Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsCaso NCAA, nuovo piano NBA per i giovani: “Cambieremo rapporto coi liceali”

Caso NCAA, nuovo piano NBA per i giovani: “Cambieremo rapporto coi liceali”

di Claudio Zagara
nba torneo metà stagione

Le ultime notizie sul college basketball hanno alzato un polverone che, si dice nell’ambiente, da anni giaceva semplicemente nascosto sotto al tappeto. Giocatori, allenatori e membri della stampa hanno contribuito affinché montasse un vero caso NCAA. Al centro della disputa due aspetti: la corruzione, sulla quale sta indagando l’FBI, e lo sfuttamento tacito dell’attività non retribuita dei giocatori, sulla quale è stato costruito un impero. Per questi motivi Adam Silver e le alte sfere NBA si sono sentiti in dovere di intervenire, annunciando di essere già al lavoro su un piano che cercherà di mettere alle corde la tappa obbligata del college.

 

One-and-done e altre sfide. Caso NCAA pretesto per dare una svolta

L’attuale regolamento NBA prevede che per essere eleggibili per la lega i giocatori debbano avere un minimo di 19 anni, o che sia trascorso almeno un anno dal diploma del liceo. Questa regola però, la cosiddetta one-and-done rule introdotta nel 2005 dal precedente commissioner David Stern, è sempre stata un cruccio di Adam Silver. “Siamo interessati a cambiare la relazione che abbiamo con i giocatori prima che raggiungano l’NBA”, ha dichiarato un alto funzionario della lega ad ESPN. “È una sfida complessa e c’è ancora molto da discutere sulle dinamiche, ma siamo tutti d’accordo sulla necessità di intervenire”.

Oltre alla one-and-done, la NBA discuterà le modalità con le quali i giocatori liceali interagiranno con la lega nelle fasi che precedono una possibile carriera nel professionismo. Gli obiettivi sono creare una “zona sicura” gestita dalla NBA, e soprattutto dare ai giocatori la possibilità di essere pagati per le proprie prestazioni. L’intervento riguarderebbe due momenti: il primo contatto mentre i prospetti sono ancora al liceo; il secondo nel periodo tra il diploma e l’eventuale approccio alla NBA.

 

Reazioni in tutta la lega, discussioni tra giocatori e amministrazione

Il caso NCAA ha risvegliato rabbia sopita nel cuore di molti giocatori ormai professionisti, anche da tanti anni. In cima alla lista LeBron James, che giusto qualche giorno fa tuonava che la lega dei college fosse notoriamente corrotta. La bolla mediatica si è estesa ai coach, come Steve Kerr, fino ai nuovi arrivati, i due Lakers al primo anno in NBA Lonzo Ball e Kyle Kuzma. L’associazione americana dei giocatori, la NBPA, continua a discutere con Silver tematiche importanti tra le quali il limite minimo d’età per l’ingresso in NBA. Il dialogo rimane un cantiere aperto e in parallela evoluzione con indagini federali e interne. In primavera è previsto un rapporto della Commission on College Basketball, dopo il quale la NBA sembra più decisa che mai a fare la propria mossa.

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