Un risvolto a cui è difficile credere, quello che ha visto Paul George fuori dai piani per l’All-Star Game 2018 nemmeno tra le riserve, considerato insieme a Chris Paul e Lou Williams il più clamoroso degli esclusi. Così la pensa anche Russell Westbrook, MVP in carica e bandiera degli Oklahoma City Thunder nonché riserva illustre per l’Ovest nella kermesse delle stelle, che ha definito “oltraggiosa” la mancata convocazione del compagno. Questa e tante altre sono il tipo di uscite che in ottica free agency Paul George metterà sulla bilancia, per capire quanto il suo cuore appartenga ad OKC. “Tanto”, sembrerebbe al momento la risposta.
Per PG13 l’esclusione dall’ASG non è stata cosa facile: prima l’infortunio mai dimenticato nel 2014, poi la separazione dagli Indiana Pacers l’estate scorsa per dare una svolta ad una carriera che ha ancora sorprese in serbo; adesso, George si sarebbe aspettato un trattamento differente date le straordinarie performance in maglia OKC che lo stanno consacrando come uno dei migliori giocatori two-way della lega, il migliore in assoluto a detta di coach Billy Donovan. Eppure, niente da fare. Ed è qui che entra in gioco il numero 0 dei Thunder, come spiega lo stesso George a Rachel Nichols di ESPN:
“[Westbrook] È uno che non si tira indietro, e copre le spalle ai compagni. È stato fantastico aver avuto un compagno a coprirti le spalle e a schierarsi dalla tua. E ad essere onesti, dovrebbe essere un titolare [in quintetto All-Star]. Ma il fatto che Russ mi abbia coperto le spalle… Un amico per sempre, e aiuta a rendermi più evidente quale decisione dovrò prendere quando sarà il momento.”
Il riferimento alla free agency Paul George lo fa apertamente, dando a Westbrook un ruolo molto più importante di quello di brillante compagno sul parquet; tanto da poter portare George a sorvolare la possibilità di scegliere dove altro accasarsi la prossima estate (più di una pista in direzione Lakers), per imbarcarsi invece nell’ultimo anno di contratto con i Thunder a 20,7 milioni di dollari. Il giocatore intanto è secondo in NBA per rubate a partita (2.1), secondo per rubate totali (93) e sesto per triple segnate (136). Come mai non è un All-Star? Non si sa. Ma non tutti i mali vengono per nuocere, Russ sembra aver trovato una chiave di volta anche fuori dal campo.
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