMar ha lavorato duramente in palestra per colmare le sue lacune fino ad arrivare al 33.8% della stagione 2015\16, per poi però scendere ancora. Il mid-range jumper rimane la sua soluzione prediletta, specialmente dopo aver ricevuto un blocco dal compagno. Il suo talento viene poi messo in risalto anche nelle situazioni di post-up, in cui non sono molti a potersi opporre con la stessa forza ed agilità con cui arriva al ferro o tira dal palleggio. DeRozan è inoltre più alto rispetto ai pari ruolo, ciò lo facilita nel gioco in post che spesso chiude con un fade away di Jordaniana memoria. Tende a perdere molti palloni e a giocare troppo in isolamento, ma a San Antonio è riuscito ad aumentare il suo numero di assist e a giocare più in funzione del collettivo.

Ecco chi è DeMar DeRozan

Caratteristiche fisiche

Chi è DeMar DeRozan? sicuramente un grande atleta munito di un fisico possente con cui spesso e volentieri schiaccia a canestro. Le sue gambe da centometrista gli consentono salti di notevole altezza e non è un caso che abbia partecipato a tre slam dunk contest consecutivi durante le sue prime stagioni NBA.

Fisico ai raggi x

  • Altezza: 2.01 metri
  • Peso: 100 chilogrammi

Palmarés

La carriera di DeRozan non è stata certo costellata di successi, almeno non ancora. La sua bacheca, sprovvista di anelli, conserva comunque qualche soddisfazione personale.

  • Una volta inserito nel secondo quintetto NBA
  • Una volta inserito nel terzo quintetto NBA
  • 4 volte nominato NBA All-Star

Career High

Chi è DeMar DeRozan? Forse i suoi massimi in carriera possono renderci l’idea.

  • Massimo di punti: 52 vs Milwaukee Bucks (1 gennaio 2018)
  • Massimo di rimbalzi: 14 vs Miami Heat e Toronto Raptors (7 novembre 2018, 3 gennaio 2019)
  • Massimo di assist: 14 vs Los Angeles Lakers (22 ottobre 2018)
  • Massimo di stoppate: 6 vs Atlanta Hawks (29 ottobre 2014
  • Massimo di rubate: 4 vs Sacramento Kings (5 dicembre 2012)

Quanto guadagna DeMar DeRozan?

DeRozan è all’ultimo anno di un contratto quinquennale da 139 milioni di dollari firmato coi Raptors nel 2016, sarà free agent nel 2021, quuest’anno il suo contratto gli frutterà 27.7 milioni. In carriera e solo grazie ai contratti NBA ha guadagnato oltre 174 milioni di dollari.

Quindi chi è DeMar DeRozan? Una superstar NBA ma prima di tutto un uomo semplice che ha avuto il coraggio di palesare le sue personali difficoltà al mondo intero senza paura di incorrere in sconcertanti giudizi. Soldi e fama dovrebbero essere apparentemente la ricetta della felicità, ma non è sempre cosi. DeRozan ce lo ha dimostrato.

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