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Lakers-Rockets: LeBron e Ball non bastano, rissa tra CP3 e Rondo

di Giovanni Rossi
Lakers-Rockets

Lakers-Rockets: entusiasmo a mille allo Staples Center per la prima uscita casalinga dei Los Angeles Lakers e del neo lacustre LeBron James.

I gialloviola, reduci dalla sconfitta di Portland, affrontano una delle migliori squadre della Lega: gli Houston Rockets dell’MVP in carica James Harden.

Lakers-Rockets, esordio allo Staples per LeBron

Entrambi i coach confermano i quintetti dell’opener: Rondo, KCP, Ingram, James e McGee contro CP3, Harden, Ennis III, Tucker e Capela.

In avvio di gara la squadra dell’ex coach lacustre Mike D’Antoni prova subito ad inserire nei pick and roll McGee per allontanarlo dal pitturato e metterlo in difficoltà. In attacco i Lakers si affidano soprattutto alle iso ed alle imbeccate di Rondo e – dopo qualche errore di troppo – trovano il pareggio con la prima…

…bimane di James allo Staples. Con gli ingressi di Melo, Kuz ed Hart il ritmo della partita si alza, i razzi insistono con i pick and roll per coinvolgere i difensori peggiori, mentre i gialloviola provano ad innescare la transizione.

Kyle Kuzma prova a contenere le scorribande di Harden e dopo una bella stoppata…

…segna la tripla in transizione che accende il pubblico. Non riesce ad imitarlo Ball, che sbaglia due volte dall’arco ed appare sempre un po’ troppo titubante nei primi minuti di utilizzo. I liberi di Paul e le giocate di Gerald Green chiudono il quarto, 28-31.

Houston parte forte nella seconda frazione, ma Lonzo Ball – tutto fuorché privo di personalità – blocca la fuga segnando due volte da tre – #3Ball – prima di servire Kuzma. Fase intensa della gara e dopo Zo tocca a Josh Hart salire di colpi, segnando due layup.

Coach Luke Walton rimette gli starter ad eccezione di Lance Stephenson per LBJ. Born Ready ricambia la fiducia segnando tre volte consecutive, 50-49 a metà periodo. McGee contiene in qualche modo Capela per cui CP3 ed Harden si mettono in proprio, segnando e procurandosi tiri liberi.

LeBron è efficace a tratti, in attacco dal post alto serve i compagni mentre in penetrazione non sempre riesce a concludere. I 4 liberi di Paul chiudono il tempo, 62-66.

Lakers-Rockets, la gara si accende

Il secondo tempo propone lo stesso leitmotiv del primo: tante iso, con i Rockets che colpiscono dal perimetro e coinvolgono McGee in tutti i pick and roll mentre i Lakers a difesa schierata manifestano tutti i limiti di esecuzione.

Emblematici i tre possessi consecutivi affidati a JaVale McGee

…che s’improvvisa go-to guy lacustre. Rientrano Hart e Melo per i due big men ma la musica non cambia. L’attacco gialloviola è stagnante, iso su iso ad eccezione dei p’n’r tra Rondo e LBJ

I Lakers riscoprono Ingram che dopo aver fallito una tripla trova tre volte la via del canestro, 89-91 a 3 minuti dalla fine. Con l’ingresso di Kuz e Ball i gialloviola tornano a correre e riescono a difendere meglio sul perimetro, oltre a segnare due volte dall’arco ancora con Zo ed Hart.

I 7 punti consecutivi di Chris Paul tengono avanti Houston, 97-98 all’ultimo intervallo.

La frazione finale inizia a ritmi bassi ma viene accesa da flagrant one di James Ennis III su Hart lanciato a canestro. L’attacco lacustre fatica troppo, nessuno – tranne Ball, che segna la quarta tripla della serata – colpisce dall’arco e persino le scorribande nel pitturato di LeBron James non sono efficaci come al solito.

Alcune iso in punta del quattro volte MVP appaiono frutto più dell’improvvisazione che di un game plan, emblematico un possesso in cui LeBron chiama un blocco che arriverà male e diverrà un fallo in attacco, mentre i tre esterni sono tutti schiacciati nel lato debole. James Harden segna dall’arco, LeBron e Rondo no: 104-109 a 6′ dalla fine.

La partita di fatto finisce qua, perché pochi istanti dopo un tecnico a Brandon Ingram, scoppia la zuffa tra Rajon Rondo e CP3, con il ritorno dello stesso Ingram.

 

Risultato, tutti e tre esplusi e prevedibili sanzioni in arrivo. Deplorevoli ed inqualificabili.

Le triple di PJ Tucker – dimenticato da LBJ nell’angolo – e Harden chiudono la gara, 115-124 il finale.

Lakers-Rockets, sette lacustri in doppia cifra

 

LeBron gioca quasi 40 minuti ma non riesce ad evitare il tracollo finale dei suoi. Per James 24 punti con 5 assist e rimbalzi con 9/22 dal campo ed 1/7 dall’arco. Negativi anche il +/- (-13) ed il Net Rating (-16.3) per il #23, poco efficace in attacco e troppo poco presente in difesa. Fasi necessariamente da migliorare perché le troppe iso rendono poco fluido il già impacciato attacco lacustre, mentre il materiale umano non consente che uno o due membri del quintetto omettano di difendere.

Prova positiva per Ball, che non si è scoraggiato dopo i primi errori. Lonzo è stato l’unico lacustre pericolo dall’arco (4/8) ed ha realizzato 14 punti con 6 rimbalzi e 4 assist. Discreta prova anche per Hart (11+5+2) che ha sofferto la fisicità del pitturato Rockets. 11 per Kuzma, ancora alla ricerca del tiro perduto (1/5).

Pessimo Ingram (12+4) la cui espulsione – …e l’inevitabile squalifica – rischia di essere una mazzata in quest’avvio di stagione.

16 punti, 7/11 dal campo, 6 rimbalzi e 5 stoppate in soli 20 minuti per McGee, che pur evidenziato i noti limiti sul p’n’r e nelle rotazioni, quanto meno sta sfruttando al massimo le sue skill positive. JaVale colleziona anche i migliori +/-, PACE e Net Rating dei Lakers. Sufficiente la prova di Lance (9+6, 4/7) meno buco nero del solito e insolito paciere nella rissa. Per Rondo (13+7+10) vale lo stesso discorso fatto per Brandon. Non si hanno notizie di KCP.

L’MVP in carica disputa una gara delle sue, caricando di falli gli avversarsi e segnando dall’arco: 36+7+5 con 5 triple per Harden. 19+12 per Capela, 28+7+10 per CP3, 7+10 con 3/10 dal campo per Melo.

Box Score su NBA.com

Per Walton, la rissa è stata la conseguenza dell’escalation innescata dal fallo di Ennis III, a suo dire mal sanzionato.

Non capisco come possa essere un flagrant one. Ha colpito alla gola Hart, l’ha fatto cadere duramente sulla sua schiena, è questo è un flagrant one.

Interpretazione corretta o meno, quanto accaduto resta comunque inqualificabile e da condannare.

Meglio focalizzarsi sulle parte tattica della gara, nella quale i gialloviola hanno confermato in negativo quanto visto a Portland: 4/24 dall’arco escludendo Ball, male a rimbalzo ed ancora troppe lacune ed incomprensioni nelle rotazioni e sui cambi.

In attacco poi a volta regna l’anarchia e le iso la fanno da padrona. Quando non si concretizza la transizione la sensazione è che non si sappia con certezza cosa eseguire. Discutibili, ancora una volta, le lineup proposte da Walton che tendono a penalizzare soprattutto Lonzo e Ingram.

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