‘Bad boy’, ‘testa calda’, sono solo alcuni dei tanti insulti che sono stati indirizzati a DeMarcus Cousins negli ultimi anni, uno di quelli che è meglio non avere nello spogliatoio se si vuole vincere. Tutto ciò non è proprio del tutto vero. DMC, in spogliatoi a dir poco turbolenti, è sempre stato il faro e il leader, nonostante abbia sempre avuto a che fare con giocatori dal carattere difficile come Rajon Rondo (a cui è legato da un rapporto di amore e odio) o con situazioni al limite dell’incredibile (vedi Sacramento Kings, dove la dirigenza ha praticamente abbandonato la squadra a se stessa).
Se dentro gli spogliatoi DeMarcus Cousins è amato dai suoi compagni, lo stesso non si può dire sul parquet: la sua innata voglia di vincere ogni partita e il suo estremo agonismo vengono spesso scambiati per esagerazione dalla classe arbitrale che lo ha bersagliato di falli tecnici, a volte gratuiti e surreali, rendendo quasi negativa la sua attitudine a giocare ogni match come se fosse una gara 7 delle Finals. Una situazione della quale il giocatore stesso ha risentito, sentendosi il capro espiatorio degli arbitri. A questo punto viene da chiedersi, considerando che giocatori come Kevin Garnett e Kobe Bryant sono sempre stati lodati per gli stessi atteggiamenti, perché a Boogie non sia riservato lo stesso trattamento.
DeMarcus è inoltre una delle superstar NBA più attive per quanto riguarda il sociale, come dimostrato dalla standing ovation tributatagli dai tifosi dei Kings nel suo ritorno da avversario al Golden 1 Center. Una standing ovation arrivata non tanto per i suoi meriti sportivi, ma per quelli umani. Boogie infatti, nonostante abbia lasciato la città californiana da oltre un anno, continua gran parte delle sue attività di beneficenza con un occhio particolare alle tematiche infantili. ‘Bad boy’, per l’appunto.
Ma, tornando a parlare di basket sul campo, abbiamo detto che ha lasciato Sacramento, giusto?
Sarà l’aria nuova (ma neanche troppo, ormai) sarà la nuova stagione o saranno altri mille fattori, ma Boogie ha cominciato la stagione come meglio non poteva fare. L’anno della verità per il centro dell’Alabama, che deve dimostrare di poter essere parte integrante di un progetto come quello dei Pelicans arrivato al suo punto di svolta. Le performance brillanti di inizio stagione, dalle cifre altisonanti, hanno attirato l’attenzione di tutti su uno dei giocatori più controversi e talentuosi dell’intera lega.
Le qualità cestistiche di Cousins sono ormai da anni sotto gli occhi di tutti. Non c’è nulla che in un campo da pallacanestro il centro dei Pelicans non sappia fare. Ha una gamma di soluzioni offensive pressoché infinite, una margherita da sfogliare da dove sceglie quella che più si adatta alla situazione di gioco in cui si trova.
Questa grande varietà di opzioni offensive gli consente di adattare il suo gioco in base all’avversario che lo difende: se è leggero può sfruttare il suo fisico per batterlo dal post basso e se invece ha a che fare con un giocatore più verticale e longilineo può portarlo fuori dall’area e batterlo dal palleggio.
Le caratteristiche di Boogie vanno di pari passo con l’evoluzione che ha subito il ruolo di centro in questi anni. Ama giocare lontano da canestro e duettare con i piccoli in punta, ed essendo un giocatore con notevoli abilità balistiche costituisce un problema per gli avversari anche oltre l’arco. Sul pick and pop la sua capacità di tirare sugli scarichi (37% da 3 in catch and shoot) fa di lui un giocatore mortifero per la difesa che spesso fatica ad arginarlo.
DeMarcus Cousins spara da tre punti dopo un pick and pop ben eseguito
Un giocatore come Cousins nella lega non si è probabilmente mai visto. Ha il corpo di un lungo ma si muove come un piccolo, può addirittura correre in transizione e farsi tutto il campo in palleggio per concludere a canestro con innaturale disinvoltura. Gli piace inoltre destreggiarsi nei pressi del ferro dove grazie alle sue mani morbidissime è pressoché immarcabile e le sue percentuali nella cosiddetta Restricted Area lo testimoniano (66 canestri su 101 tentativi, 65.3% dal campo).
Quanti giocatori di quelle dimensioni possono correre in transizione e finire al ferro come DeMarcus Cousins?
La cosa che sorprende di più del genio e sregolatezza dei Pelicans è la sua capacità di segnare in ogni modo possibile soprattutto lontano da canestro. Il suo repertorio offensivo è completo in ogni aspetto e la sua capacità di mettere palla a terra costringe i difensori a prestargli attenzione in ogni zona del campo, perché può punire anche con un palleggio-arresto e tiro dalla media distanza.
DeMarcus Cousins letale dal palleggio con uno step-back dal midrange
Una delle soluzioni che più predilige è quella di attaccare dal post, dove usa bene il fisico e le sue mani educate per segnare con efficienza (58% dal campo per 4.8 punti di media in situazioni di post-up). Dal post basso viene anche spesso utilizzato come passatore, dove è in grado di servire il taglio in backdoor di un compagno con i tempi giusti o di innescare un tiratore da oltre l’arco.
La visione di gioco a 360 gradi di DeMarcus Cousins
Una delle peculiarità di Cousins, che fa di lui un centro completo in ogni aspetto del gioco, è la sua capacità di fungere da play aggiunto, come ha fatto bene anche lo scorso anno in assenza di Jrue Holiday. La sua visione di gioco sublime e le sue eccelse doti da passatore sono sotto gli occhi di tutti e sotto questo punto di vista il suo modo di giocare gli dà una mano. DeMarcus infatti è un giocatore impulsivo, spontaneo e spesso quando si tratta di passare il pallone il suo istinto gli consente di trovare linee di passaggio che altri non vedono.
DeMarcus serve il taglio di Davis coi tempi giusti: due punti semplici al ferro
Un altro aspetto che lo aiuta molto quando si tratta di servire un compagno è la sua forza a rimbalzo. Quando va a rimbalzo infatti può correre in transizione e velocizzare la manovra oppure pescare direttamente un compagno con un touchdown pass direttamente dalla sua area, come nel video sottostante.


