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Cavs, abbiamo un problema: in estate serve una rivoluzione

Difesa, backcourt non all'altezza e passaggi a vuoto: qualcosa non va a Cleveland, in estate c'è bisogno di una rivoluzione

Cleveland Cavs, abbiamo un problema ed è il solito ormai, da qualche tempo a questa parte. Quale? Difesa, concentrazione, passaggi a vuoto, palle perse, il Re solo sull’isola. Insomma, partiamo da qui per capire come questa squadra sia stata costruita assolutamente male, per perdere o per lo meno non partire favorita contro la rivale delle ultime stagioni, i Warriors.

Cleveland Cavs: LeBron e Love provano a fare qualcosa

Se nella Baia ne hanno di motivi per cui sorridere, in Ohio è buio pesto e non solo per il punteggio nella serie contro Boston, proprio per la reazione mostrata dalla squadra, per la volontà del team, per la forza e la capacità di rispondere ai problemi in maniera unita. Invece no, sembra ancora una volta un one man show, uno contro tutti, con Kevin Love spesso a dargli una mano ma sempre senza la giusta costanza.

Giusto per la cronaca i numeri del Re e quelli di squadra:

  • 38 minuti
  • 42 punti
  • 10 rimbalzi
  • 12 assist
  • 1 stoppata
  • 55.2% dal campo
  • 45.5% da tre punti tirando 11 volte
  • 6 palle perse

LeBron James e Kevin Love insieme hanno messo a referto numeri super, ovvero 64 punti, 25 rimbalzi, 14 assist. Il resto della squadra? Beh direi neanche lontanamente accettabili e paragonabili. 30 punti, 20 rimbalzi, 4 assist.

Clarkson fuori dalle rotazioni, Osman che dava una buona solidità difensiva solo 1 minuto in campo, come Calderon. Non c’è praticamente panchina se non per Jeff Green ed in gara 2 Korver che esce dalla second unit visto che Tristan Thompson era stato scelto da Lue come titolare nella seconda sfida della serie per dare solidità difensiva e peso a rimbalzo.

Ma la musica non cambia: Jeff Green e Korver ci provano. Il resto del team sta a guarda. Strano l’atteggiamento soprattutto di uno dei peggiori backcourt della lega: George Hill, 3 punti, JR Smith 0 punti con poche alternative dalla second unit. In estate deve arrivare la scossa, in un modo o nell’altro, passando da LeBron James o dal suo addio. Ma serve qualcosa…

Cosa? Andiamo a vedere come sono messi i Cavs a salary cap e possibili scelte.

 

rotazioni Cavaliers-Cavs

Cavs, serve una rivoluzione? 

Ecco in estate serve una mossa, il salary cap è intasato però per colpa dei contratti di alcuni giocatori che potrebbero in caso di addio di LeBron relegare i Cavs al nulla assoluto, ai bassifondi dell’est.

  • George Hill pesa 19 milioni il prossimo anno, 18 quello successivo.
  • Kevin Love ha un contratto da 24 milioni per un altro anno ed una player option nel 2019
  • Thompson ha un contratto da 17.5 milioni e 18 garantiti nel 2019
  • JR ne prenderà 14 il prossimo anno e 15.6 nel 2019
  • Clarkson ne percepirà 12.5 il prossimo anno e 13 il seguente
  • Korver pesa a salary cap per altre due stagioni a 7.5 di media ad anno

Ecco anche il Re firmasse (Early Bird) 35 milioni di dollari di player option i Cavs resterebbero da 137 milioni a 137.9 salendo leggermente e perdendo Rodney Hood, Calderon, Green senza poterli sostituire.

Molto complicato il mercato in quelle condizioni: se dovesse lasciare il Re sarebbe necessario scambiare anche Kevin Love, l’unico giocatore che potrebbe regalare qualche cosa di interessante a livello di trade. Da non dimenticare che c’è poi la scelta dei Nets che arriverà e che sarà la numero 8 che potrebbe regalare un prospetto molto interessante da cui far ripartire la ricostruzione.

Ecco però servirebbe veramente smobilitare e far cambiare aria a parecchi tasselli. I giocatori che abbiamo elencato sopra a parte Love non sono scambiabili, hanno dei contratti osceni, hanno un appeal dopo questi playoffs rasente lo zero.

Oltre tutto la scelta del 2019 andrebbe a finire ad Atlanta se non cadrà tra la 1-10 (protetta) oppure nel 2020 (con la stessa protezione). Altrimenti se non andasse e finisse coperta dalla protezione (in questo caso restando quindi in Ohio, i Cavs manderebbero la seconda scelta del 2021 e 2022 in Georgia.

Se resterà LeBron James servirà scambiare qualche pedina importante per rendere il roster competitivo: unire la scelta ad un contrattone per provare a liberare spazio salariale ed aggiungere un giocatore di livello assoluto al roster e formare nuovamente un trio interessante come era quello con LeBron-Kyrie-Love. Questa al momento l’unica soluzione percorribile.

Se dovesse andar via il Re, servirà ripartire dalla scelta, da zero: far giocare i giovani ragazzi per testarli, come Clarkson, Larry Nance, Zizic, Osman e provare a tirare fuori da loro il meglio provando a liberarsi di contratti pesanti di veterani magari senza sacrificare scelte future e provando a pescare qualche ragazzo interessante dalla free agency senza stra-pagarlo.

Se rivoluzione sarà sarà molto difficile metterla in atto… La LeBron James-dipendenza dovrà per forza di cosa continuare anche nei prossimi anni per centrare anche i playoffs. Ma servirà ai Cavs un supporting cast totalmente diverso per battere gli Warriors e come sembra ad ora, anche i Boston Celtics…

 

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