Che stagioni complicate le ultime dei Philadelphia 76ers sul fronte infortuni. Dopo aver tenuto banco per mesi, una vicenda che cominciava a diventare spinosa e sulla quale anche il protagonista si era espresso con perplessità e frustrazione sembra giungere ad un epilogo positivo. Per Joel Embiid back-to-back non significa più tabù. Il 23enne centro del Camerun, cristallino per talento ma anche per integrità fisica, è stato finalmente dichiarato a disposizione per disputare due incontri consecutivi, cosa ancora mai avvenuta in due stagioni.
Accoppiata Embiid back-to-back, prudenza d’obbligo
In questi mesi “pazienza” è stata la parola d’ordine: pazienza per lo staff tecnico nello stringere i denti ed evitare mosse azzardate valevoli (perché no) l’andamento di un’intera stagione; pazienza per l’organizzazione, in qualche modo costretta a limitare la crescita sia personale di uno dei propri gioielli, sia del gruppo che ha perso numerose occasioni di ulteriore integrazione; ma soprattutto, pazienza da parte di Joel Embiid, che pure qualche partita consecutiva a suo dire l’avrebbe volentieri giocata. Mai successo invece, e per ben cinque volte in stagione il neo-eletto All-Star ha saltato almeno un incontro back-to-back dei suoi Sixers, per spezzare la serie di partite giocate e far riposare il suo mastodontico ma fragile corpo.
Ma durante il mese di gennaio il giocatore si era detto ottimista e in procinto di tornare arruolabile al pari di tutti gli altri suoi compagni in salute (no, purtroppo non parliamo di Fultz…). Detto, fatto: dopo la partita di ieri notte contro gli Oklahoma City Thunder, persa dai Sixers 112-122, un’altra gara “on the road” aspetta i Sixers che stanotte affronteranno i Milwaukee Bucks dell’alieno Giannis Antetokounmpo: stavolta Embiid potrebbe esserci, e se dovesse mancare all’appello sarebbe per scelta tecnica o per una valutazione fisica fatta al momento, quindi non per restrizioni mediche. Embiid sta giocando a 23.6 punti e 10.9 rimbalzi di media in 31.4 minuti a partita.
Joel fattore in più, tanta la voglia di dimostrarlo
I Sixers stanno affrontando un periodo di “conoscenza”, non solo reciproca ma che verrebbe più da definire personale: Ben Simmons, Dario Šarić, lo stesso Embiid, sono tutti giocatori che hanno bisogno di tempo e spazio per rendersi conto delle proprie potenzialità e di quali possano essere i canali di maturazione giusti per arrivare in fondo a “The Process” imbastito a Phila. Embiid ha preso la cosa talmente sul serio che il suo soprannome è un tutt’uno con quello della squadra, e questo la dice lunga su quanta possa essere stata la sua voglia di tornare arruolabile al 100%. Per Embiid back-to-back non è solo esserci e basta, ma prender parte a qualcosa di molto più grande dell’ottavo posto in graduatoria Playoff con un record di 24-22; record che però sarebbe un interessante 21-15 escludendo le partite in cui non è stato impiegato. Lo sa bene coach Brett Brown, ma la franchigia ha già dovuto fare i conti con una terrificante gestione dell’infortunio di Markelle Fultz, ancora avvolto da una nebbia che non convince per nulla né gli insiders né i tifosi. Tanta la voglia, ma anche la paura. Fattene una ragione, Joel: hai penato tanto, ma il tuo momento sta per arrivare.
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