Cominciano a scarseggiare le parole per descrivere ciò di cui LeBron James è capace su un campo di pallacanestro. L’ultima fatica nella notte: contro Brooklyn LeBron ha realizzato un ultimo quarto ancor più sconvolgente di quello recente contro i Knicks, arrivando alla bellezza di 23 punti segnati di cui 18 consecutivi. Per lui, un punto solo di distanza dal record personale di punti segnati nell’ultimo quarto in regular season (6 gennaio 2008 contro i Toronto Raptors).
Al contrario di come si possa immaginare, però, nella gara contro Brooklyn LeBron non è partito in condizioni favorevoli: cattive (e rare, parola di Doc Rivers) scelte offensive non hanno messo il Re in buona luce agli occhi di Tyronn Lue, che a pieno diritto ha dato una bella ripassata alla stella di Akron. “Stai cazzeggiando”, avrebbe detto il coach a James, che di certo non va matto per i rimproveri.
Come se non bastasse, nel terzo quarto LeBron ha dovuto fare i conti con un incontro molto ravvicinato con Tyler Zeller, che gli è valso una ferita vicino al labbro prontamente ricucita dai medici dei Cavaliers. Rarità anche questa: James che si allontana dal parquet per un infortunio, suona strano anche ai compagni ed amici storici come Dwyane Wade, che nel post-gara si è dichiarato sorpreso di vedere James aver bisogno di aiuto dallo staff per problemi fisici.
Che sia stato merito della strigliata di Lue o della voglia di rivalsa dopo l’infortunio, il risultato in ogni caso è stato uno solo: la parte finale della partita con Brooklyn Lebron James l’ha proprio dominata. Al primo posto per punti nel quarto finale di gioco (10), il Prescelto non ha perso occasione per ringraziare ed elogiare i compagni che lo “investono” di questa responsabilità, quando riconoscono il momento opportuno. Parole di stima anche per il coach, riconosciuto dallo stesso LeBron un motivatore all’altezza del compito. Come dire che il re è sempre il re, ma c’è spazio anche per la corte.

