Stanotte gli Oklahoma City Thunder giocheranno al TD Garden di Boston, e Kevin Durant ha avuto parole di stima verso la capitale del Massachusetts e la sua cultura sportiva nell’intervista che ha rilasciato al Boston Globe: “La città mi piace molto, fa freddo ma qui amano lo sport. Camminando qui trovo un’atmosfera familiare”. Per varie ragioni il 35 non gioca a casa del Lepreciano dal 2012: “E’tanto che non gioco qui, speravo davvero di essere della partita e non vedo l’ora di andare in campo”.

Kevin Durant contro gli Hawks
Ai Celtics manca solo una stella per diventare davvero una contender, visto l’ottimo sistema creato dal front office e da coach Brad Stevens, con giocatori completamente votati al ‘Boston Pride’; lo spazio salariale per uno del calibro di Kevin Durant ci sarebbe, ma parlare del suo futuro adesso, come abbiamo già scritto, è davvero prematuro.
Ovviamente in estate molti busseranno alla porta di Durant, forse anche i Golden State Warriors. Le altre possibilità sarebbero i Los Angeles Lakers che con Julius Randle, D’Angelo Russell e Jordan Clarkson cercano l’erede di Kobe Bryant per proseguire lo ‘Showtime’ oppure l’ipotesi “I’m coming home” a Washington, per la gioia di John Wall e di tutta la Capitale. Tutte queste destinazioni hanno comunque dei lati negativi: i Warriors rischierebbero di distruggere una macchina quasi perfetta, tra le cessioni e l’inserimento di un accentratore come Kevin Drant, mentre i roster di Lakers e Wizards sono ancora acerbi.
Per queste ragioni non va escluso che Kevin Durant possa giurare amore eterno ad OKC o guardare proprio a Boston in ottica futura…

