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Steve Kerr lascia i Warriors chiamare gli schemi e vince. “La squadra è loro”

Pratica insolita per l'head coach dei campioni. Che però porta a casa una W...

Senza troppi giri di parole, Steve Kerr in panchina ci sa proprio fare. La squadra lo segue, si fida di lui, e l’head coach dei Golden State Warriors ricambia con iniezioni di fiducia e schiettezza in pieno stile Gregg Popovich. Stavolta, Kerr è andato addirittura oltre: nella partita contro i Phoenix Suns qualcosa non stava andando nel verso giusto, perciò l’ex Bulls si è ritrovato a prendere una decisione: lasciare i giocatori chiamare i propri giochi. I Warriors hanno vinto 129-83, e Kerr ha scelto ancora una volta di non farsi frenare dalle eventuali conseguenze di gesti così “originali”.

 

La guida di Steve Kerr, le scelte di Green e compagni

Potrebbe sembrare strano che la squadra dei campioni NBA in carica sia dovuta addirittura correre a ripari così drastici, peraltro contro un avversario decisamente abbordabile come i Phoenix Suns privi di Devin Booker. Eppure, il gioco proprio non decollava. Così nuovo assetto tattico: Steve Kerr a gestire le rotazioni, ma Draymond Green, David West e Andre Iguodala a chiamare gli schemi a loro piacimento. Il risultato è stato una vittoria la cui conquista è partita, ha dichiarato Kerr ad Anthony Slater di The Athletic, proprio da quella decisione:

La squadra è loro, ed è una delle prime cose che vanno considerate se sei un coach. Non è il tuo team, non è il team di Bob Myers [GM], non è il team di Joe Lacob [proprietario]… La squadra è dei giocatori, e loro devono sentirla tale.

Una scelta discutibile per i puristi del gioco forse, ma rivelatasi geniale dal punto di vista delle responsabilità e della chimica sul parquet: due aspetti che proprio i giocatori, e solo loro, conoscono meglio di qualsiasi altro interprete della gara.

 

“Nessuna mancanza di rispetto”. Il coach dei Warriors fa il punto

Per Steve Kerr ed i suoi Warriors la mossa ha avuto un’importanza cruciale, ma avrebbe potuto non incontrare il favore di tutti i protagonisti del match: la sua “quasi assenza” nel ruolo di allenatore capo avrebbe potuto destabilizzare i Suns e la controparte di Kerr, Jay Triano. Kerr però ci ha tenuto a precisare l’assoluta bontà della scelta di lasciar liberi i giocatori tatticamente, spiegando il tutto anche allo stesso avversario.

Non ha avuto nulla a che fare con l’essere irrispettosi. Ha avuto a che fare con me che ho cercato di ‘arrivare alla squadra’. In quest’ultimo mese non ci sono riuscito. Sono stanchi della mia voce, io sono stanco della mia voce.

Il modo giusto di sdrammatizzare sull’accaduto pur considerando l’importanza di un nuovo tassello della straordinaria carriera e sensibilità di Steve Kerr, allenatore di campioni e campione tra gli allenatori.

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