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NBA draft 2020, consentite le sessioni d’allenamento tra squadre e prospetti

di Gabriele Melina
NBA draft

Il draft NBA, originariamente previsto per il 25 di giugno, è stato più volte posticipato nel corso degli ultimi mesi a causa della pandemia da Sars-CoV-2. Ad oggi, la massima lega di pallacanestro statunitense avrebbe intenzione di tenere tale evento il 18 del prossimo novembre, e, per informare le squadre partecipanti in merito alle nuove contromisure da seguire, Adam Silver ha inviato alle trenta franchigie un documento in cui viene riportato il modus operandi a cui far affidamento.

Dal 16 ottobre al 16 novembre, le squadre potranno programmare dieci sessioni dalla durata massima di quattro ore e mezza con giocatori idonei all’attuale classe draft, così da poterli valutare di persona attraverso vari esercizi, interviste, e controlli medici. Ogni società potrà inviare nella città in cui il giocatore risiede un massimo di quattro persone, tra cui un medico e tre membri dello staff della franchigia. Anche per l’atleta in questione sarà quattro il numero limite di persone con cui prendere parte a queste attività, tra familiari e l’eventuale agente sportivo.

Entro le 48 ore antecedenti tali incontri tra futuri prospetti ed organizzazioni NBA, la squadra interessata dovrà presentare un modulo di certificazione all’ufficio della lega informandolo dei suoi piani. A discrezione del giocatore, più squadre potranno essere invitate per partecipare, contemporaneamente, alla stessa sessione d’allenamento. Entro le precedenti 72 ore, invece, ogni partecipante dovrà risultare negativo ad un singolo tampone, fermo restando che pur dimostrando la non positività al virus bisognerà comunque osservare le solite strette regole: obbligatorio indossare la mascherina, obbligatori dall’uno ai due metri di distanziamento, divieto di eventuali strette di mano e misurazione della temperatura.

Infine, le trenta franchigie potranno fornire l’equipaggiamento necessario agli atleti in fase di osservazione, pur rimanendo sotto la soglia dei 500 dollari per costo totale della merce.

NBA draft, secondo alcuni general manger: “Troppe poche informazioni a disposizione”

Dallo scorso 12 marzo, giorno della sospensione del campionato di livello universitario, nessun atleta ha avuto la possibilità di prendere parte ad incontri ufficiali, riducendo al minimo le informazioni che i vari general manager utilizzano per selezionare nella notte del draft.

I massimi vertici della lega NBA hanno così identificato un’eventuale soluzione: a ciascuno degli ottantacinque maggiori prospetti è stato concesso di recarsi nella facility d’allenamento più vicine per interviste, allenamenti, controlli medici e misurazioni di vario tipo. Inoltre, ogni futuro giocatore professionista ha avuto la possibilità di ideare un allenamento personalizzato da svolgere con un allenatore a scelta e da inviare in formato video a tutte e trenta le franchigie.

Tale materiale, ovviamente, non è abbastanza per misurare le capacità di un atleta, ed è per questo motivo che in rete sono trapelati video di giovani prospetti alle prese con partitelle ad alto ritmo. Per di più, gli agenti di rappresentanza dei giocatori hanno sfruttato questa lunga pausa per nascondere eventuali acciacchi fisici dei propri clienti, per oscurare temporaneamente l’effettivo referto medico. Infine, molte agenzie sportive hanno consigliato di far leva sulle concessioni da parte della NBA: difatti, secondo gli ultimi aggiornamenti, ogni prospetto può scegliere quale squadra invitare e quale no, andando così a favorire le franchigie che già negli scorsi mesi avevano mostrato interesse per un determinato giocatore.

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