Home NBA, National Basketball AssociationOKC Thunder, gli scenari futuri: Paul George, Melo e Presti

OKC Thunder, gli scenari futuri: Paul George, Melo e Presti

di Pierangelo Rubin
OKC Thunder

La scorsa estate i tifosi degli OKC Thunder nutrivano legittimamente molte speranze. Il loro guru assoluto (e non serve specificare a chi ci stiamo riferendo) aveva nuovamente a fianco a sé due grandissimi della pallacanestro statunitense, due che avevano raccolto assieme quindici (!) convocazioni all’All-Star Game: Carmelo Anthony e Paul George, ça va sans dire. A coronare questo splendido trio e a cullare maggiormente i sogni di gloria la presenza in squadra di un ottimo difensore come Roberson ed il monolite lunare kiwi Steven Adams. Una miscela perfetta. Non nominare Oklahoma fra i papabili vincitori dell’anello 2018 era impossibile ed i tifosi della franchigia dello Sooner State si sfregavano le mani e si stropicciavano gli occhi.

Poi al primo round gli OKC Thunder hanno incontrato gli Utah Jazz di Rubio e sono usciti subito, si sono sciolti come un gelato al sole. Nessun anello, l’ennesima delusione e mani fra i capelli. La stagione è quindi finita ingloriosamente, ma la prossima deve già essere preparata. Ed una domanda ossessiona e tormenta i tifosi di Thunder: Carmelo e George resteranno? Analizziamo le due situazioni

Los Angeles Lakers-OKC Thunder

OKC Thunder: quale futuro per Paul George?

OKC Thunder, che futuro alle porte? Paul George

Iniziamo da Paul George. Le voci su un suo possibile sbarco a Los Angeles non si sono, in effetti, mai placate ed in molti sospettano che il californiano nella prossima annata vestirà di gialloviola. Espn, pur non azzardando una possibile destinazione, tramite uno dei propri speaker radiofonici si è detta sicura che George migrerà. Il contratto infatti glielo permette: Paul può non esercitare l’opzione da quasi 21 milioni di dollari (20.7) prevista dal contratto per la stagione ventura, divenendo un free agent.

[Piccola domanda per nulla polemica rivolta a voi, cari lettori: alla luce della stagione di Oladipo&Sabonis, alla luce dell’esito della stagione di Oklahoma e considerando la possibile partenza di George, come giudicate, un anno dopo, la trade George-Oladipo&Sabonis? Ditecelo nei commenti se vi garba]

Paul dal canto suo ha glissato sul futuro sostenendo sia ancora prematuro parlarne, ma il dado pare tratto. Il suo rendimento (per punti e prestazioni difensive), anche durante i play-off, è stato più che soddisfacente e i tifosi Thunder incrociano le dita. Ma l’esborso della proprietà per convincerlo a restare si aggirerà sui 180 milioni di dollari.

OKC Thunder: quale futuro per melo

OKC Thunder: quale futuro per Melo

OKC, la questione Carmelo Anthony

Affaire (perché di questo si tratta) Melo. Analizzando le sue percentuali appare abbastanza chiaro che la prima stagione di Carmelone in Oklahoma è stata una delle sue peggiori in assoluto (e chi è scaramantico può appellarsi al fatto che quella appena conclusa per il marito della signora La La era la diciassettesima). Le medie stagionali parlano chiaro e sono tendenzialmente disastrose. Mai Anthony aveva giocato così poco (32.1), la sua percentuale dal campo non era mai stata così bassa (.404) così come la sua percentuale da due punti (.437), la sua media punti, logica conseguenza, si è drasticamente abbassata: 16.2 (nei suoi precedenti sedici anni in NBA non era mai scesa da quota 20), mentre nella sua ultima stagione nella Grande Mela era a 22.4.

Paradossalmente, tuttavia, nell’annata 2017-18 agli OKC Thunder Melo ha realizzato la sua settima prestazione di sempre per quanto riguarda i canestri da tre (.357) e solo una volta (2012-13) in carriera aveva tentato più triple (allora 6.2, quest’anno 6.1); tutto ciò è il riflesso del suo nuovo modo di giocare (più scarichi, più tiri da tre, meno midrange, di cui Melo è uno dei leader incontrastati della Lega, e meno isolamenti in post basso).Va da sé che la nouvelle vague anthonyana non era farina del sacco di Carmelo ma bensì di coach Donovan (non a caso il #7 pochi giorni fa si è pubblicamente lamentato). Gli inizi non sono stati dei migliori, il newyorkese ha palesato notevoli difficoltà nel calarsi (immaginarsi?) nel nuovo ruolo, tuttavia le cose sono successivamente migliorate. Ma ciò non ha portato beneficio alcuno alla squadra che, soprattutto dopo l’infortunio di Roberson, ha palesato notevoli difficoltà difensive; ma, al di là della specificità di una singola fase di gioco, OKC non ha mai dato realmente l’idea di essere una compagine e ha vissuto sostanzialmente di istinti ed invenzioni personali (e si potrebbe anche accusarla di eccesso di westbrookcentrismo). In costruzione della prossima annata un nodo cruciale appare quello, appunto, di Carmelo Anthony. Thunder vorrebbe disfarsi dell’ex Knicks ma il contratto di quest’ultimo ha condizioni capestro: solo #7 può uscire dal contratto, nel caso fosse OKC a farlo dovrebbe corrispondergli 28 milioni di dollari e solo Melo può decidere la propria destinazione (no trade clause). Quindi, ciò che ha scritto Sean Deveney, vale a dire che OKC si priverebbe volentieri di Anthony ma farebbe, nel limite del possibile, le barricate per trattenere Paul George appare ben più che verosimile.

Oklahoma City Thunder general manager Sam Presti credits Kevin Durant for putting team first
Fonte: ESPN

OKC Thunder: Presti ed il futuro della franchigia

Ed in tutto questo bailamme come si pone il general manager Sam Presti? Questi si è definito non soddisfatto ma ottimista per il futuro e, rispondendo indirettamente ad Anthony (si è accennato sopra alle polemiche del giocatore), ha riconfermato anche per la prossima stagione coach Donovan.

Presti ha tenuto l’abituale conferenza stampa di fine stagione ma è stato inutile sperare di carpire qualcosa di veramente concreto sul futuro della franchigia e di alcuni giocatori cardine della stessa giacché non vi sono stati grandi “rivelazioni”. Della serie: il meglio deve ancora venire.

Quali scenari futuri quindi per gli OKC Thunder? Consideriamone quattro. Nel primo caso Paul George e Carmelo Anthony continuano la loro permanenza ad Oklahoma City. Succedesse questo Melo dovrebbe fatalmente adattarsi alla new wave che Donovan ha disegnato per lui. Nel caso entrambi togliessero le tende moltissimi fan della squadra piangerebbero l’assenza di George, pochi quella di Anthony e Presti dovrebbe sobbarcarsi un gran lavoro. Ragion per cui se Paul se ne andasse e Carmelo restasse i supporter vivrebbero la cosa come una piaga d’Egitto al pari dell’invasione di locuste mentre Presti avrebbe comunque da lavorare. Dovesse lasciare la città #7 e restasse #13 sono prevedibili caroselli, ai quali parteciperebbe, forse, anche Presti, attorno alla Chesapeake Arena.

Off the record, on the QT, and very hush-hush…

 

 

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