Con l’ufficialità dell’accordo tra Philadelphia 76ers e Daryl Morey, patto che ha portato l’ex general manager degli Houston Rockets alla corte di Elton Brand e del nuovo capo allenatore Doc Rivers, per la franchigia della Pennsylvania si aprono le porte in vista di diversi scenari alternativi: probabilmente, un po’ di mesi fa’ non ci saremmo mai aspettati un futuro in quel di Philadelphia con Joel Embiid e Ben Simmons entrambi presenti a roster, tuttavia, ad oggi sembra proprio che i Sixers seguiranno questa strada.
Proprio negli scorsi giorni, l’ex gm dei Sixers Sam Hinkie aveva espresso la sua personale considerazione sull’ennesima fase del “Process“: “Scambiare Embiid o Simmons? Assolutamente no!”, aveva riportato senza molte esitazioni Hinkie. Al di là che il pensiero di quest’ultimo abbia influito o meno sulle decisioni della franchigia, le due figure principali del front office ed il capo allenatore Rivers hanno scelto di continuare a lavorare su i due maggiori giocatori già presenti in formazione.
Daryl Morey ha ricoperto la carica di gm dei Rockets per ben più di dieci anni, ma quella che è stata una rocambolesca stagione 2019\20, assieme ad altri motivi personali, lo hanno portato a considerare l’idea di prendere un anno di pausa dal suo mestiere. Poi, l’offerta a nome Sixers ha bussato alla porta, e vista la quantità di talento ed esperienza presente all’interno della società, Morey non ha potuto far altro che accettare l’incarico.
“Il mio obiettivo è quello di vincere un titolo NBA”, ha esordito così Morey. “Sono disposto a far di tutto per raggiungere tale obiettivo. Certo, avere due giovani(Simmons ed Embiid, ndr) così talentuosi in squadra agevola molto il compito. Prima di terminare la mia esperienza a Houston, ho cercato di ottenere un accordo con Doc Rivers per averlo in squadra. Poi lui ha scelto Philadelphia, e per uno scherzo del destino ora eccoci qui tutti e due nella stessa organizzazione”.
Morey ha poi proseguito entrando nel merito dei progetti futuri dei Philadelphia 76ers.
Sixers, Daryl Morey: “Embiid e Simmons possono sicuramente funzionare insieme”
I Sixers hanno dato il via a quest’ultima stagione con delle certe, alte aspettative alle spalle: una squadra giovane in Embiid e Simmons, con punti nelle mani in Tobias Harris ed esperienza in Al Horford. Certo, alcuni punti interrogativi sul resto della rosa erano presenti già a metà ottobre, ma il pensiero comune supponeva che nel corso della stagione i giocatori avrebbero trovato la giusta intesa per riuscire a vincere.
Premesse e pronostici a parte, Philadelphia ha fatto tutt’altro che ottenere vittorie in modo costante: tale mancanza di continuità è diventata, da un qualcosa da evitare a tutti i costi, un fatto con cui dover convivere senza molte alternative. Per molti, il problema di una squadra così disfunzionale andava riposto nell’ex capo allenatore Brett Brown, e fu così che l’organizzazione, pensandola allo stesso modo, decise di fare ciò che nell’aria si respirava già da tempo: licenziarlo.
Il rimpiazzo è stato però una sostituzione di tutto rispetto: Doc Rivers, un allenatore d’esperienza ex campione NBA, anch’esso con voglia di riscatto dopo la deludente annata con i Los Angeles Clippers. Infine, l’aggiunta di Morey ha completato il cerchio del rinnovamento in casa Sixers.
Sono molti i componenti dell’organizzazione felici per l’aggiunta dell’ex Rockets, e tra questi l’ala Tobias Harris. “In uscita dalla bolla, abbiamo riflettuto su ciò che era accaduto in stagione. L’esserci consultati ci ha portato ad una deduzione tanto scontata quanto efficace: molto, troppo non ha funzionato. Allenatori come Rivers e membri del front office come Morey sono davvero difficili da ottenere. Sono spesso sotto contratto a lungo termine, e se dovesse capitare l’occasione di averli in squadra, bisogna cogliere la palla al balzo. Noi abbiamo saputo sfruttare questa occasione nel modo corretto”.
Tuttavia, come spesso il corso della storia cestistica ci insegna, senza un sistema di gioco versatile e funzionale risulta alquanto difficile coordinare una squadra, anche se in tale formazione sono presenti giocatori di alto livello come quelli di cui Philadelphia dispone. A riguardo, Morey ha espresso la sua completa di fiducia nelle capacità di coach Rivers.
“Confido pienamente nelle capacità di un allenatore campione NBA come Doc. Per costruire una squadra di successo, per ottenere una reputazione nella lega, bisogna cercare di tirar fuori il meglio dai propri giocatori, costruendo un sistema di gioco capace di valorizzare e massimizzare queste capacità. Quando si osserva un signor giocatore come Joel Embiid, non ci vuole molto per capire con chi si ha a che fare. E’ incredibilmente talentuoso nella metà campo difensiva, ed altrettanto in quella offensiva. Ripercorrendo la storia della pallacanestro, è con questo tipo di giocatori che si vince un titolo”.
Daryl Morey avrà però a che fare con un quesito che spesso ha tormentato Philadelphia: nel mondo NBA odierno, completamente orientato verso il tiro da tre punti e le massime spaziature sul parquet, possono funzionare assieme due giocatori che spesso evitano, uno decisamente più dell’altro, il tiro dalla lunga distanza?
“Sono assolutamente convinto che Ben e Joel possano coesistere in campo. Certo, fino ad ora non hanno mai vinto in modo concreto, ma ciò non vuol dire che non siano in grado di vincere”, ha dichiarato il nuovo presidente.
