Le dinamiche di un mercato caotico, sfrenato ed energico come quello della NBA sono magneti di audience, suggestioni e racconti. Ma spesso viene dimenticata la componente umana ed emozionale dei protagonisti. Un contrastante vortice di sensazioni ha colpito Lou Williams non appena venuto a conoscenza dello scambio che lo ha coinvolto. Per lui è un ritorno al suo stato nativo, la Georgia. In quanto tornerà agli Atlanta Hawks dopo il biennio tra le stagioni del 2013 e 2014. In aggiunta a due scelte future al secondo giro, il partente è stato Rajon Rondo. Sino a questo momento, Lou Williams stava attraversando una stagione assai meno produttiva sotto vari punti di vista.
Nell’ultima gara giocata con i Los Angeles Clippers ha superato quota 15.000 punti in carriera. Un traguardo meritevole di maggiori celebrazioni per un giocatore solito a contribuire in uscita dalla panchina. Un ruolo che nelle tre piene stagioni a Los Angeles lo ha visto conquistare due premi di Sesto Uomo dell’Anno (2018 e 2019). I quali si aggiungono al primo ottenuto nel 2015, al tempo ai Toronto Raptors. Rispetto alla passata stagione, Lou Williams ha visto ridurre il suo minutaggio da 28.7 a 21.9. Una minore centralità nell’assetto offensivo dei Los Angeles Clippers.
Di conseguenza ha registrato 12.1 punti di media. Per rilevare un dato più basso si deve tornare indietro al 2014. Principalmente, a fianco del minore numero di conclusioni tentate dal campo (da 14.4 a 10.2) e da tre punti (da 4.8 a 2.8), ciò che incide è la poca capacità di ottenere punti dalla lunetta. Ciò nonostante, la sua reputazione di esperto, costante ed affidabile attaccante non lo ha abbandonato. Ed ora, gli Atlanta Hawks, penultimi nella lega per punti dalla panchina, potranno beneficiare di questa efficacia.
Il messaggio di Lou Williams ai Clippers
Il contratto di Lou Williams è in scadenza al termine della stagione. In passato, in un botta e risposta sui social media, affermò che quella ai Los Angeles Clippers sarebbe stata la sua “ultima fermata”. La consapevolezza è stata violentemente abbattuta, e l’impatto è stato immediatamente diretto al pensiero di porre fine alla sua carriera. In un post su Instagram, Lou Williams ha espresso il suo stato d’animo, che si è poi trasformato in gratitudine. “Sì, ieri ho pensato al ritiro. Dai tutto te stesso ad una organizzazione, poi ti svegli e… boom, non c’è più nulla. Ma poi ho avuto testimonianze di come il mio talento e il mio contributo siano stati così apprezzati dalla Clipper Nation. Questo mi ha fatto pensare a quanto possa ancora dare. Grazie LA, abbiamo passato grandi momenti. Mr Williams, ben tornato a casa.”
La parola business risuona costantemente, è questa volta Lou Williams è stato la vittima. Per ragioni di pareggio nel valore dei salari, e per nette esigenze dei Los Angeles Clippers. Ma anche gli Atlanta Hawks ricevono notevoli benefici da questo scambio. La maggiore flessibilità salariale per la prossima off-season sarà un fattore importante per la conferma di John Collins, la più sorprendente scoperta della stagione. E protagonista nella notte con 38 punti e 12 rimbalzi nella vittoria sul campo dei Golden State Warriors.
Gli Atlanta Hawks continuano la corsa ad un buon posizionamento nella griglia dei playoffs, propulsata dal cambio in panchina con Nate McMillan. Presumibilmente, Lou Williams raggiungerà la squadra in questo prolungato viaggio di trasferte ad Ovest. Che ha Denver e Phoenix come prossime tappe. A 34 anni può ancora impattare il percorso di una squadra, ancor più se giovane come gli Atlanta Hawks. E la sensazione di casa può solo giovare per uno dei giocatori più rispettati nella lega.

