Tra Russell Westbrook e i tifosi degli Utah Jazz non corre buon sangue. Questo ormai è chiaro. E nella notte c’è stato l’ennesimo confronto: la stella di OKC contro un tifoso poco educato.

Questo spiacevole episodio ha anche fatto passare quasi inosservata la vittoria importantissima dei Thunder in chiave Playoff, per 98-89. Il numero 0 ha chiuso con 23 punti e 11 rimbalzi, aiutato dai 24 punti di Schroder. I Thunder hanno chiuso così la serie stagionale contro i Jazz senza sconfitte. Dato importantissimo in caso di possibili tie-breakers a fine regular season. A Utah non sono bastati i 25 di Donovan Mitchell, nè il 15-12 di Rudy Gobert.

Per Coach Quin Snyder. “Abbiamo lavorato molto duro in difesa. Il problema è stata la mancata produzione offensiva, che ci mette ancora più pressione in difesa. Ma tutto arriverà con il tempo“.

Tuttavia, come detto, tutto questo è passato in secondo piano a inizio secondo quarto. Westbrook è stato ripreso minacciare un tifoso e sua moglie a bordocampo, per rispondere, a detta sua, ad un attacco razzista.

Botta e risposta, cosa è successo? Parla Russell Westbrook

Come spesso succede dopo questi eventi, sono state molte le voci con qualcosa da dire dopo l’accaduto.

Per Russell Westrbook, la sua sarebbe stata solo una risposta ad un attacco razzista.: “Inginocchiati come siete abituati a fare“.

Questo però non è stato registrato dalle telecamere, a differenza dell’attacco del giocatore in maglia Thunder. Per Westbrook non è affatto il primo confronto diretto con i fan dei Jazz. Qualcosa di simile era già avvenuto nei Playoff passati, quando in molti puntarono il dito su questa tifoseria in quanto apertamente razzista.

Westbrook ha dichiarato a fine incontro. “Devono essere presi provvedimenti anche per i tifosi. Per quelli che vengono alle partite per dire e fare quello che gli pare e piace. Non è giusto per i giocatori“.

Giocatori contro tifosi, storia che si ripete di continuo

Non è infatti questo il primo caso nella NBA in cui un giocatore, stufo di continui insulti dai tifosi, che sono veramente vicinissimi al campo, risponda a tono. E il più delle volte l’unico a pagare è proprio l’atleta. In questo senso ha parlato con un lungo Twitt il compagno di Westbrook, Patrick Patterson.

“I Fan possono lanciare m***a sui giocatori e le loro famiglie. Dì a un uomo di “inginocchiarti, come sei abituato”, cosa ti aspetti da noi, come uomini? Di stare zitti e giocare? Nessuno viene ritenuto responsabile e punibile per le sue azioni tranne noi giocatori. I Fan sono protetti in ogni modo possibile, ma noi no”.

Il “tifoso” è stato anche intervistato da Espn. In un momento di glorioso trionfo personale, perchè, diciamocelo, nessuno se lo sarebbe mai filato se non fosse stato per la sua maleducazione e inettitudine, ha dichiarato:

Ci stavamo solo divertendo, poi dal nulla mi ha insultato“.

Strano modo di divertirsi, rievocando la schiavitù dei Neri d’America.

La franchigia di Utah ha dichiarato “Se ci saranno prove, prenderemo provvedimento verso il tifoso“.

Probabilmente le prove non ci saranno, e questo disturbatore potrà tornare a sedersi a bordocampo, con i suoi biglietti da 1000 euro, facendo solo finta di tifare e amare questo sport. Perchè chi si comporta così non può essere un vero amante della palla a spicchi.

 

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