Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsChicago BullsMirotic effects: la metamorfosi dei Bulls

Mirotic effects: la metamorfosi dei Bulls

di Daniele Guadagno
Nikola Mirotic

Ricordate i Chicago Bulls di inizio stagione? Una squadra senza arte ne parte, svogliata e poco propensa al gioco corale. Che sarebbe stato un anno di transizione lo si era già intuito quest’estate con la cessione di Jimmy Butler, ma nessuno si aspettava una partenza così difficile, sia dentro che fuori dal campo. 20 sconfitte nelle prime 23 partite e ultimo posto nella Eastern Conference con il peggior attacco dell’intera lega.

Poi il miracolo: Nikola Mirotic rientra in campo e i Bulls cominciano a girare. 7 vittorie consecutive e 8 nelle ultime 10 (uniche sconfitte contro i Celtics e Cavaliers); solo i Raptors hanno fatto meglio nel mese di dicembre. Mirotic sta viaggiando a 18.5 punti e 7.6 rimbalzi di media a partita, tirando con il 50.4% dal campo e il 48.3% da tre. Numeri alla mano, questa è fin qui la sua miglior stagione NBA. Ma oltre alla fase realizzativa stupisce la sicurezza che il montenegrino dimostra ogni sera sul parquet. Anche sul piano difensivo, da sempre suo tallone d’Achille, si sono riscontrati notevoli miglioramenti. Dopo gli addii di Dwayne Wade e Jimmy Butler i Bulls hanno finalmente trovato un nuovo leader.

Mirotic si sta affermando uno dei migliori europei della lega, in questo momento
Il grande merito di Mirotic è stato anche quello di infondere fiducia a tutti i suoi compagni, compreso Bobby Portis. L’ala di Arkansas era stata sospesa dalla società per 8 giornate per aver fratturato due ossa facciali proprio a Mirotic in seguito ad un alterco. La diatriba ha però successivamente lasciato posto alla conciliazione, tanto che la coppia di nemici-amici è diventata una delle chiavi di successo di questi Bulls. Portis è cosi passato da elemento indesiderato a salvatore della patria. La scrittrice Amy Tan diceva: “Se vuoi cambiare il tuo destino, cambia atteggiamento”. Il buon Portis pare aver recepito il messaggio.

Nikola Mirotic e Bobby Portis

C’eravamo tanto odiati…

Chicago si coccola i suoi nuovi pupilli e si rilancia in ottica playoff (i Miami Heat distano solo 5 partite). Nonostante un roster orfano di All-Star, i tifosi possono consolarsi con l’esplosione di Kris Dunn, la sorprendente crescita di Lauri Markannen e le triple di Denzel Valentine. Il tutto aspettando il ritorno di colui che dovrebbe rappresentare la stella di questa squadra, Zach Lavine.

Lauri Markannen, il rookie meraviglia dei Bulls

Non è ipotizzabile una immediata rinascita da parte dei Bulls, d’altronde la ricostruzione è appena cominciata, ma si può guardare al futuro con un minimo di sano ottimismo. In fondo la luce non è cosi lontana se c’è uno come Mirotic a fare da lanterna. La domanda da porsi quindi è: tankare o non tankare? Oggi più che mai è questo il vero dilemma.

You may also like

Lascia un commento