Uno degli scambi più importanti avvenuti fino a questo punto della stagione è stato l’accordo tra Washington Wizards e Houston Rockets, che ha portato la point-guard John Wall nello stato del Texas in cambio di Russell Westbrook. Al di là che, guardando i risultati ottenuti ad oggi, nessuna delle due squadre abbia ottenuto particolari vantaggi e ricavi da questo scambio, quel che è successo i primi giorni di dicembre ha comunque un po’ scosso il mondo NBA.
Colui che più ne è rimasto colpito emotivamente da questo avvenimento è stato lo stesso Wall, il quale a differenza di Westbrook non aveva mai richiesto alla propria dirigenza di poter giocare altrove. La point-guard trentenne, cinque volte all-star, ha praticamente trascorso le ultime due stagioni ai box, causa un susseguirsi di infortuni che gli hanno impedito di scendere in campo.
Proprio per tal motivo, viste le sue condizioni fisiche, Wall non sospettava un minimo di poter essere scambiato così velocemente, tuttavia, a seguito di alcune voci di corridoio qua è là che avevano iniziato a circolare, un messaggio da parte del general manager degli Wizards ha stravolto tutto.
John Wall e la volontà di tentare l’ennesimo assalto al titolo con Bradley Beal
Nonostante le intenzioni di John Wall fossero quelle di ritirarsi in maglia Wizards, lo scambio che lo ha visto protagonista lo ha costretto a rivedere i piani futuri. “Credevo di potermi meritare il rispetto e la lealtà visto quel che ho fatto per questa squadra negli ultimi dieci anni. Ho attraversato periodi bui, ma non ho mai voltato le spalle all’organizzazione. Ho continuato a giocare pur attraverso diversi infortuni. Credo di aver dato e fatto tutto quel che potevo, sul campo e fuori dal campo“.
Una dichiarazione intrisa di malinconia e quel senso amaro di chi avrebbe voluto dimostrare un qualcosa in più, che però di certo non deve far pensare che Wall abbia perso tutto il rispetto nei confronti degli Wizards. “Continuo a guardare tutte le partite di Washington ed a votare Bradley Beal per l’all-star game“, ha poi aggiunto Wall.
Il momento in cui la star dei Rockets è venuto a conoscenza dello scambio è avvenuto in circostanze abbastanza particolari: nel periodo autunnale, Wall aveva iniziato ad allenarsi a pieno regime, ed aveva anche mostrato dei miglioramenti nel suo stile di gioco; nonostante ciò, un giorno il trentenne ha ricevuto un messaggio dal general manager Tommy Sheppard che recitava: “Chiamami per favore”.
Il nativo del North Carolina aveva intuito quasi subito quel che da lì a poco sarebbe accaduto, dato che alcune voci di uno scambio Wall-Westbrook avevano già iniziato a circolare. Pochi minuti dopo il messaggio di Sheppard, una chiamata dalla dirigenza Rockets comunicò al giocatore l’ufficialità dell’accordo siglato. “Tutti continuavano a dirmi che non era vero, di non crederci(in merito alle voci di scambio, ndr)”, ha riportato Wall, “Ma nessuno poteva effettivamente essere onesto e dirmi quel che stava accadendo”.
A seguito dello scambio, uno dei primi a cui Wall ha rivolto la parola telefonicamente è stato il compagno di mille avventure Bradley Beal. La discussione tra i due è risultata molto commovente ed emozionante per entrambi, avendo vestito la medesima casacca per i precedenti otto anni. Wall ha inoltre fatto riferimento ad un dettaglio che lo ha un po’ turbato: l’impossibilità di poter tentare l’assalto al titolo per un’ultima volta, magari in compagnia di Beal.
“Non mi è stata data l’opportunità di riprovarci ancora una volta con Bradley, come invece ci era stato detto inizialmente. Quello era il nostro unico obiettivo, provare per l’ultima volta a vincere il titolo. Ed è incredibile come non abbiamo avuto la possibilità di fare ciò. Credo non volessero concederci questa possibilità, ed è sicuramente una delle poche cose fastidiose“.
Per chiudere definitivamente un cerchio e dare il via ad un nuovo corso, questa notte gli Houston Rockets di John Wall sfideranno gli Washington Wizards, reduci da una vittoria ad ampio margine contro i Boston Celtics.
