A distanza di mesi dall’infausto evento, la trade che ha portato Kyrie Irving lontano da Cleveland continua ad arricchirsi di dettagli come un puzzle dagli infiniti pezzi, ognuno dei quali viene portato alla luce con cadenza quasi regolare. Ciò che continua ad attirare attenzione, critiche e microfoni però non è tanto la scelta della nuova, attuale meta, quanto le modalità del divorzio con i Cavaliers. Nuove indiscrezioni da ESPN raccontano di una precisa richiesta di Irving dopo aver scoperto una sorprendente riunione svoltasi all’oscuro del giocatore.
Prima della trade Kyrie Irving al limite della tolleranza
Un meeting nel giorno del draft NBA 2017, con la partecipazione di molti protagonisti dell’ambiente Cavs tra cui il front office, gli allenatori e membri dello staff di supporto; ordine del giorno: il futuro di Kyrie e una sua potenziale valutazione sul mercato. Questo emerge dalle notizie giunte a Dave McMenamin di ESPN, che chiarirebbero in parte perché in occasione della trade Kyrie Irving non sia mai stato del tutto limpido ed esauriente nel fornire le motivazioni dell’addio. Il giocatore avrebbe cercato fino alla fine di mantenere un atteggiamento propositivo tra le fila dei Cavaliers, ma la suddetta riunione l’avrebbe portato a non reggere più la scarsa considerazione. Da qui, la decisione di chiedere alla sua ex dirigenza di essere scambiato. “Non mi volevano lì”, aveva detto a dicembre la point guard riferendosi alle persone dietro la sua trade.
Cambiare aria era la priorità assoluta. Mind setting firmato Kobe
Boston, Milwaukee o perché no, anche Phoenix. In aria di trade Kyrie Irving ci si sentiva già da un pezzo, e dopo aver saputo della fatale riunione e che il più certo tra gli spostamenti fosse quello in direzione Suns, era pronto a fare le valigie a cuor leggero. Così, dopo aver chiesto consiglio e saggezza a Kobe Bryant, per il nativo di Melbourne nessun ulteriore dubbio: la trade ai Suns l’avrebbe comunque soddisfatto in quanto nuova fase della carriera. L’affare però saltò, e i Boston Celtics si fecero vivi. Il resto è storia nota. Le sei stagioni passate con i Cavaliers e il titolo del 2016 sono una perfetta fotografia della crescita di Kyrie Irving come giocatore; quanto accaduto fuori dal campo prima dell’arrivo a Boston però l’ha sicuramente formato tanto come uomo. E se non gli avessero nascosto quella riunione… Chissà.
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