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Wizards: tre ostacoli sulla strada per la grandezza

di Andrea Ranieri
John Wall-peggiori contratti NBA

Dei Washington Wizards si parla spesso troppo poco. Forse perché, da qualche anno, ci siamo abituati a vederli sempre lì, in zona playoff, magari superando anche un turno di postseason. Ma mai li abbiamo visti arrivare fino in fondo e dimostrare di aver fatto quel passo che li portasse definitivamente a essere considerati la prima forza ad Est. Nascosti dalla mediocrità insomma, una mediocrità che ora la truppa di coach Brooks cerca di abbandonare. E proprio poco prima della partita contro i Cleveland Cavaliers, Bradley Beal ha dichiarato che quest’anno i Wizards saranno la miglior squadra nella loro Conference. Risposta? Partita casalinga persa contro dei Cavs in crisi di risultati e di gioco. I problemi più rilevanti sono tecnico-tattici, ma non solo. E LeBron James e compagni li hanno messi a nudo. Abbiamo provato ad individuarli e li abbiamo divisi in tre settori. Tre settori in cui la qualità della pallacanestro dei Washington Wizards deve crescere, se davvero vogliono diventare grandi.

La prima grande debolezza ha ormai fatto la storia recente della squadra capitolina ed è quella della panchina. A fronte di un quintetto titolare che produce molto ed è fra i migliori della lega, la panchina della squadra di Scott Brooks continua a fare fatica. Gli unici a riuscire a segnare più di 5 punti a partita sono Mike Scott e Jodie Meeks, con 9 punti per allacciata di scarpe a testa. E proprio per questo il coach ex Thunder si vede sempre costretto a lasciare in campo almeno uno fra Wall e Beal. Ma i problemi di chi entra dalla panca non sono solo offensivi. Infatti, con l’eccezione di Jason Smith, tutti i sostituti, tra i maghi, hanno un net rating (differenza tra punti segnati e subiti su cento possessi) negativo e lo stesso Jodie Meeks è il peggiore con un dato di -11.4. E parlando di pura fase difensiva, tutta la panchina dei Wizards concede almeno 107.6 punti per 100 possessi, arrivando, ancora con Meeks, a toccare i 112.4. Non basta quindi ridursi a dire che le riserve dei Washington Wizards non segnano e non sono pericolose in attacco. Anzi, il loro apporto tra entrambe le metà campo dimostra che ciò che non danno in attacco, lo concedono, con gli interessi, agli avversari in difesa. Per arrivare in fondo in NBA la lunghezza qualitativa del roster è importante, ma, almeno per ora, Scott Brooks non può goderne.

Washington Wizards

Il panchinaro che produce di più per i Washington Wizards al momento è Jodie Meeks, che però non aiuta effettivamente la squadra né in attacco né tantomeno in difesa.

Nell’ultima partita contro Cleveland, Washington è riuscita a difendere peggio della squadra di coach Lue, impresa non da tutti. Partiamo dal dato più semplice: la squadra della Capitale concede la bellezza di 110.9 punti a partita, che salgono addirittura a 118.5 nelle sconfitte. E uno dei dati che balza maggiormente all’occhio sono i 22.5 tiri liberi concessi ogni sera all’avversario di turno, uno dei peggiori dati nella lega. I grandi problemi della difesa dei Wizards, usciti senza pietà nell’ultimo match, sono due. Il primo è la difesa nel pitturato, con particolare attenzione al meccanismo degli aiuti difensivi. Se infatti la squadra di Brooks si oppone bene al tiro perimetrale avversario (concede il 34.7% da tre punti), permette in compenso agli avversari di tirare con il 55% dentro l’arco. Manca un vero rim protector, Gortat fa spesso fatica a prendere una corretta posizione difensiva in aiuto e Markieff Morris paga molto spesso dal punto di vista fisico e atletico contro i diretti avversari. Il secondo grande male che affligge il team di Wall è la difesa sul pick and roll. Questa si risolve spesso in cambi molto sbrigativi e di pigrizia, che creano mismatch spesso evitabili. Nella scorsa notte LeBron James è stato bravo a sfruttarli per segnare 57 punti. Forse una maggior voglia da parte dei giocatori di forzare i blocchi e un occhio di riguardo per questo aspetto da parte di coach Brooks gioverebbero ai Washington Wizards e al loro gioco.

I Washington Wizards hanno chiare difficoltà difensive sul pick and roll”

I Washington Wizards hanno chiare difficoltà difensive sul pick and roll.
Viene per ultimo, ma non per importanza, il sottile filo a cui è legato il rapporto tecnico e tattico (ma non solo) tra le due star John Wall e Bradley Beal. E’ evidente che quando il playmaker sia in campo, la maggior parte dei palloni sosti tra le sue mani. Il vero problema è che Wall, per ogni pallone toccato, produce l’importante cifra di quasi 7 palleggi (6.8). Ciò pare togliere assolutamente ritmo a Beal, che si deve limitare a tirare sugli scarichi o, peggio, ricevendo senza vantaggio, deve creare a sua volta dal palleggio. La guardia dei Wizards, però, è un attaccante efficace quando mette a terra il pallone poco e solo per puntare il ferro. Il rapporto di condivisione del pallone tra i due è molto più difficile di quanto possano dire le cifre e, forse, l’unica soluzione sarebbe quella di limitare il numero di palleggi statici di Wall, che, invero, fa di questo il suo gioco. La franchigia ha investito a lungo termine su entrambi e la questione va risolta al più presto. Pena la permanenza nel limbo per le carriere delle due stelle e per i Washington Wizards.

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