Sul parquet di Minneapolis, dopo un tempo supplementare molto intenso, i Minnesota Timberwolves hanno superato i Golden State Warriors per 130-131. Ora la squadra di Coach Steve Kerr è stata raggiunta al primo posto ad Ovest dai Denver Nuggets, che hanno battuto gli Oklahoma City Thunder.
A wild Friday night at Target Center…
but most importantly, a WOLVES WIN. pic.twitter.com/pADdpcLOSy
— Timberwolves (@Timberwolves) March 30, 2019
Non bastano i 37 punti di Steph Curry, che ha anche realizzato 11 triple su 19 tentate, nè i 23 con 12 rimbalzi di Kevin Durant. Bene tra i Timberwolves Andrew Wiggins, con 24 punti, e Josh Okogie, con 21. Doppia doppia di Karl Anthony Towns da 15 e 13, condita dal libero decisivo.
Ribaltamenti continui e confusione finale
Gli Warriors avevano condotto con tranquillità la prima metà di partita, rientrando dagli spogliatoi con un vantaggio di 14 punti. Tuttavia Minnesota è stata capace di ricucire lo svantaggio, fino a portarsi avanti sul 111-115, quando una tripla di Steph Curry ha riportato i suoi a -1 a 48 secondi dalla fine.
Una stoppata da dietro di Karl Anthony Towns su Kevin Durant aveva illuso Minnesota, ma alla fine dei 4 quarti il risultato era di parità sul 115-115: overtime.
A 1:41 dalla fine del supplementare una tripla dall’angolo di Josh Okogie ha portato i suoi sul 119-128, di nuovo sembrava fatta per i Timberwoles, ma di nuovo ci ha pensato Steph Curry: 3 triple in rapida successione, parziale di 11-2 e partita sul 130-130.
Dopo la tripla del pareggio a 0.5 secondi dal termine, il numero 30 ha urlato qualcosa agli ufficiali di gara, colpevoli forse di una chiamata sbagliata sul canestro precedente di KD, una tripla non contata in quanto, secondo gli arbitri, il contatto sarebbe avvenuto prima della conclusione.
Giocata successiva, rimessa offensiva per Minnesota, passaggio troppo alto per Towns che si perde tra il pubblico, ma fischio a favore: Durant appoggia le mani sui fianchi del centro avversario.
Risultato, primo tiro libero segnato e secondo sbagliato volontariamente per far scadere il tempo, tra le mille proteste di Golden State, che si è sentita derubata sulle ultime due chiamate.
Finale 130-131.
The last 5.8 seconds of Warriors-Timberwolves was absolutely wild. pic.twitter.com/hdGUFdeRRZ
— SportsCenter (@SportsCenter) March 30, 2019
Warriors, quante polemiche nel post-partita
I membri di Golden State non le hanno mandate a dire agli ufficiali di gara nelle interviste post-partita. Gli Warriors si sono sentiti davvero molto penalizzati dalle due chiamate, negli ultimi 5 secondi, su KD.
Coach Kerr ha amesso che la prestazione dei suoi all’inizio del secondo tempo, quando si sono fatti rimontare 19 punti, fosse la causa principale della sconfitta, ma ha commentato così la mancata chiamata sulla tripla del suo numero 35:
“Mi sta facendo incastrare il cervello…non capisco come sia possibile. Ha ricevuto la palla, alzato le braccia per tirare ed ha subito il fallo. Quello viene punito con tiri liberi in qualsiasi campionato, non solo in NBA”
Steve Kerr obviously upset with the officials as well as the third-quarter play. He called the missed call on Durant “mind boggling” pic.twitter.com/nx5tzmLhGI
— Mark Medina (@MarkG_Medina) March 30, 2019
Steph Curry ha invece avuto parole ancora più dirette verso gli ufficiali:
“La peggior chiamata della partita? Chiedetelo all’MVP della partita, Mark Kogut (L’arbitro delle ultime 2 chiamate, ndr). Non so se sia la peggior chiamata che ho mai visto, ma sicuramente al momento mi sta facendo rodere molto. Inoltre stasera la comunicazione con gli arbitri è stata pessima, Draymond (Green, ndr) ha preso un tecnico per aver detto <Oggi non vi si può parlare?> Tutto questo è abbastanza imbarazzante”
Steph Curry: “You’d have to ask the MVP of the night, (referee) Mark Kogut.” pic.twitter.com/x3jlOaNflz
— Anthony Slater (@anthonyVslater) March 30, 2019

