Un giocatore alla quindicesima stagione NBA, quasi 33enne, reduce da sette Finals consecutive. Basterebbe questo per spiegare un eventuale calo di “focus”, una leggera flessione, un piccolo peggioramento. Ma sul proprio rendimento LeBron James è assolutamente convinto di una cosa: le medie più alte della carriera dal campo (58.7%) e da tre punti (43%), il Prescelto le sta toccando senza essere ancora al massimo.
“È dicembre e sono all’80%”, ha dichiarato LBJ a Dave McMenamin di ESPN, “Posso giocare meglio. […] È così che sono sempre stato nella mia carriera. Sono sempre più forte man mano che passano i mesi. Voglio semplicemente continuare così”. Essere testimoni di tale grandezza sportiva diventa più onorevole quando si pensa che in pochi mesi si assisterà a qualcosa di ancor più grande. Tutto il mondo NBA è consapevole della grandezza di James e addetti ai lavori illustri non si vergognano di complimentarsi con lui; di recente anche un altro dei Cleveland Cavaliers, Channing Frye, si è detto certo del fatto che LeBron non fosse al massimo delle potenzialità, ma che fosse ancora in fase di crescita in vista dei Playoff.
Su questo straordinario e crescente rendimento LeBron non perde però l’occasione di esprimere un proprio cruccio: “Penso che la gente si stia semplicemente abituando a quello che faccio e lo dia per scontato. […] Della serie ‘Oh, ecco ciò che ci aspettiamo che LeBron faccia’. Sembra facile, ma non lo è”. In realtà, sappiamo bene che non è facile. Non è facile produrre medie molto vicine a 28 punti, 8 rimbalzi e 9 assist a partita, non è facile rimanere “sul pezzo” nei momenti difficili delle gare chiave e della stagione, non è facile essere LeBron James in una lega in cui quotidianamente senti dire che tutti cercano di essere LeBron James, anche più di te. Eppure, sul campo LeBron riesce a dimenticare (e far dimenticare) tutto questo. Sarà anche all’80%, ma se lo potessimo tenere per altri 10 anni lo vorremmo anche al 50.

