La NBA e l’Associazione Giocatori (NBPA) hanno trovato un accordo per estendere fino alla fine di settembre la scadenza della finestra entro cui le parti potranno recedere dal contratto collettivo di lavoro (CBA), a causa dello stop alla stagione per l’emergenza coronavirus. Il precedente termine di 60 giorni, che scadeva proprio oggi 11 maggio, viene dunque prorogato.
La lega avrà dunque l’intera estate per valutare e stimare i danni economici derivati dallo stop alla stagione ed i mancati introiti televisivi e commerciali, e per eventualmente decidere di uscire anticipatamente ed in maniera unilaterale dal CBA esercitando la clausola di “causa di forza maggiore“, prevista dal contratto in caso di cancellazione della stagione per gravi motivi (conflitti armati, disastri naturali o ambientali).
Già nei giorni scorsi, il commissioner NBA Adam Silver aveva comunicato alla NBPA che circa il 40% degli introiti annui della lega deriva dall’attività quotidiana delle arene NBA (biglietti, parcheggi, merchandising e intrattenimento), e che di conseguenza le perdite si ripercuoteranno sul salary cap per le prossime stagioni. Alcune stime parlando di una contrazione del tetto salariale per la stagione 2020\21 al di sotto dell’attuale quota di 109 milioni di dollari. Le stime pre-crisi proiettavano il salary cap 2021 su in +6 (115 milioni di dollari) rispetto al 2020.
La moratoria darà inoltre il tempo alle parti in causa di lavorare ad una soluzione per recuperare almeno in parte la stagione 2019\20. Silver ha confermato che sono allo studio diverse soluzioni, tra cui quella di portare a termine la stagione in un’unica location (Las Vegas o Orlando), preservando per quanto possibile il formato classico dei playoffs NBA. Le partite si svolgerebbero a porte chiuse, e tra le sfide logistiche più difficili la necessità di test rapidi e frequenti per atleti, staff ed operatori, e trovare tempo e modalità di organizzare dei training camp per i giocatori, fermi ormai da due mesi.
Alcune squadre hanno riaperto durante il weekend appena trascorso le loro facility di allenamento, dove i giocatori potranno riprendere ad allenarsi su base volontaria e seguendo rigide misure di sicurezza. Altre squadre seguiranno nei prossimi giorni.

