Grizzlies, un Mike Conley da All-Star Game: “Dopo 12 anni, è giunto il momento”

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Grizzlies, un Mike Conley da All-Star Game: “Dopo 12 anni, è giunto il momento”

Memphis Grizzlies, Mike Conley è alla ricerca quest’anno della “giusta considerazione” tra colleghi, fan ed addetti ai lavori, dopo 12 anni di onorata carriera.

Guidati dall’inossidabile coppia Conley-Gasol, i Grizzlies sono in questa stagione rinari dalle ceneri di un 2017\18 da 22-60, vissuto all’insegna del “tanking”. Il ritorno a pieno regime di Conley, che ha saltato l’intera stagione scorsa per un problema al piede sinistro che ha richiesto un intervento chirurgico ed un lungo periodo di riposo, ha rivitalizzato l’ambiente in riva al grande fiume Mississippi.

Una prima parte di stagione da 14-9 (record valido per il sesto posto ad ovest), che ha visto il ritorno dell’epoca d’oro del “grit and grind” per una squadra che si propone attualmente come la quarta miglior difesa NBA (103.9 di net defensive rating, inferiore ai soli Thunder, Celtics e Pacers) e nettamente la più “lenta” dell’intera lega (pace index da 98.6).

Le cifre di Mike Conley Jr da Ohio State? in 23 gare disputate, il tassametro dice 21.1 punti e 6.5 assist a partita (career high), tirando col 35.1% da tre punti su un massimo in carriera di 6.4 tentativi a partita (16.7 i tentativi dal campo a gara, altro career high).

Numeri che, sommati all’ottimo record di squadra, non possono che lanciare la candidatura di Conley al primo All-Star Game della carriera, dopo ben 12 anni nella NBA.

Mike Conley, sarà All-Star Game?

 

La competizione ad ovest per un posto tra i migliori 24 giocatori della lega è davvero “stiff”, serrata – come cantavano i Cheap Trick nel 1978. Talmente affollata risulta la Western Conference da permettersi di escludere una tra le 10 migliori point guard della NBA da ormai diversi anni.

Mike Conley ha rivelato a Michael Lee di The Athletic di tenere particolarmente a ricevere gli onori destinati ad un All-Star NBA, specie dopo un inizio di stagione tanto solido.

Io cerco di guadagnarmi il rispetto e la considerazione di tutti. Quando diventi un All-Star e puoi citare tale menzione sul tuo curriculum, la gente improvvisamente si accorge di te e dice ‘ora è diventato bravo’. Ma se non ce l’hai, pare che tu non abbia mai combinato nulla di buono, ci sarà sempre qualcuno più bravo di te. Sto cercando di rompere la campana di vetro sotto la quale sono stato messo. E’ qualcosa che diventa un po’ frustrante, man mano che gli anni passano. Ho 31 anni, sono nella NBA da 12, sono arrivato ad un punto in cui so che la mia carriera finirà, presto o tardi (…) e quando mi guardo indietro, guardo a tutto quello che ho costruito durante la mia carriera, e vedo certe occasioni sfumate… è una sensazione che per un po’ di tempo mi ha accompagnato

Michele Gibin
pt.fadeaway@gmail.com

Contributor per NBAPassion.com

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