Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsCleveland CavaliersIsaiah Thomas-Lakers, l’agente: “Sempre ‘palla a LeBron’, non stava funzionando”

Isaiah Thomas-Lakers, l’agente: “Sempre ‘palla a LeBron’, non stava funzionando”

di Claudio Zagara
Isaiah Thomas Lakers

Sono passate poche ore dalla trade deadline ed è già chiaro a tutti quale sia lo scambio con maggior eco e aspettative future: Isaiah Thomas-Lakers, questa la nuova accoppiata decisa dall’affare che ha portato l’ormai ex playmaker dei Cleveland Cavaliers ad indossare la casacca gialloviola. Eppure proprio Thomas si era detto volenteroso e contento di rimanere a Cleveland, stanco di essere costantemente al centro di rumors di mercato. Com’è potuta cambiare la situazione in così poco tempo?

In realtà sembra si sia trattato di una “tragedia annunciata” e nota all’interno dello spogliatoio, soprattutto per via di una presenza in particolare.

 

Dopo l’affare Isaiah Thomas Lakers, le dichiarazioni al vetriolo dell’agente

Ha del tragicomico la quasi impalpabile distanza di tempo tra la dichiarazione di IT, al termine della vittoria di mercoledì notte contro i Minnesota Timberwolves, e quanto successo giusto ieri. A cercare in qualche modo di far chiarezza, con risultati per chi scrive diametralmente opposti, è colui che cura gli interessi del nuovo giocatore dei Lakers: Aaron Goodwin, agente di Thomas, ha rilasciato a Joe Vardon di Cleveland.com dichiarazioni di un certo peso e (come prevedibile) mirate ad un soggetto preciso.

[Thomas] Ha lavorato durissimo per il ritorno, ed è un giocatore dominante nel controllo della palla. Ebbene, si trattava di ‘Palla a LeBron’, e chiaramente non stava funzionando. Koby [Altman, GM] ed io abbiamo avuto conversazioni a sufficienza quando il punto era ormai chiaro. […] Questa è una buona opportunità per Isaiah.

Non la miglior uscita dopo un rapporto lavorativo appena conclusosi, ma sicuramente un ingombrante sassolino che, se non lo stesso IT, almeno Goodwin voleva togliersi dalla scarpa.

 

Via il dente, ma adesso via il dolore

Che LeBron James sia nato per essere protagonista vero è indubbio, e lo testimoniano le parole di rispetto e ammirazione per lui che praticamente ogni giorno arrivano da ogni angolo della lega; altrettanto vero però è che il Prescelto ha una personalità forte e spesso anche in campo si impone per natura. Secondo Goodwin la cosa potrebbe aver destabilizzato il suo assistito da un punto di vista tecnico, portando quindi l’affare Isaiah Thomas Lakers (qui tutti i dettagli ed i giocatori coinvolti) a compimento. A prescindere dal lato da cui schierarsi, si potrebbe comunque trovare da ridire: sia sul fatto che a LeBron siano bastate 15 gare per “distruggere” il progetto IT dal suo rientro; sia sul fatto che IT abbia potuto trarre tali conclusioni in quelle sole 15 gare peraltro tutto fuorché disputate senza sbavature.

Fatto sta che adesso Cleveland si trova in una posizione del tutto diversa, di squadra rinnovata pur senza il nome ad effetto giunti alla trade deadline. La situazione ideale per non aver più alcuna scusa, e per ritrovare stimoli comuni partendo da una base di fatto indiscutibile: alla fine del giorno, it’s business.

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